Jobs Act, collocamento obbligatorio: come cambia il costo del lavoro

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Molteplici e di varia natura gli interventi previsti dal decreto semplificazioni, attuativo del Jobs Act, in materia di collocamento obbligatorio dei lavoratori disabili. Il testo normativo prevede da un lato una serie di incentivi a favore del datore di lavoro che assume, dall’altro un inasprimento dei limiti di applicabilità dell’obbligo e un costo fisso in capo alle aziende esonerate. Si prevede, inoltre, che l’assunzione sia effettuata sempre per via nominativa; si rafforzano gli incentivi per i datori di lavoro, con una durata più lunga (fino a 5 anni) in caso di assunzione di persone con disabilità intellettiva e psichica.

Il decreto legislativo n.151 del 14 settembre 2015, entrato in vigore a partire dal 24 settembre, nel disciplinare la semplificazione degli adempimenti e la revisione del regime delle sanzioni in materia di lavoro, ha introdotto una serie di novità in materia di collocamento mirato, innovando la disciplina della L. n.68/99.

La normativa innovata dal legislatore persegue l’obiettivo di introdurre strumenti e procedure che consentano di contemperare il bisogno etico e morale di garantire opportunità di lavoro ai soggetti disabili da un lato e la sostenibilità di questo tipo di inserimento nell’assetto organizzativo delle imprese dall’altro. Un obiettivo difficile da conseguire e per il quale è indispensabile valutare adeguatamente le capacità lavorative dei soggetti tutelati e analizzare le opportunità di lavoro, le forme di sostegno, le azioni positive, senza tralasciare la gestione dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi di lavoro.

I datori di lavoro che occupano più di 14 dipendenti sono assoggettati all’obbligo assuntivo in base alla dimensione della forza lavoro impiegata:

a) da 15 a 35 unità: obbligo di assumere un disabile;
b) da 36 a 50 unità: obbligo di assumere 2 disabili;
c) oltre 150: obbligo di riservare il 7% dei posti a favore dei disabili più l’1% a favore dei familiari degli invalidi e dei profughi rimpatriati.

La base di calcolo da prendere a riferimento per determinare il numero dei soggetti disabili da assumere è data dal computo, tra i dipendenti, di tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato.

Non sono computabili:

· i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi;
· i disabili già in forza;
· i soci di cooperative di produzione e lavoro;
· i dirigenti;
· i lavoratori assunti con contratto di inserimento o reinserimento;
· i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore;
· i lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero per la durata di tale attività;
· i soggetti impegnati in lavori socialmente utili;
· i lavoratori a domicilio;
· i lavoratori che aderiscono al “programma di emersione”
· gli apprendisti;
· i lavoratori con contratto di formazione-lavoro;

Le novità del Jobs Act
1. A decorrere dall’1 gennaio 2017, viene soppressa la finestra di tolleranza che consentiva ai datori di lavoro, che raggiungevano il limite di 15 lavoratori computabili, di non procedere all’assunzione del soggetto riservatario fino a che non fosse assunto un sedicesimo lavoratore.

L’obbligo di assunzione insergerà dunque in automatico al raggiungimento dei 15 lavoratori dipendenti;
Tutti i datori di lavoro con un tasso di rischio INAIL superiore al 60 per mille, possono optare per l’esonero a fronte del pagamento dell’importo di 30,64 euro al giorno per ciascun lavoratore non assunto. I giorni da prendere a riferimento per il calcolo del contributo sono calcolati con riferimento a 6 oppure a 5 giorni nell’arco della settimana, a seconda del contratto applicato.

Esempio
Costo del lavoro per assunzione disabile
Retribuzione lorda annuale € 27.000
Costo del lavoro annuo
€ 27.000 x 31,78% = € 8.580,60 contributi INPS carico datore di lavoro
€ 27.000 x 61 per mille = 1.647 contributi INPS carico datore di lavoro
Totale costo del lavoro annuo = € 37.227,60
Totale costo del lavoro nel triennio = € 111.682,80
Costo esonero
€ 30,64 x 257 = € 7.874,48 contributo annuo di esonero
€ 7.874,48 x 3 = € 23.623,44 contributo triennale di esonero.

2. L’impresa ha la possibilità di procedere sempre e comunque con l’assunzione nominativa del lavoratore riservatario;
3. Sono previsti specifici incentivi in favore dei datori di lavoro che procedono ad assumere soggetti riservatari:

· per le assunzioni dei lavoratori disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 67 per cento l’incentivo, della durata di 36 mesi, è pari al 35% della retribuzione lorda mensile;
· per le assunzioni dei lavoratori disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento l’incentivo, della durata di 36 mesi, è pari al 70% (a decorrere dall’1 gennaio 2017).
· per le assunzioni dei lavoratori con disabilità intellettiva e psichica l’incentivo, della durata di 60 mesi, è pari al 70% della retribuzione lorda mensile. Per questi lavoratori sono incentivate anche le assunzioni a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi (a decorrere dall’1 gennaio 2017).

4. viene consentito alle aziende di poter computare nella quota di riserva i lavoratori che, sebbene già disabili al momento dell’assunzione, non siano stati avviati per il tramite del collocamento obbligatorio, purché abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60% o al 45% se disabile psichico.
5. È prevista l’erogazione di un contributo per il rimborso parziale delle spese sostenute per agevolare il telelavoro o adeguare il luogo di lavoro alle esigenze del lavoratore disabile.

Esempio
Assunzione di n. 1 lavoratore disabile > 79%
retribuzione lorda annuale € 27.000
Costo del lavoro annuo
€ 27.000 x 31,78% = € 8.580,60 contributi inps carico datore di lavoro
€ 27.000 x 61 per mille = 1.647 contributi inps carico datore di lavoro
totale costo del lavoro annuo = € 37.227,60
totale costo del lavoro nel triennio = € 111.682,80
Incentivo erogato
€ 27.000 x 70% = € 18.900 incentivo annuo
totale nel triennio = € 56.700

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Il testo normativo prevede inoltre l’emanazione di linee guida finalizzate a promuovere una rete integrata con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio; a promuovere accordi territoriali con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, con le cooperative sociali, le associazioni delle persone con disabilità e i loro familiari, nonché con le altre organizzazioni del terzo settore; a individuare modalità di valutazione bio-psico-sociale della disabilità; all’analisi delle caratteristiche dei posti di lavoro da assegnare alle persone con disabilità, anche con riferimento agli accomodamenti ragionevoli; a promuovere l’istituzione di un responsabile dell’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro; alla individuazione di buone pratiche di inclusione lavorativa delle persone con disabilità”.

Per ogni persona, un comitato tecnico annota in un’apposita scheda le capacità lavorative, le abilità, le competenze, le inclinazioni, la natura e il grado della disabilità e analizza le caratteristiche dei posti da assegnare ai lavoratori disabili, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Il decreto istituisce inoltre una “Banca dati del collocamento mirato” che raccoglie le informazioni concernenti i datori di lavoro pubblici e privati obbligati e i lavoratori interessati.

Tabella raffronto vecchia e nuova normativa

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Fonte: Ipsoa.it

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