Jobs Act: la nuova ASDI dal 1° maggio 2015

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Dal 1° maggio 2015 sarà operativo il nuovo assegno per l’indennità di disoccupazione: l’Asdi. L’assegno avrà durata semestrale ed è destinato a coloro che, una volta esaurito il periodo coperto dalla Naspi, si trovino ancora senza alcuna occupazione e in condizione economica di bisogno. L’Asdi sarà pari al 75% dell’ultimo trattamento percepito ai fini della Naspi. Lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali all’esame delle Camere rinvia ad un decreto del Ministero del lavoro per le modalità operative. Quali le evidenze che emergono dalla comparazione tra vecchia e nuova disciplina?

Entrerà in vigore il 1° maggio 2015 il decreto che disciplina le nuove misure introdotte dal Jobs Act a sostegno del reddito dei soggetti che perdono il posto di lavoro:

· il nuovo assegno per l’indennità di disoccupazione (Asdi): avrà durata semestrale ed è destinato ai lavoratori che, seppure prossimi all’età del pensionamento, non hanno ancora raggiunto i requisiti necessari per poter usufruire dell’assegno pensionistico
· la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (Naspi) che andrà a sostituire Aspi e Mini Aspi in favore dei dipendenti del settore privato assunti con contratto a tempo indeterminato e determinato e dei dipendenti pubblici assunti a termine. La durata è estesa a 24 mesi, rispetto ai 18 previsti con l’Aspi. Per le disoccupazioni a partire dal 2017, è fissato il limite di 19 mesi e mezzo. L’importo, erogato mensilmente, è pari al 75% dello stipendio, fino a un tetto massimo (per gli stipendi superiori a 1.195 euro) di 1.300 euro mensili, con una progressiva riduzione nella misura del 3% dal quinto mese di fruizione.
· la Dis-Coll destinata a co.co.co., co.co.pro., iscritti in via esclusiva alla gestione separata, non pensionati e privi di partiva Iva, con durata limitata ad un periodo massimo di sei mesi.

Le tutele si estendono ad una platea più vasta di destinatari e per un periodo di tempo più lungo, con una “copertura” di circa 2,2 miliardi nel 2015 (previsti nella legge di Stabilità), 2 miliardi nel 2016 e altrettanti nel 2017.

La ASDI
Per coloro che, una volta esaurito il periodo coperto dalla Naspi, si trovino ancora senza alcuna occupazione e in condizione economica di bisogno, è stato istituito in via sperimentale, l’Asdi.

Il nuovo ammortizzatore è in buona sostanza un assegno di disoccupazione rappresentante un’ulteriore forma di sostegno al reddito in favore dei lavoratori privi di occupazione che, avendo usufruito interamente della Naspi entro il 31 dicembre 2015, si trovano in una condizione economica di bisogno.

Nel primo anno di sua applicazione è prevista una corsia preferenziale per coloro che appartengono a nuclei familiari con minorenni o che siano prossimi al pensionamento.

L’Asdi è erogato per un periodo massimo di sei mesi ed è pari al 75% dell’ultimo trattamento percepito ai fini della Naspi, con un minimo garantito pari alla misura dell’assegno sociale di cui all’art.3, comma 6, della l. n.335/1995. L’ammontare così determinato è incrementato per gli eventuali carichi familiari del lavoratore.

Il sostegno economico è condizionato all’adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l’impiego con specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, la disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione e la partecipazione obbligatoria alle iniziative di attivazione proposte, pena la perdita del beneficio.

I redditi derivanti da una eventuale nuova occupazione possono essere cumulati con l’ASDI.
Il provvedimento fa un esplicito e ripetuto richiamo ad un decreto che dovrà essere emanato dal Ministero del lavoro entro novanta giorni per determinare:

· l’ammontare massimo complessivo della prestazione
· le modalità con cui i redditi derivanti da nuova occupazione potranno essere parzialmente cumulati con il sostegno economico e le modalità attraverso cui il sostegno declina gradualmente al perdurare dell’occupazione e in relazione al reddito da lavoro
· lo strumento di pagamento elettronico con cui sarà erogata la prestazione
· la situazione economica del nucleo familiare in termini di ISEE, determinato con i nuovi criteri in vigore da quest’anno, che identifica la condizione di bisogno
· l’individuazione di criteri di priorità nell’accesso in caso di risorse insufficienti ad erogare il beneficio ai lavoratori
· il sistema dei controlli posto in essere per evitare la fruizione illegittima della prestazione;

A finanziamento dell’ASDI è stato istituito uno specifico fondo la cui dotazione è pari a 200 milioni di euro per il 2015 e altrettanti per il 2016, salvo successivi stanziamenti per gli anni a seguire.

Tavole comparative vecchi e nuovi ammortizzatori sociali

Ammortizzatori ridotti (misure con restrizioni di risorse o di durata)

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Ammortizzatori rafforzati

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Ammortizzatori introdotti per la prima volta (decorrenza, durata, validità)

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Ammortizzatori soppressi

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Fonte: Ipsoa.it

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