Invalidi civili assoluti: come rileva ancora il solo reddito personale e non quello del nucleo familiare

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La nuova normativa secondo cui, ai fini dell’accertamento della sussistenza del requisito reddituale per l’assegnazione della pensione di inabilità agli invalidi civili assoluti, assume rilievo solamente il reddito personale dell’invalido e non quello degli altri componenti il nucleo familiare, si applica solo alle domande di pensione di inabilità per le quali manchi un provvedimento amministrativo definitivo ovvero il procedimento giurisdizionale non si sia concluso con sentenza definitiva, ma limitatamente al riconoscimento del diritto alla pensione dalla data di entrata in vigore della norma e con esclusione del pagamento di importi arretrati.

Il fatto trae origine dal contenzioso instaurato tra l’INPS ed un invalido civile.
In breve, i fatti.

La Corte d’Appello rigettava l’impugnazione proposta dall’INPS nei confronti di D.A.S., del Ministero degli interni e del Ministero dell’economia e delle finanze, avverso la sentenza del Tribunale; detta pronuncia di primo grado aveva dichiarava il diritto del D. alla pensione di inabilità civile dal 1 ° febbraio 2008.

La Corte d’Appello, riteneva che, in tema di pensione di inabilità civile, il requisito reddituale deve essere riscontrato tenendo conto dei solo reddito personale del richiedente.

La sentenza veniva impugnata in Cassazione dall’INPS, in particolare sostenendo che la Corte d’Appello, erroneamente avrebbe affermato che il reddito da considerare è solo quello personale del richiedente e non più quello familiare.
La censura, dunque, verteva sulla rilevanza o meno ai fini dell’attribuzione della pensione di inabilità agli invalidi civili assoluti del reddito eventuale del coniuge o solo del reddito personale dell’invalido.

La Cassazione ha accolto il ricorso, consolidando un principio recentemente affermato nella giurisprudenza della S.C., ma che, per la sua rilevanza, va qui ribadito perché assume una particolare importanza per gli operatori.

In particolare, evidenziano gli Ermellini come occorre tener conto dello ius superveniens rappresentato dall’art.10, commi 5° e 6° del d.l. n.76 del 2013, convertito in legge n.99 del 2013, in vigore dal 28 giugno 2013.

Tali disposizioni, precisa la Corte, stabiliscono che, ai fini dell’accertamento della sussistenza del requisito reddituale per l’assegnazione della pensione di inabilità agli invalidi civili assoluti, assume rilievo solamente il reddito personale dell’invalido e non quello degli altri componenti il nucleo familiare; detta disciplina sopravvenuta, però, chiariscono i giudici di legittimità, si applica solo alle domande di pensione di inabilità per le quali manchi un provvedimento amministrativo definitivo ovvero il procedimento giurisdizionale non si sia concluso con sentenza definitiva, ma limitatamente al riconoscimento del diritto alla pensione dalla data di entrata in vigore della norma e con esclusione del pagamento di importi arretrati.

Deve, quindi, ritenersi superata quella giurisprudenza, peraltro anch’essa recentemente affermata, che invece sosteneva che ai fini dell’accertamento del requisito reddituale previsto per l’attribuzione della pensione di inabilità deve tenersi conto anche della posizione reddituale del coniuge dell’invalido, in conformità con i criteri generali del sistema di sicurezza sociale, che riconoscono alla solidarietà familiare una funzione integrativa dell’intervento assistenziale pubblico, non potendo invece trovare applicazione la regola della esclusione dal computo dei redditi percepiti da altri componenti del nucleo familiare dell’interessato.

Da qui, dunque, l’accoglimento del ricorso.
Di rilievo le conseguenze pratiche della sentenza.

Ed infatti, secondo l’interpretazione offerta dalla Corte di Cassazione, con riferimento alla pensione di inabilità civile, nel requisito reddituale va conteggiato anche il reddito del nucleo familiare, a meno che ci si trovi di fronte a domande di pensione di inabilità civile su cui manchi un provvedimento amministrativo definitivo o su cui il procedimento giurisdizionale non si sia concluso con sentenza definitiva.

Precedenti giurisprudenziali: Cass. Civ., Sez. L, sentenza n.9391 del 29/04/2014
Riferimenti normativi:

=> Legge 30/03/1971, n.118, art. 12;
=> Legge 29/02/1980, n.33;
=> Legge 9/08/2013, n.99;
=> d.l. 30/12/1979, n.663, art.14 septies;
=> d.l. 28/06/2013, n.76, art.10, co. 5 e 6

Fonte: Ipsoa.it

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