Invalidi civili: rivalsa INPS per le prestazioni corrisposte in conseguenza di fatti illeciti di terzi

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Le prestazioni assistenziali in favore degli invalidi civili, se corrisposte in conseguenza di fatti illeciti di terzi, sono recuperate dall’Istituto, quale ente erogatore delle stesse, nei riguardi del responsabile civile e della compagnia di assicurazione. L’INPS con circolare n.152 del 27/11/14 indica le modalità operative.

Le prestazioni assistenziali (pensioni, assegni e indennità) in favore degli invalidi civili, se corrisposte in conseguenza di fatti illeciti di terzi, sono recuperate dall’Istituto, quale ente erogatore delle stesse, nei riguardi del responsabile civile e della compagnia di assicurazione ai sensi dell’articolo 41, comma 1, della legge n.183 del 4 novembre 2010.

Con la circolare n.152 del 27 novembre 2014 l’INPS indica le fasi e i vari uffici che dovranno intervenire per la verifica dei requisiti ai fini del diritto di rivalsa ed allega i documenti che bisogna redigere e i facsimili di richiesta di documentazione.

L’Istituto precisa che l’azione di recupero delle somme erogate a titolo di provvidenze di invalidità civile, in conseguenza di fatto illecito di terzi (art.2043 c.c.), costituisce, in capo all’Istituto stesso, un diritto autonomo e distinto da quello dell’assistito ecco perchè il legislatore, è dovuto intervenire sia per attribuire all’Istituto la competenza al recupero delle prestazioni erogate per fatto illecito di terzi, sia per definire le modalità di quantificazione delle somme da recuperare.

Nell’analisi del flusso procedurale, l’istituto con la circolare, indica nel dettaglio:

– Le modalità di acquisizione della richiesta di prestazione assistenziale;
– Gli adempimenti della funzione medico-legale Inps;
– Gli adempimenti della funzione Servizi collegati a requisiti socio sanitari;
– Gli adempimenti della funzione Controllo Prestazioni;
– Gli adempimenti degli Uffici legali.

Importanti sono i termini prescrizionali, e quelli più ricorrenti concernenti l’esercizio del diritto di rivalsa sono i seguenti:

– cinque anni per gli infortuni derivanti da fatto illecito di terzi (artt.2043 e 2947, 1° comma, cod.civ.);
– due anni per i sinistri causati dalla circolazione di veicoli di ogni specie (art.2947, 2° comma, cod.civ.);
– il più lungo termine di prescrizione previsto per il reato, quando l’evento lesivo è considerato dalla legge come reato, salvo quanto previsto dal 3° comma, 1° capoverso, dell’articolo 2947 cod.civ.

Nell’ipotesi di prestazioni erogate in favore di persona trasportata:

– un anno per i sinistri che colpiscono la persona trasportata, nel caso di trasporto pubblico (artt.1679 e 1680 cod. civ.) o privato (art.1681 cod.civ.), a titolo oneroso ovvero a titolo gratuito, salva l’estensione prevista dal comma 2 dell’art. 2951 cod. civ.;
– due anni per i sinistri occorsi a persone trasportate a titolo di cortesia o di amicizia, da esercitarsi nei confronti del vettore (artt.2043 e 2947, comma 2, cod. civ.).
Nell’ipotesi di pregiudizio, arrecato dall’assistito, al diritto di rivalsa:
– dieci anni nel caso in cui l’assistito abbia reso dichiarazione negativa in ordine alla titolarità o alla pendenza di domanda di prestazioni di invalidità civile (cfr. messaggio Hermes n°20275 del 26/10/2011), e successivamente, ponga in essere atti tali da compromettere l’azione di rivalsa dell’Istituto di cui all’art.41 della legge n°183/2010 (art.2946 cod. civ.).

Nella circolare sono definiti anche i criteri e le tariffe per la determinazione del valore capitale delle prestazioni erogate. La tariffa si articola in otto tavole che sono analizzate dettagliatamente nell’allegato n.8 alla circolare.
In tutte e otto le tavole di cui si compone la tariffa, i coefficienti sono distinti in base al sesso e all’età del beneficiario della prestazione Le prestazioni destinate agli invalidi civili si distinguono in due categorie a seconda che siano corrisposte in 12 o 13 mensilità.

Tutte le prestazioni in favore degli invalidi civili prese in esame non sono reversibili ma sono vitalizie, seppur soggette a revisione ( per motivi sanitari o amministrativi). L’Unica eccezione è rappresentata dall’indennità di frequenza, che è una prestazione temporanea, corrisposta fino al raggiungimento del 18° anno di età e per i soli mesi di reale durata e frequenza del trattamento (riabilitativo o terapeutico) o del corso.

Fonte: Ipsoa.it

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