Insufficienza di attivo: il lavoratore accede al fondo di garanzia

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In caso di fallimento di una società a responsabilità limitata o per azioni, la legge fallimentare prevede la cancellazione dal Registro delle Imprese in caso di chiusura della procedura per insufficienza di attivo. Se la società è datore di lavoro, il requisito dell’insufficienza delle garanzie patrimoniali si intende dimostrato dal decreto di chiusura della procedura concorsuale ed il lavoratore potrà agevolmente accedere al fondo di garanzia purché il credito risulti accertato. Lo chiarisce l’INPS con messaggio n.4302 del 24/06/2015.

Nei casi in cui il Tribunale competente decreti di non procedere all’accertamento del passivo fallimentare, ai sensi dell’art. 102 LF, in quanto risulta che «non può essere acquisito attivo da distribuire ad alcuno dei creditori che abbiano chiesto l’ammissione al passivo», è previsto che il lavoratore possa chiedere l’intervento del Fondo di garanzia purché il credito risulti accertato sulla base dell’art.2, comma 5, L. n.297/82.

Con messaggio n.4302 del 24 giugno 2015, l’INPS ad integrazione di quanto precedentemente espresso, chiarisce che quando il datore di lavoro sia una società a responsabilità limitata o per azioni, la legge fallimentare prevede la cancellazione dal Registro delle Imprese in caso di chiusura del fallimento per insufficienza di attivo, ed essendo impossibile per il lavoratore tentare azioni esecutive contro un soggetto estinto, il requisito dell’insufficienza delle garanzie patrimoniali si intende dimostrato dal decreto di chiusura della procedura concorsuale.

Resta comunque la necessità che il lavoratore provi l’esistenza del credito mediante la consegna dell’originale di un titolo esecutivo.

Fonte: Ipsoa.it

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