Fruizione del congedo parentale ad ore

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Il Jobs Act con il D.Lgs. n.80/2015 è intervenuto sulla disciplina della maternità e paternità (D.Lgs. n.151/2001), ridefinendone parzialmente il contenuto al fine di rendere operativa la modalità di fruizione del congedo parentale su base oraria, ma con una formula che lo rendeva inapplicabile in difetto di contrattazione collettiva di settore. La precedente disciplina, prima dell’intervento legislativo del 2015, subordinava infatti l’attivazione del frazionamento orario del congedo alla previa ratifica di specifiche intese sindacali, alle quali erano deferite la disciplina delle modalità di fruizione nonché i criteri di calcolo della base oraria e l’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa.

Il D.Lgs. n.80 del 15 giugno 2015, nel dare attuazione all’art.1 commi 8 e 9 della legge n.183 del 10 dicembre 2014, è intervenuto anche sull’art.32 del D.Lgs. n.151 del 26 marzo 2001, ridefinendone parzialmente il contenuto al fine di rendere operativa la modalità di fruizione del congedo parentale «su base oraria», già introdotto dall’art.1, comma 339 della legge n.228 del 24 dicembre 2012 ma con formula che lo rendeva inapplicabile in difetto di contrattazione collettiva «di settore».

Il comma 1-bis dell’art.32, prima dell’intervento legislativo del 2015, subordinava infatti l’attivazione del frazionamento orario del congedo alla previa ratifica di specifiche intese sindacali, alle quali erano deferite la disciplina delle «modalità di fruizione» nonché «i criteri di calcolo della base oraria e l’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa».

Fonte: Ipsoa.it

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