Il padre-lavoratore che utilizza il congedo parentale

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Il padre-lavoratore che utilizza il congedo parentale per svolgere una diversa attività può essere licenziato. (Cassazione, sezione lavoro, sentenza del 16 giugno 2008, n.16207 – Dott.ssa Cesira Cruciani).

L’utilizzazione del congedo parentale, di cui all’art.32 del d.lgs. n.151 del 2001, per lo svolgimento di una diversa attività lavorativa (nella specie, l’attività prestata presso la pizzeria di proprietà della moglie da parte del padre lavoratore, beneficiario del congedo) configura un abuso per sviamento della funzione propria del diritto ed è idonea ad essere valutato dal giudice ai fini della sussistenza di una giusta causa di licenziamento, questo è quanto ha stabilito la Suprema Corte nella sentenza del 16 giugno 2008, sezione lavoro, n.16207.

Il Tribunale di Monza, in funzione di giudice del lavoro, aveva respinto il ricorso inteso ad impugnare il licenziamento per giusta causa intimato dal datore di lavoro di G.M., per aver fatto un uso improprio del periodo di astensione facoltativa dal lavoro, di cui alla legge n.53 del 2000. Il G.M. aveva utilizzato l’astensione facoltativa per occuparsi della pizzeria da asporto appena acquistata dalla moglie, e non per accudire la propria figliola, tale circostanza era stata valutata dal suo datore di lavoro quale giusta causa di recesso, sul presupposto che la legge non tutela ex se l’astensione dal lavoro, cioè a prescindere dall’uso che ne faccia il lavoratore.

La Corte d’Appello di Milano, in riforma della sentenza di primo grado annullava il licenziamento e ordinava la reintegrazione nel posto di lavoro di G.M., condannando il datore di lavoro a corrispondere le retribuzioni arretrate. I giudici d’appello osservavano che unica condizione per l’esercizio al congedo parentale è il suo collegamento.

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