I lavoratori domestici

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L’assicurazione per le Colf: 
Sono lavoratori domestici coloro che prestano la loro opera esclusivamente per le necessità della vita familiare del datore di lavoro (tuttofare, camerieri, cuochi, bambinaie, governanti, assistenti familiari o badanti ecc.), anche presso le comunità religiose (conventi, seminari), le convivenze militari (caserme, comandi, stazioni) nonché le comunità senza fini di lucro (orfanotrofi e i ricoveri per anziani il cui fine è prevalentemente assistenziale), qualunque sia il numero dei componenti.

Colf italiana o dell’unione europea: 
Il datore di lavoro può assumere direttamente il lavoratore domestico, dopo aver concordato gli elementi del rapporto di lavoro (orario, retribuzione, ferie ecc.).
Il lavoratore può essere assunto anche se non è iscritto nelle liste del collocamento.

Per i lavoratori neocomunitari – inclusi i cittadini rumeni e bulgari entrati a far parte dell’U.E. dal 1° gennaio 2007 – con i quali il datore di lavoro vuole instaurare un rapporto di lavoro domestico, si attuano le disposizioni in merito al libero ingresso al mercato del lavoro italiano, pertanto non è più richiesto il nulla osta al lavoro, sia ai fini dell’iscrizione all’Inps per la copertura previdenziale e assistenziale, sia ai fini della richiesta della carta di soggiorno presso la Questura.
Per le denunce di rapporto di lavoro domestico dei cittadini appartenenti all’U.E. sono, quindi, sufficienti un documento valido e il codice fiscale, da richiedere all’Agenzia delle Entrate, senza necessità di ottenere preventivamente il nulla osta al lavoro.

Colf extracomunitaria:Va distinto il caso in cui il lavoratore si trovi già sul territorio italiano, con regolare permesso di soggiorno, da quello in cui lo stesso si trovi ancora nel suo paese.

Se il lavoratore si trova in Italia 
L’assunzione avviene con le modalità previste per i lavoratori domestici italiani e comunitari.

Se il lavoratore si trova all’estero 
1. Prima di venire in Italia (ai sensi del Decreto Flussi 2006)
Il datore di lavoro deve presentare presso uno degli uffici postali abilitati la domanda di nulla osta al lavoro, indirizzandola al competente Sportello Unico per l’Immigrazione.
A tal fine deve utilizzare gli appositi moduli, distribuiti gratuitamente presso tutti gli uffici postali a partire da sabato 18 febbraio 2006.
Alla domanda dovrà essere allegata anche una fotocopia del documento di identità del datore di lavoro, una fotocopia del passaporto – o documento equipollente – del cittadino straniero e una marca da bollo di 14,62 euro.
Il costo per l’invio della domanda è di 5,70 euro.
E’ possibile presentare la domanda di nulla osta al lavoro a partire dal settimo giorno dalla data di pubblicazione del decreto flussi.

Nella domanda il datore di lavoro deve: 
– assicurare una retribuzione mensile non inferiore al minimo previsto per l’assegno sociale, corrispondente – per l’anno 2007 – ad euro 389,36 (per 13 mensilità);
– garantire un orario di lavoro settimanale non inferiore a 20 ore;
– dimostrare di possedere un reddito annuo – anche derivante dal cumulo dei redditi dei parenti di primo grado non conviventi – di importo almeno il doppio rispetto all’ammontare della retribuzione annua dovuta al lavoratore da assumere.
– Attenzione: il datore di lavoro che assume un lavoratore straniero in qualità di badante, perché affetto lui stesso, o un componente della sua famiglia, da patologie o gravi handicap che ne limitano l’autosufficienza, non ha l’obbligo dell’autocertificazione relativa alla sua capacità economica;
– assicurare la disponibilità di un alloggio adeguato;
– impegnarsi al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza;
– impegnarsi a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di lavoro.

La domanda di nulla osta viene, quindi, trasmessa per via telematica allo Sportello Unico il quale, fatte le dovute verifiche presso la Questura, la Direzione provinciale del lavoro e il Centro per l’impiego, convoca il datore di lavoro per la consegna del nulla osta – che ha una validità di 6 mesi – e la sottoscrizione del contratto di soggiorno.

Lo stesso Sportello Unico trasmette il nulla osta, la proposta di contratto di soggiorno e il codice fiscale – richiesto all’Agenzia delle Entrate – alla competente Rappresentanza diplomatico-consolare italiana all’estero, la quale rilascerà al lavoratore il visto d’ingresso da lui precedentemente richiesto.

2. Dopo l’arrivo in Italia 
Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia il lavoratore deve presentarsi, su appuntamento, presso lo Sportello Unico per firmare il contratto e richiedere il permesso di soggiorno.
Al momento della presentazione presso lo Sportello Unico il lavoratore deve dimostrare la disponibilità di un alloggio ed esibire la ricevuta dell’avvenuta richiesta del certificato di idoneità alloggiativa (rilasciato dal Comune o dalla ASL competenti per territorio).

