La sicurezza nello spettacolo

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Ogni estate veniamo rallegrati da eventi mondani, piccole manifestazioni, concerti e sagre e sempre più spesso ci troviamo di fronte a palchi dove gli spettacoli tranquillamente avvengono. Ma quale cura bisogna avere nel realizzare questi palchi e quale tutela bisogna avere per i lavoratori del settore dello spettacolo?

Il DM 19 agosto 1996
Nuova regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di trattenimento e pubblico spettacolo – unisce e regolamenta in forma più organica i dettami delle precedenti norme e circolari, sino a ricomprendere tutte le forme di spettacoli. Il decreto affronta il problema della gestione della sicurezza e vengono maggiormente esplicitate le caratteristiche minime che deve avere un “piano per la gestione della sicurezza”, da non confondersi con il Piano di Sicurezza e Coordinamento o con il Documento Unico di Valutazione dei Rischi dei lavoratori, che sono regolamentati in modo esplicito dal D. Lgsl.81/08.

Alla luce di ciò emerge che, dal punto di vista della sicurezza dei lavoratori durante le fasi di allestimento di strutture scenografiche o artistiche, l’organizzatore di un evento sarebbe paradossalmente costretto ad elaborare addirittura una doppia gestione della sicurezza, una da impiegarsi a tutela dei lavoratori ed un’altra in funzione dell’esercizio dello spettacolo.

Molto più di recente, in data 01 aprile 2011, il Ministero dell’Interno ha prodotto una Circolare, la n.1689 (Locali di pubblico spettacolo di tipo temporaneo o permanente, verifica della solidità e sicurezza dei carichi sospesi), che ha definito in modo chiaro le modalità di verifica della sicurezza delle strutture sospese nei locali di pubblico spettacolo di tipo permanente (teatri, auditorium, palazzi dello sport, stadi, ecc) e di tipo temporaneo (tutti i locali o luoghi di spettacolo utilizzati occasionalmente per manifestazioni aperte al pubblico).Dalla lettura della circolare si evince che “Le commissioni di vigilanza istituite per l’applicazione dell’articolo 80 del T.U.L.P.S.” hanno, tra l’altro, il compito di “verificare le condizioni di stabilità, di sicurezza e di igiene” dei locali di pubblico spettacolo “ed indicare le misure e le cautele ritenute necessarie sia nell’interesse dell’igiene che della prevenzione degli infortuni”.

Le attuali tecnologie consentono l’impiego, sempre più diffuso anche nell’ambito di manifestazioni temporanee, di sistemi grandi e complessi, composti da diversi elementi strutturali e con carichi di varia natura, sia statici che dinamici (si pensi, ad esempio, al ring di americane reticolari con appesi grappoli di casse audio, batterie di proiettori, teste mobili nonché vari motori per il sollevamento di eventuali sotto-strutture dedicate a particolari effetti scenici).

È evidente che è improprio classificare queste strutture sotto la definizione di “ponteggi”, data la loro complessità, sia di progettazione, sia di esecuzione, che le rende invece paragonabili a quelle che il Genio Civile classifica come “strutture strategiche”.

Emerge quindi che anche nel caso di un evento di pubblico spettacolo di media complessità che preveda, per esempio, la realizzazione di un ground support con carichi appesi, dovrebbero essere nominate  le seguenti figure tecniche che hanno la funzione, nell’insieme dei ruoli, di garantire un adeguato livello di sicurezza:

– progettista architettonico;
– progettista strutturale;
– direttore dei lavori;

collaudatore:

– coordinatore della sicurezza in fase di progettazione;
– coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.

I ruoli suddetti possono essere ricoperti solo da professionisti (ingegneri, architetti o geometri nei limiti delle rispettive competenze) iscritti ad un albo professionale.

La fase realizzativa delle opere deve quindi vedere la progettazione delle operazioni e delle lavorazioni da svolgere coinvolgendo non solo il service che monta il palco ma anche gli impiantisti addetti alle luci e al suono e gli scenografi che arrederanno il palco stesso facendo ricadere appunto le lavorazioni in opere che necessitano di coordinamento.  Negli ultimi tempi, purtroppo, si è registrata un’ampia casistica di incidenti dovuti al collasso di strutture, per sovraccarico o per non corretto montaggio di carichi sospesi, tutti contrassegnati da conseguenze gravi, in alcuni casi mortali.

Queste opere, come previsto dalle norme vigenti, devono essere accuratamente progettate da ingegneri abilitati ed esperti nel calcolo di strutture intelaiate in acciaio e in alluminio. A tale proposito si evidenzia che il livello di complessità che gli scenografici richiedono deve essere verificato, al fine di comprendere la reale sicurezza statica dell’opera, modellando mediante calcolatore l’intera struttura “asta per asta”, con verifiche locali e globali che richiedono un gravoso lavoro di progettazione. E quindi, in pratica, cosa bisogna avere in mano e cosa bisogna fare per operare in sicurezza?

