Il dipendente ha diritto a un compenso per le prestazioni lavorative non rientranti nel suo incarico

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Il dipendente ha diritto a un compenso aggiuntivo per prestazioni lavorative non rientranti nel suo incarico. Effettuate nei fine settimana (Cassazione Sezione Lavoro n.16041 del 13 giugno 2008, Pres. Ciciretti, Rel. Monaco).

Alessandro E., dipendente della Samocar con qualifica di quadro e mansioni di responsabile del servizio assistenza Ferrari, su richiesta della datrice di lavoro ha lavorato in alcune giornate di sabato e di domenica per la gestione di manifestazioni promozionali della Ferrari (raduni del Ferrari Club, campionato Ferrari Challenge, presentazione nuovi modelli), senza fruire di riposi compensativi. Egli ha chiesto al Tribunale di Roma la condanna dell’azienda al pagamento di compensi per lavoro straordinario e festivo, facendo presente che l’attività di carattere commerciale richiestagli per le manifestazioni promozionali della Ferrari non rientrava nel suo incarico di responsabile dell’assistenza, avente natura tecnica. L’azienda si è difesa sostenendo che il ricorrente percepiva, come quadro, un’indennità di funzione e non aveva diritto a compensi per lavoro straordinario.

Il Tribunale ha accolto la domanda condannando l’azienda al pagamento delle somme di euro 7.488. Questa decisione è stata parzialmente riformata, in grado di appello, dalla Corte di Roma che ha ridotto l’importo della condanna a euro 3.928. La Corte ha ritenuto in particolare che al dipendente, data la sua qualifica di quadro e la normativa contrattuale collettiva, non fossero dovuti compensi specifici per i sabati lavorati, mentre lo fossero per le domeniche. Sia il lavoratore che l’azienda hanno proposto ricorso per cassazione censurando la decisione della Corte di Roma per vizi di motivazione e violazione di legge.

La Suprema Corte (Sezione Lavoro n.16041 del 13 giugno 2008, Pres. Ciciretti, Rel. Monaco) ha accolto il ricorso del lavoratore sotto il profilo del vizio di motivazione. La sentenza impugnata – ha osservato la Cassazione – non spiega adeguatamente, ed in maniera convincente, le ragioni per le quali la partecipazione di Alessandro E. alle manifestazioni di carattere promozionale (raduni del Ferrari Club, campionato Ferrari Challenge, presentazione di nuovi modelli), che si svolgevano nel fine settimana, e fuori dalla sede aziendale della Samocar, dovesse rientrare nel tempo necessario al regolare funzionamento del servizio affidato, come quadro, ad Alessandro E., che era invece quello responsabile del servizio assistenza Ferrari, non di addetto al settore vendite.

La Corte ha rigettato il ricorso dell’azienda in quanto ha ritenuto priva di fondamento la tesi secondo cui al lavoratore non sarebbe spettato, in quanto quadro, alcun compenso per lavoro straordinario e domenicale. Alessandro E. – ha osservato la Corte – ha la qualifica di quadro; non è dirigente, non gli si applica perciò la norma dell’art.23 del r.d.l. 15 marzo 1923, n.692, convertito in legge 17 aprile 1925 n.473, secondo cui la normativa sui limiti dell’orario normale di lavoro non si applica al personale direttivo delle aziende, né gli si applica l’art. 1 n.4 della legge 22 febbraio 1934, n.370, che menziona, tra le singole ipotesi di esenzione dal riposo settimanale, il “personale preposto alla direzione tecnica od amministrativa di una azienda ed avente diretta responsabilità nell’andamento dei servizi” Alessandro E. non era preposto alla direzione dell’azienda, e non aveva responsabilità diretta nell’andamento dei servizi, considerati nella loro globalità.

A tutto concedere aveva soltanto la responsabilità del servizio, cui era preposto, ma questo era quello di assistenza, non quello di vendita o di promozione.

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