Se il lavoratore si trova nella fase di rinnovo del permesso di soggiorno. Il cittadino straniero, in possesso della ricevuta di richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno, può continuare un rapporto di lavoro già in corso, senza esporre se stesso e il datore di lavoro a conseguenze penali.
Il lavoratore straniero può – in fase di rinnovo del permesso di soggiorno – anche instaurare un nuovo rapporto di lavoro dipendente: a tal fine, le Sedi provvederanno all’iscrizione dietro presentazione del cedolino attestante l’avvenuta richiesta di rinnovo.

In particolare 
Il datore di lavoro che assume un lavoratore straniero deve darne comunicazione – solo nel caso il lavoratore risulti convivente – entro 48 ore, all’autorità di Pubblica Sicurezza.
Il datore deve inoltre comunicare la presenza del lavoratore presso la propria abitazione all’Anagrafe del Comune di residenza entro 20 giorni.

La denuncia di assunzione all’INPS:
E’ obbligatorio assicurare le colf:

– qualunque sia la durata del lavoro;
– anche se il lavoro è saltuario o discontinuo;
– anche se già assicurate presso un altro datore di lavoro;
– anche se già assicurate per un’altra attività;
– anche se di nazionalità straniera;
– anche se titolari di pensione.

Il datore di lavoro deve presentare la denuncia di assunzione del lavoratore domestico presso l’Inps di zona – o inviarla per posta – utilizzando l’apposito modulo (LD09), che può anche essere scaricato dal sito dell’Istituto (www.inps.it).
Inoltre, la denuncia può essere presentata attraverso il sito Internet, utilizzando l’apposita procedura nella sezione ‘servizi on line’, oppure tramite call center unico Inail-Inps utilizzando il numero 803 164.
La denuncia di assunzione deve essere effettuata entro il giorno precedente a quello di inizio del rapporto di lavoro. Tuttavia, nelle more della pubblicazione del Modello Unico Inps/Inail/DPL per la presentazione della denuncia “unica”, per l’Inps la denuncia presentata con mod. LD09 entro il giorno 10 del mese successivo al trimestre di riferimento (vedi precedente normativa) non comporta, al momento, l’applicazione di sanzioni.

In particolare 
Il datore di lavoro, inoltre, è tenuto a dare comunicazione dell’assunzione:
– all’Inail contestualmente all’inizio dell’attività. La comunicazione deve essere fatta in via telematica collegandosi al sito www.inail.it fornendo il codice fiscale del datore di lavoro e quello del lavoratore. Per il momento è ancora prevista la possibilità, per chi assume una colf o una badante, di continuare ad effettuare la denuncia di assunzione chiamando il call center integrato Inps-Inail al numero verde 803.164.
– al Centro per l’Impiego del proprio Comune, entro le ore 24 del giorno precedente (anche se festivo) a quello di instaurazione del rapporto di lavoro. La comunicazione, fatta tramite il modulo C/ASS, deve riportare la data certa di trasmissione. Per questo può essere effettuata tramite raccomandata a/r, invio telematico o fax. La comunicazione è obbligatoria sia per i lavoratori italiani sia per i lavoratori stranieri.

I documenti di assunzione: 
Tutte le colf
– carta di identità o altro documento analogo ed eventuali diplomi o attestazioni professionali;
– tessera sanitaria aggiornata rilasciata gratuitamente dalla ASL di residenza;
– codice fiscale, da comunicare all’Inps per il versamento dei contributi.

Minorenni
In aggiunta agli altri documenti per l’assunzione sono necessari:

– la dichiarazione dei genitori o di chi esercita la potestà familiare, vidimata dal Sindaco del Comune di residenza, con cui si acconsente che la colf viva presso la famiglia del datore di lavoro;
– il certificato di idoneità al lavoro, rilasciato dopo la visita medica dell’Ufficiale sanitario.

Extracomunitari
In aggiunta agli altri documenti è necessario presentare il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, rilasciato dalla Questura.
I documenti per le domande presentate direttamente allo sportello:
esibizione di un documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità, passaporto, tessera postale, patente ecc.) del datore di lavoro e del lavoratore. Per le colf extracomunitarie, il datore di lavoro insieme alla denuncia (modello LD09) deve presentare il permesso di soggiorno in corso di validità.

I documenti per le domande spedite per posta:
tutta la documentazione deve essere allegata in copia fotostatica.

I contributi:
I CONTRIBUTI
Il contributo che deve essere versato dal datore di lavoro, si calcola in base a:

– la retribuzione oraria concordata tra le parti;
– la tredicesima mensilità calcolata in misura oraria;
– il valore convenzionale del vitto e dell’alloggio, calcolato in misura oraria.

I contributi si versano ogni tre mesi, per tutti i giorni comunque retribuiti, per cui alle ore effettivamente lavorate nel trimestre solare si sommano quelle pagate per i periodi di momentanea assenza dal servizio (per malattia, ferie, festività infrasettimanali, congedo ecc.), nei quali il datore di lavoro continua a corrispondere una retribuzione intera o ridotta, sia di propria iniziativa, sia per accordo col lavoratore, sia per legge.
Per il periodo di assenza si considera un numero di ore uguale a quello di un corrispondente periodo di lavoro.
I contributi versati dal datore di lavoro vengono utilizzati dall’Inps e dall’Inail per la liquidazione della pensione, della indennità di maternità, degli assegni familiari, della indennità di disoccupazione, della indennità antitubercolare, delle cure termali e delle rendite da infortunio sul lavoro e da malattie professionali.

