Il cellulare aziendale tra benefit e controllo

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La suggestione e l’impatto in termini di stimoli che il telefono cellulare determina nell’utilizzatore-lavoratore è certamente forte, eppure, a ben vedere, proprio la grande diffusione ed il suo collegamento sempre più stretto con la prestazione di lavoro e le sue modalità di svolgimento flessibile, al di fuori della sede fisica di lavoro, ne fanno, nella generalità dei casi, un vero e proprio strumento di lavoro ai conseguenti effetti. Come ben noto, ci si trova di fronte ormai ad apparecchiature sempre più sofisticate, che, sfruttando la più moderna tecnologia in continua evoluzione, consentono tramite un solo apparecchio la gestione della telefonia, il collegamento ad internet ed alla posta elettronica, l’utilizzo di applicazioni, la connessione ai social network, etc..

L’evoluzione tecnologica ha introdotto, anche nel panorama italiano, i concetti di lavoro agile e smart-working.

In tale contesto può dirsi – in estrema sintesi e con qualche semplificazione – che il telefono cellulare dato in dotazione dalle imprese al proprio personale costituisce, per tradizione, uno dei primi, ed oggi sicuramente il più diffuso, fringe benefit.

Ne conseguono implicazioni importanti sia sul regime fiscale di riferimento, sia sull’applicazione dell’art.4, legge n.300/1970, come recentemente modificato, e richiede un continuo aggiornamento delle prospettive giuridiche, di pari passo con lo sviluppo esponenziale della tecnologia informatica.

Fonte: Ipsoa.it

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