Jobs Act, lavoro accessorio: come cambiano le regole sull’utilizzo dei voucher?

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Il Jobs act prevede, pur rimanendo nei limiti dell’attuale normativa, modifiche estensive a tetti e termini di utilizzo dei voucher per le prestazioni di lavoro accessorio.

Tra le proposte di riforma contenute nel Jobs Act, che dopo l’approvazione al Senato inizierà il suo iter alla Commissione Lavoro della Camera giovedì 16 ottobre, rientra anche la possibilità di estendere il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative discontinue e occasionali: ciò dovrebbe avvenire “attraverso l’elevazione dei limiti di reddito attualmente previsti e assicurando la piena tracciabilità dei buoni lavoro acquistati”.

Presupposti oggettivi
Già la riforma Fornero ha apportato sostanziali innovazioni alla disciplina del lavoro accessorio: l’eliminazione delle causali, oggettive e soggettive, che circoscrivevano il ricorso all’istituto a fronte però dell’introduzione di nuovi limiti di natura economica.Presupposto di base è che le prestazioni di lavoro accessorio integrano attività lavorative di natura “meramente occasionale” che possono essere rese nella generalità dei settori produttivi ma entro un limite di compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti. Tali attività devono, inoltre, essere svolte direttamente a favore dell’utilizzatore della prestazione: in più occasioni il Ministero ha precisato che rimane valido il divieto di impiego nell’ambito di contratti di appalto o in somministrazione.

Possono svolgere prestazioni di natura occasionale, nei limiti previsti, anche i lavoratori con contratto di tipo subordinato a tempo pieno, salva la precisazione per cui il lavoro occasionale non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente. Il limite annuale dei compensi, riferito alla totalità dei committenti, è l’elemento che definisce dal punto di vista oggettivo il lavoro accessorio e preclude al personale ispettivo la possibilità di entrare nel merito delle modalità di svolgimento della stessa: si presume dunque che qualunque prestazione, rientrante nei limiti economici previsti dalla norma, sia per definizione occasionale e accessoria, anche se in azienda sono presenti lavoratori che svolgono le stesse funzioni con un contratto di lavoro subordinato.

Le prestazioni di natura meramente occasionale svolte a favore di imprenditori commerciali o di professionisti, non possono comunque superare i 2.020 euro annui, con riferimento al singolo committente.

N.B. Con l’espressione “imprenditore commerciale” si intende qualsiasi soggetto, persona fisica o giuridica, che operi su un determinato mercato, senza che l’aggettivo “commerciale” possa in qualche modo circoscrivere l’attività di impresa. Al riguardo L’INPS ha precisato anche che, in caso di acquisto di buoni lavoro da parte di imprenditori commerciali o liberi professionisti in qualità di committenti privati, il limite economico per prestatore rimane ovviamente pari a 5.050 € annui.

Schema – limiti di reddito NETTO prestatore (anno 2014) – modalità di fruizione

20102014TAB2

I buoni lavoro
Il valore nominale del singolo voucher è di 10 euro,comprensivo di:

· quota contribuzione, pari al 13%, a favore della gestione separata Inps, che viene accreditata sulla posizione contributiva del prestatore
· premio Inail a copertura del rischio di infortuni del prestatore, pari al 7%;
· compenso all’Inps per la gestione del servizio, per un ulteriore 5%.
I limiti massimi stabiliti dalla norma devono dunque intendersi al netto delle trattenute totali, pari complessivamente al 25%.

ESEMPIO

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Casi particolari ed eccezioni

Attività agricole
Il lavoro accessorio in questo specifico ambito si applica:

· alle attività lavorative di natura occasionale rese nell’ambito delle attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di 25 anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università;
· alle attività agricole svolte a favore di soggetti di cui all’art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, cioè dei “produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio attività, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi da cessione di prodotti”, che non possono, tuttavia, essere svolte da soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Studenti
Al fine di preservare il rispetto dell’obbligo scolastico, la previsione normativa della Riforma conferma che l’impiego degli studenti, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, è consentito durante i periodi di vacanza, più precisamente:

· “vacanze natalizie”, dal 1° dicembre al 10 gennaio;
· “vacanze pasquali”, il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo il lunedì dell’Angelo;
· “vacanze estive” i giorni compresi dal 1° giugno al 30 settembre.

Gli studenti regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado possono anche essere impiegati il sabato e la domenica; gli studenti regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università e con meno di venticinque anni di età possono svolgere lavoro occasionale in qualunque periodo dell’anno.

Lavoratori percettori di integrazioni salariali o di trattamenti di sostegno al reddito
Le prestazioni di lavoro accessorio possono essere altresì rese, nel limite massimo di 3.000 euro di corrispettivo per anno solare, da soggetti percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito. Anche in questo caso, il limite di 3.000 euro, è da riferire al totale netto dei compensi da lavoro accessorio percepiti complessivamente nel corso dell’anno solare e non pregiudica il diritto e la misura dell’integrazione o della misura di sostegno. L’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.

Pensionati
Possono prestare lavoro accessorio anche i percettori di trattamenti pensionistici, quali trattamenti di anzianità o di pensione anticipata, pensione di vecchiaia, pensione di reversibilità, assegno sociale, assegno ordinario di invalidità e pensione agli invalidi civili nonché tutti gli altri trattamenti che risultano compatibili con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa.

Lavoratori stranieri
Nel caso di lavoratori stranieri, come più volte affermato dalla Fondazione Studi Consulenti del lavoro, il reddito da lavoro occasionale accessorio è utile ai fini del rilascio o rinnovo dei titoli di soggiorno per motivi di lavoro soltanto se ad integrazione di altri redditi percepiti nel medesimo periodo d’imposta.

Profili sanzionatori
Le violazioni in materia di lavoro occasionale accessorio attengono principalmente al superamento dei limiti quantitativi previsti e all’impiego dei voucher oltre la scadenza dei 30 giorni dalla data di acquisto.

Per quanto riguarda i limiti quantitativi, considerati elemento qualificativo del rapporto: l’INPS ha reso noto che è possibile utilizzare le procedure telematiche messe a disposizione sul sito istituzionale per monitorare i compensi percepito dal prestatore, tuttavia è possibile che non siano evidenziati in tempo reale i voucher trasmessi da poste, tabaccai e banche, dunque è comunque opportuno che il committente acquisisca quantomeno una dichiarazione del lavoratore, ai sensi del D.P.R. n. 45/2000, in ordine al rispetto dei limiti reddituali. In sede di accertamento ispettivo, ed esclusivamente con riferimento ad un committente avente natura di impresa, nel caso di superamento del limite economico si può verificare se la prestazione svolta sia riconducibile ad un rapporto di tipo autonomo o subordinato, con le relative conseguenze sul piano normativo e contributivo.

Nel caso di utilizzo di voucher oltre i 30 giorni la prestazione verrà considerata prestazione di fatto in nero ab origine e dunque soggetta a trasformazione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e alle sanzioni previste per il lavoro irregolare.

Fonte: Ipsoa.it

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