Jobs Act, contratto a termine: le deroghe contrattuali nel terziario

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In attuazione delle previsioni del Jobs act, i CCNL riguardanti le attività del comparto terziario e dei servizi svolti da aziende industriali e artigiane dispongono limiti quantitativi alle assunzioni a tempo determinato, in deroga al criterio stabilito, a tratto generale, dalla legge. Quali sono le deroghe previste?

In via generale il numero massimo di contratti a tempo determinato non può eccedere il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione. Esclusioni da limitazioni quantitative sono previste dalla legge per i contratti a tempo determinato conclusi in circostanze specifiche, come quelli connessi alla fase di avvio di nuove attività ovvero a ragioni di carattere sostitutivo o di stagionalità (art.1, D.Lgs. n.368/2001, come da ultimo modificato dal D.L. 20 marzo 2014, n.34, conv. L.16 maggio 2014, n.78).

I c.c.n.l. stipulati per le imprese operanti nel comparto terziario e dei servizi, svolti sia da aziende industriali che artigiane – sono recenti gli accordi di rinnovo 8 settembre 2014 per il settore acconciatura/estetica e 18 settembre 2014 per i servizi di pulizia – contengono regolamentazioni in deroga al criterio legale suesposto.

Imprese di acconciatura ed estetica
Il numero massimo di contratti a tempo determinato che possono essere stipulati da ciascun datore di lavoro varia in funzione delle dimensioni aziendali. Il c.c.n.l. individua tre classi di imprese:

– quelle fino a 5 dipendenti non possono assumere più di 3 lavoratori a termine;
– nelle imprese da 6 a 10 dipendenti sono consentite assunzioni a termine fino al 50% della base occupazionale di riferimento (costituita dai dipendenti a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione);
– nelle imprese con più di 10 dipendenti sono consentite assunzioni a termine fino al 25% della stessa base occupazionale di riferimento.

Sono in ogni caso esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo determinato conclusi nei primi 12 mesi della fase di avvio di nuove attività.

Terziario – Confcommercio
Il c.c.n.l. è scaduto a fine 2013 ed è in corso di rinnovo.
La disciplina in esso contenuta consente la stipulazione di contratti a tempo determinato con 4 lavoratori nelle unità produttive che occupano fino a 15 dipendenti (complessivamente 6 lavoratori comprendendo i contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato) e per 6 lavoratori nelle unità produttive che occupano da 16 a 30 dipendenti.

Il contratto di categoria pone un limite complessivo all’utilizzo di lavoratori a tempo determinato (sia con contratto di lavoro subordinato che di somministrazione di lavoro) commisurato al 28% in media annua dell’organico a tempo indeterminato in forza nell’unità produttiva, con esclusione dei rapporti istituiti in relazione alla fase di avvio di nuove attività e alla sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto. La predetta fase di avvio si deve intendere conclusa con la messa a regime dell’organizzazione aziendale e non può superare il limite massimo di 12 mesi, elevabili a 24 dalla contrattazione integrativa territoriale/aziendale.

Turismo (alberghi) Confcommercio
Il rinnovo contrattuale per il settore alberghiero, intervenuto nel mese di gennaio 2014, fissa i seguenti limiti per la stipulazione di contratti a tempo determinato in ciascuna unità produttiva:
– fino a 4 dipendenti, 4 lavoratori a tempo determinato;
– da 5 a 9 dipendenti, 6 lavoratori a tempo determinato;
– da 10 a 25 dipendenti, 7 lavoratori a tempo determinato;
– da 26 a 35 dipendenti, 9 lavoratori a tempo determinato;
– da 36 a 50 dipendenti, 12 lavoratori a tempo determinato;
– oltre 50 dipendenti, 20% di lavoratori a tempo determinato.

Il numero dei dipendenti è computato con riferito ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato (e con contratto di apprendistato), che risultano iscritti nel libro unico al momento dell’attivazione dei singoli rapporti a tempo determinato.

Ferme restando le esclusioni e le discipline specifiche previste dalla legge, sono esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo determinato conclusi:

a) nella fase di avvio di nuove attività per un periodo di 12 mesi, elevabile a 24 mesi in sede di contrattazione integrativa;
b) per motivi stagionali o per ragioni di carattere sostitutivo di lavoratori assenti per qualsiasi causa, di lavoratori temporaneamente assegnati ad altra attività e/o sede, di lavoratori impegnati in attività formative, di lavoratori il cui rapporto sia temporaneamente trasformato da tempo pieno a tempo parziale;
c) per l’intensificazione dell’attività lavorativa in determinati periodi dell’anno connessi a festività religiose e civili, nazionali ed estere, allo svolgimento di manifestazioni e di iniziative promozionali e/o commerciali, ad intensificazione stagionale e/o ciclica dell’attività nelle aziende ad apertura annuale; d) per esigenze connesse a cause di forza maggiore e/o ad eventi/calamità naturali.

Gli accordi integrativi stipulati a livello aziendale/territoriale possono modificare i limiti numerici indicati e definire ulteriori ipotesi di esclusione.

Servizi di pulizia
Nel settore trovano applicazione due contratti collettivi di categoria:

Imprese industriali e cooperative
Il numero complessivo di contratti a tempo determinato (lavoro subordinato più somministrazione di lavoro) non può eccedere il 30% dei lavoratori in forza a tempo indeterminato, con un massimo del 20% per il lavoro subordinato a termine (i lavoratori a tempo parziale sono computati in proporzione all’orario di lavoro). Per le imprese fino a 10 dipendenti i contratti sono in rapporto di uno a uno, mentre da 11 a 20 dipendenti possono essere stipulati al massimo 10 contratti. Sono esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo determinato conclusi per i primi 6 mesi della fase di avvio di nuove attività con esclusione dei casi di cambio appalto.

Imprese artigiane
l lavoratori assunti con contratto a tempo determinato – fatti salvi i rapporti attivati per sostituzione e per stagionalità – non possono eccedere il numero di 2 nelle imprese che occupano fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato, di 4 nelle imprese da 6 a 10 dipendenti, di 6 nelle imprese da 11 a 18 dipendenti, di 8 nelle imprese che occupano più di 18 dipendenti. Per il calcolo si considera il numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione. Sono esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo determinato conclusi nei primi 12 mesi della fase di avvio di nuove attività d’impresa, di una nuova linea di produzione o servizio o di una nuova unità produttiva con esclusione dei casi di cambio appalto.

Tabella riassuntiva CCNL e accordi

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Fonte: Ipsoa.it

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