Il codice disciplinare

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Anche nella ipotesi in cui il codice disciplinare non sia affisso nelle bacheche sindacali, è possibile e legittimo, per il datore di lavoro, infliggere sanzioni disciplinari; questo è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, che, con la sentenza 20733/2007, ha affermato la legittimità delle sanzioni irrogate anche se il codice disciplinare era stato affisso in un luogo chiuso, al quale, però, i dipendenti avevano facile e libero accesso.

L’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori, la legge 300 del 20 maggio 1970, – Sanzioni disciplinari, al suo primo comma,stabilisce che “le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia è stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano”.

Per il datore di lavoro esiste, pertanto, l’obbligo di affissione del c.d. codice disciplinare, in un luogo che sia accessibile a tutti i lavoratori, per poter irrogare, successivamente, una sanzione disciplinare.

La questione oggetto della sentenza in commento nasce dal ricorso presentato da un gruppo di lavoratori ai quali erano state irrogate sanzioni disciplinari per il mancato rispetto della manutenzione di alcuni macchinari.

I prestatori di lavoro avevano impugnato le sanzioni irrogate dal datore di lavoro, ottenendo sentenza favorevole sia dal giudice di primo grado che dalla Corte di Appello, i quali avevano preso le loro decisioni considerando che la affissione del codice disciplinare era inidonea perchè posto in un luogo che non era “più necessario passaggio dei lavoratori”, e, quindi, gli stessi avrebbero dovuto recarvisi appositamente, non percorrendo normalmente quella strada.

Il datore di lavoro proponeva ricorso per cassazione adducendo come motivazione la violazione e la falsa applicazione dell’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori con riferimento agli articoli 2082 e 2086 del codice civile.

I giudici della Suprema Corte hanno considerato l’obbligo della affissione del codice disciplinare previsto dall’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori, in senso meno restrittivo, accogliendo, pertanto,il ricorso presentato dal datore di lavoro, sulla base della considerazione che non sussiste alcun obbligo di effettuare l’affissione in locali in cui i dipendenti devono passare necessariamente.

Lo stesso articolo 7, infatti, richiede solamente “il libero accesso”, non impedito e difficoltoso, non anche un accesso necessitato o evitabile,e nemmeno si richiede che tale codice disciplinare sia affisso nelle bacheche aziendali.

Secondo quanto stabilito dai giudici di legittimità, pertanto, è sufficiente che il regolamento contenente le disposizioni disciplinari, si trovi in un luogo all’interno della azienda al quale ogni prestatore di lavoro può accedere liberamente e senza alcun impedimento o difficoltà di passaggio.

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