La remunerazione del lavoro supplementare nel part-time

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La disciplina del lavoro supplementare nell’ambito dei contratti di lavoro a tempo parziale era stata definita inizialmente dal D.Lgs. n.61/2000 poi modificata ed integrata dal D.Lgs. n.276/2003. Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n.81/2015 dal 25 giugno 2015 è stata abrogata la precedente normativa ed è stata introdotta una nuova regolamentazione del contratto a tempo parziale con riferimento anche al lavoro supplementare.

La precedente disciplina D.Lgs. n.276/2003 definiva il lavoro supplementare nel part time quello prestato oltre l’orario pattuito entro il limite del tempo di 40 ore o superiore all’eventuale minore orario del contratto di categoria applicato; erano inoltre previste clausole di flessibilità che consentivano di modificare la collocazione temporale della prestazione lavorativa come le clausole elastiche di tipo verticale orizzontale o misto con cui si poteva aumentare o variare la durata della prestazione.

Prevalentemente il lavoro supplementare veniva richiesto nei casi di contratto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, in altre ipotesi il lavoro supplementare poteva essere richiesto dal datore a condizione che il contratto lo prevedesse e in caso contrario ancora liberamente ma assumendosene la responsabilità direttamente il datore.

Fonte: Ipsoa.it

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