Interventi in materia di ammortizzatori sociali

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Entro sei mesi dall’entrata in vigore del ddl e su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali.

È stato presentato giovedì 3 aprile al Senato, il Disegno di Legge “Delega al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità ed alla conciliazione”.

Il provvedimento è in attesa di assegnazione per l’avvio dell’iter.
Il Governo, tra le altre attività, si propone di assicurare, in caso di disoccupazione involontaria, tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale e di favorire il coinvolgimento attivo di quanti siano espulsi dal mercato del lavoro ovvero siano beneficiari di ammortizzatori sociali, semplificando le procedure amministrative e riducendo gli oneri non salariali del lavoro.

Gli interventi saranno differenti a seconda che si tratti di tutela in costanza di rapporto di lavoro o di sostegno in caso di disoccupazione involontaria.

Nel primo caso gli strumenti a disposizione saranno i seguenti:

– impossibilità di autorizzare le integrazioni salariali in caso di cessazione di attività aziendale o di un ramo di essa;

– semplificazione delle procedure burocratiche, considerando anche la possibilità di introdurre meccanismi standardizzati di concessione;

– necessità di regolare l’accesso alla cassa integrazione solo a seguito di esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro;

– revisione dei limiti di durata, rapportati ai singoli lavoratori ed alle ore complessivamente lavorabili in un periodo di tempo prolungato;

– previsione di una maggiore compartecipazione da parte delle imprese utilizzatrici;

– riduzione degli oneri contributivi ordinari e rimodulazione degli stessi tra i settori in funzione dell’utilizzo effettivo;

– revisione dell’ambito di applicazione della cassa integrazione ordinaria e straordinaria e dei fondi di solidarietà di cui all’articolo 3 della legge 28 giugno 2012, n.92;

Con riferimento agli strumenti di sostegno in caso di disoccupazione involontaria, gli strumenti a disposizione saranno i seguenti:

– rimodulazione dell’Assicurazione Sociale per l’impiego (ASpI), con omogeneizzazione della disciplina relativa ai trattamenti ordinari e ai trattamenti brevi, rapportando la durata dei trattamenti alla pregressa storia contributiva del lavoratore;

– incremento della durata massima per i lavoratori con carriere contributive più rilevanti;
– universalizzazione del campo di applicazione dell’ASpI, con estensione ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa e con l’esclusione degli amministratori e sindaci, mediante l’abrogazione degli attuali strumenti di sostegno del reddito, l’eventuale modifica delle modalità di accreditamento dei contributi e l’automaticità delle prestazioni, e prevedendo, prima dell’entrata a regime, un periodo almeno biennale di sperimentazione a risorse definite;

– introduzione di massimali in relazione alla contribuzione figurativa;

– eventuale introduzione, dopo la fruizione dell’ASpI, di una prestazione, eventualmente priva di copertura figurativa, limitata ai lavoratori, in disoccupazione involontaria, che presentino valori ridotti dell’indicatore della situazione economica equivalente, con previsione di obblighi di partecipazione alle iniziative di attivazione proposte dai servizi competenti;

– eliminazione dello stato di disoccupazione come requisito per l’accesso a servizi di carattere assistenziale.
In entrambi i casi bisogna individuare dei meccanismi che prevedano un coinvolgimento attivo del soggetto beneficiario dei trattamenti, al fine di favorirne l’attività a beneficio delle comunità locali.

Fonte: Ipsoa.it

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