Incentivi assunzione disoccupati: sgravio al 50% per i professionisti

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Rimane la più richiesta e la più ampiamente applicabile l’agevolazione all’assunzione prevista dalla L. 407/90 con contratto a tempo indeterminato di lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi. Tuttavia se il datore di lavoro è un professionista lo sgravio contributivo è concesso soltanto al 50%.

L’art.8, comma 9, della Legge n.407/90 prevede particolari agevolazioni contributive in favore dei datori di che assumono, con contratto a tempo indeterminato anche part-time di lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi.L’ agevolazione contributiva spetta per un periodo di 36 mesi:

· alla generalità dei datori di lavoro, ammessi a beneficiare di una riduzione del 50% dei contributi dovuti a carico del datore di lavoro fermo restando il versamento dell’intera quota a carico del lavoratore;
· alle imprese operanti nel Mezzogiorno e alle imprese artigiane ovunque ubicate si applica l’esenzione totale per un periodo di trentasei mesi, decorrenti dalla data di assunzione del lavoratore, dei contributi a carico del datore di lavoro, mentre resta comunque dovuta in misura intera contribuzione a carico del lavoratore.

Tuttavia i datori di lavoro operanti nei territori del Mezzogiorno che non rivestono la natura di impresa, ovvero enti pubblici economici, liberi professionisti e consorzi di imprese ivi compresi quelli di imprese artigiane, hanno diritto esclusivamente alla riduzione del 50%.Tali misure agevolative si estendono, con le medesime percentuali, ai contributi assistenziali dovuti all’Inail.

Requisiti per la spettanza dello sgravio
1) Il primo requisito che rileva, quale condizione preclusiva del diritto a fruire dello sgravio, è posto in capo al lavoratore, che deve possedere lo status di soggetto “molto svantaggiato” e dunque, secondo i dettami della Comunità Europea, essere in possesso dello status di disoccupato, comprovato da apposita certificazione rilasciata dai Centri per l’Impiego, da almeno 24 mesi. Lo stato di disoccupazione si conserva, anche a seguito di svolgimento di attività lavorativa, purchè il reddito lordo annuale non superi il reddito minimo personale escluso da imposizione fiscale pari ad 8.000 euro annui in caso di lavoro subordinato o derivante da collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto e 4.800 euro in caso di lavoro autonomo.
2) Deve altresì essere presente anche il requisito oggettivo legato al principio per cui “l’assunzione agevolata”non deve essere effettuata in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese per qualsiasi causa licenziati o sospesi nei 6 mesi precedenti. Con l’entrata in vigore della legge n.92/2012, sono state apportate alcune modifiche al richiamato articolo 8, comma 9 della L. n.407/1990: i soli licenziamenti che impediscono la fruizione del beneficio contributivo sono quelli che trovano la loro causa nel giustificato motivo oggettivo o nella riduzione del personale. Ne consegue che, in tutti gli altri casi di licenziamento, comminati ad esempio per giusta causa o mancato superamento del periodo di prova, è ammessa la fruizione delle agevolazioni contributive.Al riguardo L’INPS ha ritenuto assunzioni sostitutive soltanto quelle pari al numero dei lavoratori licenziati: le assunzioni eccedenti, concretizzando un reale incremento occupazionale, potranno, pertanto, beneficiare delle agevolazioni in esame.
3) Vanno comunque rispettate le norme in materia di regolarità contributiva (DURC), sicurezza sul lavoro, rispetto degli accordi e CCNL nazionali, territoriali o aziendali.
4) L’agevolazione contributiva ex L.407/90 non soggiace alla regola del “de minimis”.
5) L’assunzione inoltre non dovrà essere effettuata in attuazione di un obbligo preesistente, previsto da norme di legge o dalla contrattazione collettiva. Sono esclusi i datori di lavoro o gli utilizzatori con contratto di somministrazione che abbiano in atto, nella stessa unità produttiva, sospensione dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale per professionalità sostanzialmente coincidenti con quella del lavoratore da assumere.
6) Va mantenuto il rispetto del diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine.

Lo sgravio per i professionisti
Anche la Cassazione con la sentenza n.18710 depositata lo scorso 6 agosto ha confermato che lo sgravio contributivo al 100% è riservato alle sole imprese: e sono quindi esclusi i professionisti che possono beneficiare della legge 407/90 nella misura del 50 per cento.

Secondo la Suprema Corte l’articolo 8 comma 9 della legge 407/1990 prevede due ipotesi:

· la prima, con l’abbattimento al 50% dei contributi previdenziali e assistenziali per un periodo di 36 mesi, riservata a tutti i datori di lavoro che assumono, con contratto a tempo indeterminato, lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale per un periodo di uguale durata.
· la seconda, con lo sgravio totale per 36 mesi, alle imprese operanti nel Mezzogiorno o alle imprese artigiane che assumono i medesimi soggetti. Per poter beneficiare di quest’ultimo beneficio il professionista dovrebbe quantomeno essere in grado di dimostrare che il proprio studio è organizzato in forma di impresa, intesa come entità giuridica dotata di una propria rilevanza strutturale e funzionale, di un’organizzazione di mezzi e strutture, un numero di titolari e dipendenti e un’ampiezza dei locali tali che il fattore organizzativo e l’entità dei mezzi impiegati si pongano in maniera predominante rispetto all’attività intellettuale.

Esiste altresì una nozione estensiva d’impresa, elaborata nel 2002 dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, nella quale si ritiene che non può operarsi una distinzione tra “impresa” e “libera professione” e che dunque nell’accezione di imprese rientrano tutte le attività economiche che si sostanziano nell’offrire beni e servizi su un determinato mercato, a prescindere dallo status giuridico di tale entità e dalle sue modalità di finanziamento. Ma a tal proposito la Corte di Cassazione ha discutibilmente concluso che la nozione estensiva di impresa elaborata a livello comunitario non può in nessun caso operare nell’ambito di una normativa, la legge 407/1990, che in deroga alle obbligazioni contributive, disciplina uno sgravio al 100% dei contributi sociali.

Fonte: Ipsoa.it

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