Infortuni sul lavoro: gli adempimenti a carico dell’impresa: Trattamento economico e sanzioni

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Quando l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale determinano uno stato di inabilità temporanea assoluta al lavoro, è previsto l’obbligo per il datore di lavoro di erogare la retribuzione per i primi quattro giorni e per l’INAIL di corrispondere un’indennità per il periodo successivo.

In particolare, ai sensi dell’art.73, D.P.R. 30 giugno 1965, n.1124, salvo condizioni di miglior favore previste dai contratti collettivi, il datore di lavoro è obbligato a corrispondere al lavoratore infortunato l’intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l’infortunio e il 60% della stessa per i 3 giorni successivi all’infortunio.

L’obbligo sussiste anche nei casi in cui la guarigione avvenga entro il periodo di carenza, per i casi di malattia professionale nell’industria e di infortunio e malattia professionale in agricoltura.

Per le giornate di festività che cadono nel periodo di assenza è previsto il seguente trattamento a carico del datore di lavoro:

– 100% della retribuzione per i 3 giorni successivi all’infortunio;
– integrazione fino al 100% della retribuzione per tutto il periodo indennizzato dall’INAIL.

Dal quarto giorno successivo all’infortunio o alla malattia professionale l’INAIL corrisponde al lavoratore un’indennità nelle seguenti misure (art.4, L. 10 maggio 1982, n.251):

– dal 4° al 90° giorno: 60% della retribuzione;
– dal 91° giorno: 75% della retribuzione.

Retribuzione media giornaliera
La retribuzione giornaliera di riferimento è quella media percepita negli ultimi 15 giorni precedenti l’evento e si determina sommando:
– per gli operai retribuiti in relazione alle ore di lavoro prestate: (a) quota oraria della normale retribuzione percepita nei 15 giorni precedenti l’infortunio x 1/6 dell’orario settimanale; (b) compenso medio orario per lavoro straordinario percepito nei 15 giorni precedenti l’infortunio x 1/6 dell’orario settimanale; (c) rateo ferie ricavato applicando alla quota (a) la percentuale risultante dal rapporto (n. giorni di ferie + n. giorni di riposo contrattuali) x 100/300; (d) rateo festività e mensilità aggiuntive ricavati applicando alla quota (a) le percentuali rispettivamente del 3,33% (fissa) e dell’8,33% (per ciascuna mensilità aggiuntiva);
– per gli impiegati: (a) 1/25 della retribuzione normale mensile; (b) 1/25 del compenso medio giornaliero per lavoro straordinario percepito nel mese precedente; (c) rateo ferie ricavato applicando alla quota (a) la percentuale risultante dal rapporto (numero giorni di ferie + numero giorni di riposo contrattuali) x 100/300; (d) rateo festività e mensilità aggiuntive ricavati applicando alla quota (a) le percentuali rispettivamente del 3,33% (fissa) e dell’8,33% (per ciascuna mensilità aggiuntiva).
Le indennità per inabilità temporanea sono corrisposte fino a guarigione clinica e pagate in via posticipata dall’Istituto. Se l’INAIL chiede al datore di lavoro di anticipare l’indennità per suo conto, questi non può rifiutarsi (art.70, D.P.R. 30 giugno 1965, n.1124). L’indennità viene successivamente rimborsata al datore di lavoro (alla fine di ogni mese) salvo diversa convenzione.

Integrazione a carico del datore di lavoro
I contratti collettivi pongono generalmente a carico dei datori di lavoro l’obbligo di integrare per un determinato periodo l’indennità corrisposta dall’INAIL.

In genere il trattamento economico e la durata della sua corresponsione sono graduati in relazione all’anzianità di servizio del lavoratore.

I contratti prevedono quasi sempre per il datore di lavoro l’obbligo di anticipare l’indennità a carico dell’INAIL.

Danno biologico
Dall’infortunio o dalla malattia professionale può derivare al lavoratore anche il cosiddetto danno biologico. Si definisce danno biologico la lesione all’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona. Le prestazioni per il ristoro del danno biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato (art.13, D.Lgs.23 febbraio 2000, n.38).
Le menomazioni conseguenti alle lesioni dell’integrità psicofisica sono valutate in base a specifica “tabella delle menomazioni”, comprensiva degli aspetti dinamico-relazionali. L’indennizzo delle menomazioni di grado pari o superiore al 6% ed inferiore al 16% è erogato in capitale, dal 16% è erogato in rendita.
Per le menomazioni di grado pari o superiore al 16% spetta inoltre un’altra quota di rendita per l’indennizzo delle conseguenze che hanno comportato.

Sanzioni

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