Jobs Act e controlli digitali: limiti del datore di lavoro

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L’avvento della tecnologia e il Jobs Act hanno inciso profondamente sul potere di controllo del datore di lavoro nei confronti del lavoratore. Oggi il controllo dell’attività lavorativa si può fare in molti modi: sul computer, sulle e-mail ricevute e inviate, sulla cronologia della navigazione dei siti web e sui siti web consultati, sui messaggi inviati e ricevuti sullo smartphone, sulle conversazioni in chat, sul posizionamento geografico del soggetto se ha attivato un GPS, e così via. Strumenti innovativi come i droni permetteranno, infine, anche di superare le barriere fisiche del controllo. Quali sono i limiti posti attualmente al potere del datore di lavoro?

L’evoluzione informatica e telematica e le novità introdotte dal Jobs Act hanno ampliato il potere di controllo del datore di lavoro nei confronti del lavoratore e della sua attività.

I processi aziendali, infatti, si svolgono su reti e strumenti tecnologici che il datore di lavoro, e i suoi amministratori di sistema, possono agevolmente controllare.

Dallo Statuto dei Lavoratori alla giurisprudenza della Corte di Cassazione sui controlli difensivi consentiti al datore di lavoro e al Jobs Act: sono queste le componenti principali della disciplina a tutela della privacy del lavoratore, alle quali si affiancano le linee guida del Garante Privacy sul controllo della posta elettronica e della navigazione in rete e la giurisprudenza di merito sul controllo “tecnologico” del dipendente.

Il Dossier Jobs Act e controlli digitali fornisce al datore di lavoro una guida alla lettura ed interpretazione della normativa alla luce delle novità contenute nel Jobs Act, considerando le posizioni interpretative del Garante per la Privacy a tutela della dignità e dei diritti del lavoratore e l’evoluzione della giurisprudenza sul tema del controllo del lavoratore.

Tre gli ambiti analizzati dal Dossier:
– Il primo è quello che ruota attorno all’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori e alla sua evoluzione:
– Il secondo, che si sviluppa attorno alla giurisprudenza della Corte di Cassazione e alla nozione di “controlli difensivi”
– Il terzo aspetto, infine, è quello dell’azione del Garante per la Privacy che mira prevedere ulteriori garanzie per il lavoratore e la sua dignità.

Fonte: Ipsoa.it

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