Jobs act: come si computano i part-time

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I lavoratori part-time devono essere computati sempre in proporzione all’orario svolto. E’ questa la conclusione a cui giunge la FondazioneStudi nel parere n.2/2014.

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro risponde al quesito posta da un consulente che gestisce una piccola azienda metalmeccanica con 5 dipendenti a tempo indeterminato e che chiede se due part-time al 50% possono essere considerate una unità lavorativa come richiesto dalla legge.

Il quesito è l’occasione per affrontare la questione delle modalità di computo dei lavoratori part-time sia nella base di calcolo del 20% sia nel numero dei lavoratori che possono essere assunti.

La Fondazione Studi, nel parere n.2/2014, torna ad affrontare alcune novità introdotte dalla legge 78/2014 con particolare riferimento ai criteri di calcolo del limite di contingentamento dei lavoratori a termine.
In particolare, analizzando il quadro giuridico di riferimento (D.L. n.34/2014 convertito in legge n.78/2014, Ministero del lavoro, circolare n.18/2014, circolare n.13/2014 emessa dalla Fondazione Studi il 12 giugno 2014) rileva che per il Ministero del lavoro, ai soli fini del computo dei lavoratori per il raggiungimento del 20%, l’assunzione di un lavoratore part-time a tempo determinato vale una unità e non in proporzione all’orario effettivamente svolto.

Questa impostazione interpretativa pone il dubbio, se sia corretto adottare due diversi criteri di computo dei lavoratori part-time, ossia: in proporzione al lavoro svolto per quanto attiene la determinazione della base di calcolo del 20% e come unità intera in sede di rispetto del numero dei lavoratori che è possibile assumere a termine.

Secondo la Fondazione Studi la norma non ha affrontato in modo specifico la modalità di calcolo dei lavoratori a tempo parziale in questo nuovo criterio di contingentamento di natura legale dei rapporti a tempo determinato. Ne consegue la piena applicazione della disciplina speciale contenuta nell’articolo 6 del D.Lgs. n.61/2000 secondo il quale “In tutte le ipotesi in cui, per disposizione di legge o di contratto collettivo, si renda necessario l’accertamento della consistenza dell’organico, i lavoratori a tempo parziale sono computati nel complesso del numero dei lavoratori dipendenti in proporzione all’orario svolto, rapportato al tempo pieno”.

Pertanto per le aziende fino a 5 dipendenti in cui è possibile assumere un lavoratore a termine, secondo la Fondazione la norma consentirebbe anche l’avvio di due part-time al 50%.

Fonte: Ipsoa.it

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