Indumenti di lavoro: il lavoratore è tenuto al lavaggio

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I lavoratori hanno diritto alla retribuzione dell’attività lavorativa prestata ed al rimborso delle spese sostenute, per la pulizia degli indumenti di protezione forniti dal datore di lavoro. È affetta da nullità parziale, per contrasto con norme imperative, la clausola, in senso contrario, del contratto collettivo.

Il fatto trae origine dal contenzioso instaurato tra una società per azioni ed alcuni dipendenti.
I dipendenti della s.p.a., quali addetti alla pulizia ed al lavaggio dei locomotori e delle carrozze ferroviarie, dei locali e piazzali della stazione presso un impianto Ferrovie dello Stato, proponevano appello contro la sentenza con cui il Tribunale aveva respinto le loro domande dirette ad ottenere la condanna della società datrice di lavoro al pagamento, a titolo di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale e/o per ingiustificato arricchimento, dell’importo corrispondente al valore della prestazione resa per provvedere al lavaggio degli indumenti stessi, in misura non inferiore a quattro ore settimanali di straordinario diurno per ciascuno, oltre alle spese vive sostenute, da determinarsi, anche in via equitativa, in misura non inferiore ad €.60,00 mensili.

Lamentavano che il primo giudice aveva sbagliato nel ritenere tali indumenti (pantaloni, camicie e giacche forniti dalla società) semplicemente identificativi dell’azienda presso cui lavoravano e non uno strumento di protezione dagli infortuni (per esposizione a rischi di infezioni morbose), e dunque dispositivi di sicurezza individuali, che la società aveva l’obbligo di mantenere efficienti, se del caso provvedendo alla loro riparazione o sostituzione. La Corte d’appello aveva accolto parzialmente l’impugnazione, condannando la società a pagare, a ciascuno dei lavoratori, l’importo corrispondente ad un’ora settimanale di lavoro straordinario diurno.

Contro la sentenza proponeva ricorso per Cassazione la società, in particolare, per quanto qui di interesse, chiedendo alla Cassazione di risolvere la questione se il lavaggio e la stiratura di indumenti privi dei requisiti tecnici per potere svolgere la funzione di DPI rientrino nel concetto di manutenzione di dispositivo di protezione individuale e come tali debbano essere a carico del datore di lavoro, ovvero se tali attività rientrino nel concetto di cura e come tali rimangano in base al CCNL di categoria a carico del lavoratore.

La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando un principio presente nella giurisprudenza della S.C., ma che, per la sua rilevanza con riferimento alla materia trattata, va qui evidenziato perché assume una particolare importanza per gli operatori.

In particolare, evidenziano gli Ermellini come i lavoratori hanno diritto alla retribuzione dell’attività lavorativa prestata ed al rimborso delle spese sostenute, per la pulizia degli indumenti di protezione, forniti dal datore di lavoro, risultando affetta da nullità parziale, per contrasto con norme imperative, la clausola, in senso contrario, del contratto collettivo che, sostituita di diritto dalle stesse norme inderogabili, concorre a conformare i contratti individuali di lavoro, sui quali si fondano i diritti alla retribuzione ed al rimborso spese dei lavoratori.

Ne consegue che quand’anche la contrattazione collettiva avesse inteso addossare ai lavoratori le spese di lavaggio dei DPI (il che nella specie deve escludersi, perché – precisano i Supremi Giudici – prevedere che il lavoratore debba avere cura della buona conservazione degli indumenti non significa di per sé che debba provvedere al loro lavaggio), una siffatta previsione, siccome contraria a norme imperative, non potrebbe comunque esonerare il datore di lavoro dall’onere delle spese in questione.

Da qui, dunque, il rigetto del ricorso.

Di rilievo le conseguenze pratiche della sentenza.

Ed infatti, secondo l’interpretazione offerta dalla Corte di Cassazione, prevedere che il lavoratore debba avere cura della buona conservazione degli indumenti di lavoro non significa di per sé che debba provvedere al loro lavaggio, con conseguente diritto al rimborso spese ed al pagamento dello straordinario se vi provveda direttamente.

Fonte: Ipsoa.it

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