Il riconoscimento dei titoli di studio

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Per ottenere il riconoscimento di un titolo di studio conseguito all’estero occorre rivolgersi alle singole università: è il consiglio del corso di laurea l’autorità competente a decidere. In caso di rigetto è possibile fare ricorso al Tar. Il riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero da cittadini extracomunitari a fini di avviamento al lavoro è invece regolato a livello comunitario.

Il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero che consentono di proseguire gli studi in Italia è affidato alle Università.

L’autorità competente per il riconoscimento dell’equipollenza è il Consiglio di Corso di Laurea, che, prendendo in considerazione ogni singolo curriculum, può dichiarare l’equipollenza del titolo accademico straniero o stabilire l’ammissione del richiedente al corso equivalente, con un parziale riconoscimento degli esami. L’equipollenza inoltre è automatica quando esistono accordi bilaterali o convenzioni internazionali che stabiliscono la conversione dei titoli accademici.

La domanda per il riconoscimento del titolo di studio dovrà contenere:

– i programmi degli studi previsti per il conseguimento del suddetto titolo con indicazione delle singole materie e delle esercitazioni pratiche.
– la traduzione del titolo e dei programmi in lingua italiana, certificata conforme al testo originale dalla rappresentanza diplomatica o dall’autorità consolare italiana nel paese in cui il titolo è stato rilasciato.
– la dichiarazione della rappresentanza diplomatica o autorità consolare dalla quale risulti che il titolo è stato rilasciato da autorità competente ed è riconosciuto abilitante “in loco” e dalla quale risultino, altresì, gli anni di scolarità necessari per l’ammissione al corso per il conseguimento del titolo e gli anni di durata del corso stesso.

In caso di provvedimento di rigetto della domanda o qualora siano decorsi i 90 giorni senza che sia stata adottata alcuna decisione, il richiedente può presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale, ricorso straordinario al Capo dello Stato, o, entro il termine di 120 giorni, istanza al Ministero dell’Università, della Ricerca scientifica e tecnologica. Quest’ultimo, qualora ritenga motivata l’istanza, può invitare l’università a riesaminare la domanda, dandone comunicazione all’interessato.
Per avere informazioni sulle procedure occorre rivolgersi alle singole università

Il riconoscimento del titolo di studio straniero per fini diversi dall’iscrizione all’Università, e cioè per avviamento al lavoro, è disciplinato in conformità con la normativa comunitaria.
Le fonti normative comunitarie di riferimento sono la direttiva 89/1948 relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni, e la direttiva 92/1951.

La domanda di riconoscimento è diversa a seconda che venga presentata da un cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia o da un cittadino straniero che invii la domanda dall’estero, e che intenda utilizzare il riconoscimento del titolo professionale al fine di ottenere il visto di ingresso in Italia per lavoro autonomo. In quest’ultimo caso, lo straniero deve richiedere al Ministero della Giustizia la dichiarazione che non sussistono motivi ostativi al rilascio del titolo abilitativo per l’esercizio dell’attività professionale, ai sensi dell’art.39 del Dpr 394/1999.

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