Inps: in 6 mesi +74.502 contratti stabili

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L’INPS ha diffuso i dati relativi al primo semestre 2016 dei contratti a tempo indeterminato che comprendono anche le trasformazioni di rapporti a termine e le trasformazioni dei contratti di apprendistato. Con la diffusione del Jobs Act si sperava in qualcosa di più.

Nel primo semestre 2016 si è assistito ad un calo generale delle assunzioni pari al -10,5 per cento. Dati che prevedono un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +516.000 inferiore a quello dello stesso periodo del 2015 pari a +628.000 e superiore a quello registrato nel 2014 +423.000. In totale, le assunzioni nel periodo gennaio-giugno 2016 sono risultate 2.572.000, con una riduzione di 302.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-10,5%).

Nel rapporto INPS si spiega che per i contratti a tempo determinato nel primo semestre 2016 si registrano 1.808.000 assunzioni che sono lo 0,6% in più rispetto all’anno scorso e il 2,7% in più rispetto al 2014. Una situazione positiva. Le assunzioni con contratto di apprendistato che rientrano in questa categoria sono state 113.000 e hanno fatto registrare un aumento del 14.4% rispetto all’anno precedente. Sono diminuite anche le cessazioni dell’8,5%.

Nel primo semestre 2016 l’INPS ha comunicato che sono stati venduti anche 69.9 milioni di voucher che sono finalizzati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio. I voucher hanno un valore nominale di 10 euro e sono cresciuti del 40,1 per cento rispetto al primo semestre del 2015. Nonostante la normativa sia intervenuta per regolamentare l’uso dei voucher, la crescita dei voucher nel primo semestre 2016 rispetto al 2014 è stata del 74,7 per cento.

L’unico rallentamento, allora, è nei contratti a tempo indeterminato. L’Osservatorio INPS, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore offre una spiegazione ragionevole di quel che accade:

Questo rallentamento – si legge dall’osservatorio Inps sul precariato – ha coinvolto esclusivamente i contratti a tempo indeterminato: – 326.000, pari a – 33,4% sul primo semestre del 2015. Il calo è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni.

Fonte: impresalavoro.eu

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