Dal punto di vista documentale, oltre al Piano di Sicurezza e alle relazioni calcolo complete di disegni esecutivi delle strutture con indicazione delle aste, dei materiali e dei carichi, il tutto firmato in originale da professionisti abilitati, occorre possedere quanto previsto dalla Circolare n. 1689 del 2011 relativamente ai carichi sospesi, ovvero:

1) documentazione tecnica illustrativa sulla presenza, tipologia e consistenza dei carichi sospesi a firma di tecnico qualificato;
2) schema dei sistemi di sospensione/appendimento evidenzianti, ove presenti, sistemi complessi (p.e. struttura di sostegno a sua volta sospesa ad un’altra struttura), carichi dinamici (carichi che si muovono o possono farlo durante lo spettacolo) ed eventuali motori, a firma di tecnico qualificato;
3) certificazione sulla idoneità statica del sistema complessivo dei carichi sospesi effettivamente in opera, a firma di tecnico qualificato, corredata dalla documentazione certificativa dei singoli componenti del sistema;
4) attestazione di conoscenza e osservanza delle condizioni di esercizio e delle verifiche periodiche (con relative modalità attuative) fissate in ambito progettuale e/o previste dalla normativa vigente (p.e. quelle sui motori) nonché dei termini di utilizzo di componenti soggetti a scadenza quali fasce, funi o altro, a firma del responsabile della attività/manifestazione.

Le verifiche richieste non devono essere limitate alla sola certificazione della struttura al termine della sua installazione ma richiedono la partecipazione del tecnico incaricato, che inizia il proprio lavoro dall’acquisizione dei dati certi sulla portata della struttura alla quale sospendere i carichi a servizio dello spettacolo.

Se la sospensione avviene all’interno di un palazzo dello sport, ad esempio, devono essere disponibili o il progetto strutturale della copertura alla quale sospendere i carichi, dal quale dedurre i punti per lo sospensione e la loro portata, o una certificazione a firma di tecnico abilitato che definisca i punti per la sospensione e la loro portata.In altre parole deve essere sempre verificata l’interazione tra le strutture sospese e la struttura portante.

Oltre alle verifiche della struttura nel suo insieme, devono essere effettuate verifiche locali nei punti di sospensione: si pensi ad esempio ai golfari presenti nella copertura di alcuni palazzi dello sport utilizzati per il fissaggio delle funi di acciaio (tiro diretto o bridle) usate per la sospensione dei motori elettrici di sollevamento delle strutture scenografiche.

Tutti questi elementi dovrebbero essere prodotti in tempo idoneo a permettere agli organi di controllo di effettuare una verifica del progetto redatto, ripeto, da tecnico abilitato che, con la firma dello stesso, se ne assume le responsabilità penali e civili.

Individuati quindi i punti ammissibili per la sospensione delle strutture e la loro portata, il tecnico dovrà operare nel seguente modo, come definito dalla citata Circolare:

– verificare la tipologia, il numero e il peso dei corpi illuminanti o delle attrezzature da fissare ad ogni trave;
– verificare la tipologia e la portata dei cavi di sicurezza;
– verificare la posizione e il numero dei motori di sollevamento;
– verificare la portata di ciascun motore di sollevamento e che lo stesso sia dotato di collaudo annuale e di verifica trimestrale delle catene;
– verificare che ciascuna trave reticolare a struttura metallica prefabbricata, alla quale saranno fissati i corpi scenografici, sia in grado di resistere alle sollecitazioni indotte dai carichi fissati;
– determinare gli sforzi di trazione in ciascun motore di sollevamento.

Tutte le operazioni sopra descritte dovranno essere effettuate con la costante presenza in loco del tecnico abilitato, in particolare durante le operazioni di predisposizione delle strutture, per verificare a vista lo stato di conservazione delle strutture di fissaggio dei corpi di illuminazione scenografica e delle attrezzature alle travi, della posa in opera delle catene-cavi di sicurezza in ciascun corpo/attrezzatura, di posa in opera delle funi di acciaio a punti predisposti, di sollevamento in quota delle travi scenografiche, della posa in opera dei cavi di sicurezza in corrispondenza di ogni motore elettrico di sollevamento.

Solo al termine di dette operazioni il tecnico abilitato produrrà la “Certificazione sulla idoneità statica” del sistema complessivo dei carichi sospesi effettivamente in opera, corredata dalla documentazione certificativa dei singoli componenti.

Anche i materiali utilizzati rivestono un ruolo fondamentale.Il tema della affidabilità dei materiali strutturali è stato fortunatamente affrontato dal Legislatore che ha introdotto una serie di importanti restrizioni. Fino al 17/05/2011, data di protocollo della risposta del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici a specifici quesiti che erano stati posti dalle associazioni di categoria, l’impiego dell’alluminio come materiale strutturale era persino “vietato” ai sensi del p.to 4.6 del DM 14/01/08. Ora, in base alla suddetta risposta, è stato chiarito che i prodotti in alluminio per uso strutturale devono essere qualificati mediante marcatura CE ottenuta sulla base della norma europea armonizzata EN 15088:2005 che prevede, tra l’altro, periodici controlli. Le strutture temporanee sprovviste di marcatura CE, pertanto, non possono più essere impiegate e ciò rappresenta una tutela non indifferente per la pubblica sicurezza.

Visto che saranno probabilmente sempre più frequenti i casi di controlli in opera da parte delle autorità preposte, nonché dei professionisti incaricati, che hanno tra i loro compiti anche quello di “accettare” le strutture da porre in opera, sarà il mercato stesso ad avvantaggiare le aziende virtuose che si metteranno in regola per prime… sempre nella speranza che i controlli vengano effettuati scrupolosamente e che i tecnici coinvolti nei vari processi operino coscienziosamente.

Fonte: Lavoro-sicurezza.info

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