Quanto si paga: 
Nella seguente tabella sono riportati gli importi dei contributi dovuti per il 2007

* La cifra tra parentesi è la quota a carico del lavoratore.
** Il contributo senza la quota degli assegni familiari è dovuto quando il lavoratore è coniuge del datore di lavoro oppure è parente o affine entro il terzo grado e convive con il datore di lavoro.
*** Gli importi contributivi della quarta fascia sono indipendenti dalla retribuzione oraria corrisposta, si riferiscono ai servizi domestici effettuati presso uno stesso datore di lavoro con un minimo di 25 ore settimanali e vanno applicati sin dalla prima delle ore lavorate nel corso della settimana.

I contributi si pagano ogni trimestre alle seguenti scadenze:
– dal 1° al 10 aprile versamento per il 1° trimestre;
– dal 1° al 10 luglio versamento per il 2° trimestre;
– dal 1° al 10 ottobre versamento per il 3° trimestre;
– dal 1° al 10 gennaio versamento per il 4° trimestre.

Deduzioni e detrazioni: 
Per chi assume una colf o una badante sono previste le seguenti deduzioni e/o detrazioni fiscali:

Per la Colf: il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito, per un importo massimo di 1.549,37 euro l’anno, i contributi previdenziali obbligatori versati per la colf. A tal fine è tenuto a conservare le ricevute dei bollettini Inps (l’importo massimo deducibile è fisso e non varia in base ai redditi dichiarati).

Per la Badante: il datore di lavoro può detrarre dall’imposta lorda il 19% delle spese, per un importo massimo di 2.100 euro l’anno, sostenute per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti. La detrazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che sostengono la spesa (si può usufruire di tale detrazione se il reddito complessivo non supera 40.000 euro).
La deduzione fiscale per la colf si può sommare alla detrazione prevista per la badante e viceversa.

In particolare 
Quando cessa il rapporto di lavoro, il versamento va fatto entro 10 giorni dal licenziamento o dalle dimissioni.
Il versamento dei contributi non può essere effettuato né prima né dopo i termini sopraindicati. Il ritardo nel pagamento comporta l’applicazione di multe da parte dell’Inps.
Il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi mediante bollettini di conto corrente postale inviati dall’Inps al proprio domicilio.
Si ricorda che dopo il primo invio di bollettini, in seguito alla presentazione della denuncia di assunzione, l’Inps provvede a fornire i successivi solo su richiesta del datore di lavoro. Tale richiesta può essere inoltrata direttamente agli uffici Inps: per telefono chiamando InpsInforma al numero 803 164 oppure utilizzando l’apposito servizio on line sul sito www.inps.it.
Il bollettino è unico per ogni trimestre. Se però le settimane che cadono nel trimestre non risultano lavorate tutte per almeno 25 ore, si devono compilare due distinti bollettini di versamento:

– con un bollettino si versano i contributi relativi alla citata quarta fascia;
– con un secondo bollettino si pagano i contributi, corrispondenti ad una delle prime tre fasce, per le settimane lavorate per meno di 25 ore.

Il pagamento dei contributi può essere effettuato anche tramite l’apposita procedura “Pagamento online contributi lavoratori domestici”, disponibile tra i servizi online per il cittadino. Per utilizzare la procedura è necessario chiedere il rilascio del PIN (Numero di Identificazione Personale).

Almeno 24 ore settimanali 
In favore del lavoratore l’Inps registra tanti contributi settimanali quante sono le settimane retribuite, purché per ciascun trimestre risultino versate, in media, almeno 24 ore a settimana.
Per i contributi settimanali versati per meno di 24 ore, invece, si applica una riduzione proporzionale delle settimane accreditate.
Le 24 ore settimanali possono essere raggiunte anche prestando attività lavorativa presso più datori di lavoro.

Le prestazioni: 
LE PRESTAZIONI
In base ai contributi versati all’Inps, spettano le seguenti prestazioni:

– a carico dell’Inps:
– pensione di vecchiaia;
– pensione di anzianità;
– pensione di inabilità;
– assegno di invalidità;
– pensione ai superstiti o di reversibilità;
– indennità di disoccupazione;
– indennità di maternità;
– assegno per il nucleo familiare;
– assegni familiari;
– indennità antitubercolari;
– cure termali.

Alle colf non spetta l’indennità economica di malattia né il congedo per malattia del figlio.

A carico dell’Inail: 
rendite per infortunio sul lavoro o per malattie professionali.

A carico del Servizio Sanitario Nazionale: 
assistenza sanitaria (medica, farmaceutica, ospedaliera, ambulatoriale, specialistica ecc.).

Fonte: http://www.inps.it

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