In vigore il Testo Unico sull’apprendistato

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Chi vorrà assumere lavoratori con contratto di apprendistato dal 26 aprile dovrà tenere conto delle nuove norme contenute nel D.Lgs. n. 167/2011 che introducono diversi elementi di novità rispetto alle regole precedenti. La piena operatività, tuttavia, è demandata alla disciplina regionale e/o dei contratti collettivi e la previgente disciplina continuerà comunque a regolare i contratti di lavoro instaurati nel periodo in cui era vigente.

In vigore il testo unico sull’apprendistato.

Dopo sei mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. n.167/2011, infatti, é terminato il periodo transitorio previsto dall’articolo 7, comma 7, del decreto e pertanto la disciplina previgente, disciplinata dagli articoli 47 e seguenti del D.Lgs.276/2003, viene definitivamente abrogata. Chi vorrà assumere lavoratori con contratto di apprendistato, pertanto, dal 26 aprile dovrà tenere conto delle nuove norme che introducono diversi elementi di novità rispetto alle regole precedenti.

La piena operatività, tuttavia, é demandata alla disciplina regionale e/o dei contratti collettivi.

Peraltro, occorre ricordare che la previgente disciplina continuerà comunque a regolare i contratti di lavoro instaurati nel periodo in cui era vigente. Il 18 aprile scorso, a ridosso quindi dall’entrata in vigore, é stato siglato tra Confindustria, CGIL, CISL e UIL l’Accordo Interconfederale finalizzato a regolamentare il nuovo contratto al fine di consentire ai datori di lavoro dei settori interessati di poter continuare ad assumere apprendisti.

Accordo analogo nei contenuti é stato altresì firmato anche dalla CONFAPI e dalle associazioni del settore cooperative Agci, Confcooperative e Legacoop.

Si tratta di un intervento che le parti firmatarie hanno previsto abbia una funzione sussidiaria rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi ed in attesa che gli stessi regolamentino autonomamente l’istituto contrattuale.

L’accordo prevede che per la durata dell’apprendistato bisognerà far riferimento a quanto previsto dai contratti collettivi attualmente applicabili, tenendo conto tuttavia che il contratto non potrà durare più di tre anni, come peraltro previsto dall’articolo 4 del testo unico.

Tuttavia, per i profili professionali equipollenti a quelli dell’artigianato, la durata potrà raggiungere i cinque anni secondo quanto verrà individuato dai contratti collettivi.

Tale possibilità é stata considerata possibile dal Ministero del Lavoro rispondendo all’interpello n.40/2011.

All’atto dell’assunzione, il lavoratore potrà essere inquadrato fino a due livelli inferiori rispetto a quello di un lavoratore qualificato, tenendo conto della qualifica cui é finalizzato il contratto.

Per agevolare le parti alla stesura del piano formativo individuale, all’accordo interconfederale é allegato un format di cui occorrerà tenere conto in fase di stipula del contratto.

Nel piano formativo andrà indicato il tutor o referente aziendale il quale costituirà la figura di riferimento dell’apprendistato e dovrà essere in possesso di un’adeguata professionalità.

Ricordiamo a tal fine che il D.M. 28 febbraio 2000 reca disposizioni relative alle esperienze professionali richieste per lo svolgimento della funzione di tutor aziendale.

Il D.Lgs. n.167/2011 riduce a 120 ore nel triennio la formazione (la vecchia normativa prevedeva invece 120 ore all’anno), l’accordo interconfederale prevede che la formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche non potrà essere inferiore a 80 ore medie annue e potrà essere svolta anche on the job ed in affiancamento.

La registrazione della formazione dovrà essere effettuata nel libretto formativo del cittadino.

In attesa della piena operatività del libretto, andrà utilizzato il format allegato all’accordo.

In materia di formazione, é utile ricordare che l’art.7, comma 1, del nuovo testo unico, pur sanzionando con la restituzione della differenza dei contributi pagati per effetto delle agevolazioni previste in materia di apprendistato le inadempienze relative all’erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire le finalità del contratto, prevede che in sede ispettiva preliminarmente si proceda con una diffida ad adempiere entro un congruo termine.

Quanto al periodo di prova, l’accordo prevede che avrà durata analoga a quella prevista in relazione all’inquadramento professionale attribuito.

Il recesso dal contratto, che durante il periodo di apprendistato sarà possibile esclusivamente per giusta causa e giustificato motivo, al termine potrà invece avvenire liberamente salvo comunicarlo al lavoratore con un preavviso di quindici giorni.

In caso di mancato esercizio della facoltà di recesso, il rapporto di lavoro si trasformerà in un contratto a tempo indeterminato.

Fonte: Giuseppe Buscema – Il Quotidiano Ipsoa

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