Jobs Act: vantaggi e svantaggi del Durc smaterializzato

0
80

Il d.l. n.34/2014 (c.d. Jobs Act) presenta una semplificazione di straordinario rilievo nel contesto delle certificazioni di regolarità contributive necessarie nell’ambito dei lavori edili privati, dei contratti pubblici e per la generalità dei benefici normativi e contributivi e delle sovvenzioni. La smaterializzazione del Durc, infatti, si offre nella previsione di una sostituzione del documento per mezzo di una interrogazione istantanea telematica.

Il Durc, che oggi già si presenta smaterializzato, per effetto dell’art. 4 del decreto-legge n.34/2014 potrebbe ricevere una ulteriore e definitiva spinta di semplificazione, volta a consentire il rilascio automatico della certificazione di regolarità contributiva a fronte di crediti capienti certi, liquidi ed esigibili, senza orpelli procedurali, ma, soprattutto, l’attestazione automatica della regolarità, chiamata a sostituire il Durc rilasciato a mezzo PEC all’impresa, senza tempi di istruttoria e senza lungaggini procedurali, sulla base della mera interrogazione telematica del sistema che sarà reso operativo dalla normativa di secondo livello.

Se, infatti, il decreto interministeriale attuativo di questa “fase 1” del “Jobs Act” riuscirà a dare tecnicamente corpo a tali misure, si tratterà di una imponente innovazione legislativa, a fronte dei molteplici interventi normativi di modifica che hanno reso complesso e farraginoso il quadro regolatorio di riferimento in materia di verifica della regolarità contributiva, anche per la duplice esigenza di preservare il valore del Durc quale certificazione di regolarità degli obblighi previdenziali (contributivi e assicurativi), contemperando le evidenti esigenze di semplificazione temporale e procedurale.

L’automatismo della verifica sostituisce il Durc
Il primo comma dell’art.4 del d.l. n.34/2014 stabilisce che chiunque vi abbia interesse potrà entro breve tempo verificare non solo “con modalità esclusivamente telematiche”, ma anche “in tempo reale”, digitando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare, le condizioni di “regolarità contributiva” di una impresa nei confronti di INPS e INAIL, nonché – con riferimento alle imprese tenute ad applicare i contratti collettivi del settore edile – delle Casse edili.

Tale interrogazione telematica ad effetto immediato ed automatico, peraltro, per espressa previsione normativa è chiamata a sostituire ad ogni effetto di legge e contrattuale il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), ovunque esso sia normativamente previsto, fatte salve le esclusioni che il decreto-legge n.34/2014 non individua, delegando a ciò il Ministro del Lavoro.

Si tratta di un intervento normativo di assoluto rilievo in considerazione del peso notevole che il Durc ha nei confronti della concreta operatività delle imprese, specie a fronte del grave e lungo periodo di crisi economico-finanziario, dove anche l’attesa per le istruttorie sulla regolarità contributiva possono inficiare la tempestività delle azioni imprenditoriali, anche a vantaggio dei lavoratori, oltreché per il mantenimento di un livello di competitività adeguato.

Una piattaforma informativa open access
Secondo il d.l. n.34/2014 la verifica di regolarità contributiva istantanea e automatica deve avvenire mediante una interrogazione unica e unitaria negli archivi informatici gestiti da INPS, INAIL e Casse edili avviata inserendo esclusivamente il codice fiscale del soggetto di cui si chiede la verifica.

La normativa richiede che le banche dati dei due Istituti previdenziali e delle Casse edili siano messe nelle condizioni di operare in piena integrazione fra loro e con riconoscimento reciproco delle informazioni disponibili. In questo senso il decreto-legge stabilisce che a livello tecnologico ed informatico le piattaforme non solo siano chiamate a dialogare con scambio vicendevole e immediato delle informazioni, ma anche ad attivare una vera e propria cooperazione applicativa dei singoli sistemi fra loro.

Il peso della normativa di secondo livello
D’altro canto, nell’introdurre tale novità, il cui impatto assume una portata semplificatrice di sicura rilevanza, il d.l. n.34/2014 delinea anzitutto una dettagliata procedura di regolazione di secondo livello, affidando al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali il compito di deregolamentare e sostituire il Durc con un sistema di accesso immediato alle informazioni archiviate e gestite da Inps, Inail e Casse edili, sancendo anche la facoltà di aggiornamento della decretazione di secondo livello, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del d.l. n.34/2014, quindi entro il 20 maggio 2014. La decretazione, fra l’altro, dovrà specificare i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica, con ciò aprendo la strada ad una revisione complessiva del sistema informatico oggi in uso presso Inps che ha caratterizzato la lunga stagione del Durc per un ricorrente disallineamento fra la condizione oggettiva attuale del soggetto di cui si verificava la regolarità contributiva e le risultanze certificate nel documento.

Le esclusioni
Il decreto interministeriale, però, deve definire anche le ipotesi di esclusione dalla validità dell’interrogazione telematica istantanea rispetto alla sostituzione del Durc.

Proprio tali ipotesi potrebbero astrattamente depotenziare la portata dell’intervento di semplificazione qui annotato, giacché tanto più numerose e rilevanti saranno le esclusioni, tanto meno efficace risulterà lo strumento quale ausilio concreto alla gestione ordinaria delle piccole e medie imprese. In special modo perché il Legislatore non indirizza in alcun modo il Ministro del Lavoro nella individuazione di tali esclusioni, mentre criteri di indirizzo sono enucleati per gli aspetti attinenti la verifica della regolarità contributiva.

Le irregolarità pregresse
Il d.l. n.34/2014 stabilisce che, con riferimento alle fattispecie relative alla fruizione di benefici normativi e contributivi, il decreto interministeriale dovrà individuare le tipologie di irregolarità pregresse che devono essere considerate ostative alla risultanza di regolarità dell’interrogazione a sistema. Queste irregolarità, peraltro, non avranno riguardo soltanto alla materia previdenziale, ma più in generale anche alla tutela delle condizioni di lavoro.

Inoltre la norma non enuclea, né definisce la portata della qualificazione “pregresse” delle irregolarità ostative, per cui il decreto interministeriale dovrà determinare se esse saranno quelle del biennio, triennio, quinquennio precedente alla interrogazione, oppure se riguarderanno l’intera vita aziendale. Chiaramente tanto maggiore risulterà essere il lasso temporale preso a riferimento, tanto minore sarà l’incidenza semplificatoria del decreto di secondo livello attuativo del decreto-legge n.34/2014.

La validità quadrimestrale
Nel d.l. n.34/2014 viene sancita la validità quadrimestrale della nuova modalità semplificata di accesso alle informazioni relative alla regolarità contributiva. Si stabilisce che l’esito della interrogazione telematica in materia di regolarità contributiva, destinata a sostituire il Durc, avrà validità di 120 giorni dalla data di acquisizione.

L’intervento normativo sembra avere qui il significato di vera e propria scelta valoriale del Legislatore per una permanenza temporanea nell’arco di un quadrimestre degli effetti della nuova verifica telematica istantanea di regolarità.

L’efficacia dell’interrogazione telematica nei contratti pubblici
Infine l’interrogazione istantanea assolverà anche all’obbligo di verificare la sussistenza del requisito di ordine generale previsto dall’art.38, comma 1, lettera i), del d.lgs. n.163/2006 (in forza del quale sono esclusi dalla partecipazione alle gare di appalto gli operatori economici che hanno commesso “violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali”), nel contesto della Banca nazionale dei contratti pubblici.

Fonte: Ipsoa.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here