Formazione on the job: da settembre al via la sperimentazione

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Il decreto firmato lo scorso giugno dal Miur, dal Mef e dal Ministero del lavoro – ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale – intende dare l’avvio già con settembre 2014 all’apprendistato in azienda per i ragazzi del quarto e quinto anno delle superiori.

Soddisfazione veniva espressa dai Ministri del Miur, Finanze e Lavoro all’indomani della firma del decreto interministeriale – non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale – che segna il passo nella storia della scuola italiana e del suo coinvolgimento attivo nel mondo del lavoro.

L’idea, infatti, è di partire gia’ da settembre 2014, all’avvio, oramai imminente dell’anno scolastico 2014-2015, con il programma sperimentale di alternanza scuola-lavoro che vedrà coinvolti gli studenti del quarto e quinto anno delle scuole superiori, le loro famiglie e le istituzioni scolastiche oltre, chiaramente, ai datori di lavoro che li accoglieranno.

Le finalità perseguite dal Decreto
Il decreto dà attuazione alle disposizioni contenute nel cd. Decreto Legge Carozza dell’autunno 2013 (decreto convertito successivamente in legge e poi ancora oggetto di recenti modifiche ad opera della conversione in legge del d.l. n.34 del 2014).

Il programma consentirà allo studente coinvolto di conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore e, contestualmente, di inserirsi in un contesto aziendale: studio e lavoro, in un mix di alternanza “sperimentale”, dovranno svolgere funzione “ancellare” l’uno rispetto all’altro al fine di realizzare non solo il profilo educativo, professionale e culturale, ma anche di favorire la valorizzazione delle vocazioni personale e la formazione di alleanze formatrici territoriali per un positivo inserimento nel mondo del lavoro.

Il programma contempla, dunque, la stipulazione di contratti di apprendistato per l’alta formazione, con oneri a carico dell’impresa e senza nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Cosa ha previsto il Decreto Carozza?
Giova ricordare che il Decreto Carozza ha previsto che con decreto del MIUR, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e con il MEF, è avviato un programma sperimentale per lo svolgimento di periodi di formazione in azienda per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado per il triennio 2014-2016.
Il programma contempla la stipulazione di contratti di apprendistato che, ai fini del programma sperimentale, possono essere stipulati anche in deroga ai limiti di età stabiliti dall’articolo 5 del D.lgs.14 settembre 2011, n.167, con particolare riguardo agli studenti degli istituti professionali, ai fini della loro formazione e valorizzazione professionale, nonché del loro inserimento nel mondo del lavoro, con oneri a carico delle imprese interessate e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il decreto definisce la tipologia delle imprese che possono partecipare al programma, i loro requisiti, il contenuto delle convenzioni che devono essere concluse tra le istituzioni scolastiche e le imprese, i diritti degli studenti coinvolti, il numero minimo delle ore di didattica curriculare e i criteri per il riconoscimento dei crediti formativi.

Le imprese – private e pubbliche – ammesse al programma di sperimentazione
Sono ammesse al programma di sperimentazione le imprese pubbliche o private, anche associate in rete, che rispettino tutti i requisiti formali di legge in relazione all’affidabilità economica e finanziaria, alle capacità gestionali e risorse professionali, alla certificazione della qualità dei processi aziendali, nonché a tutti i requisiti di legge previsti per l’accesso ad appalti pubblici. Le imprese devono avere manifestato interesse a partecipare al programma e devono aver concluso le apposite convenzioni.

Capacità di accogliere come apprendisti gli studenti, singolarmente o come gruppo-classe, esperienza nella formazione di apprendisti, possesso della capacità formativa interna e della capacità occupazionale: questi, in sintesi, i requisiti che devono essere posseduti dall’impresa.

L’iter per poter inserire il giovane in azienda
L’impresa interessata deve innanzitutto stipulare un protocollo d’intesa con il Miur, il Ministero del lavoro (anche nelle loro articolazioni periferiche) e le Regioni interessate dalla attivazione dei percorsi. Non sono previsti oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica. Il contenuto del protocollo e’ ampio e dettagliato e serve per delineare le caratteristiche e le finalità dell’inserimento.

Successivamente, l’impresa e le istituzioni scolastiche, singolarmente o in rete, stipulano, senza oneri aggiuntivi, apposite convenzioni che si inseriscono nel quadro di quanto previsto dal protocollo.

In via generale, le convenzioni regolano i rapporti e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nel percorso sperimentale in relazione al progetto formativo, ivi compresi gli aspetti relativi alla tutela della salute e della sicurezza dei partecipanti. A tal fine l’impresa designa un proprio rappresentante nel Comitato Tecnico scientifico delle istituzioni scolastiche. Inoltre, viene definita l’organizzazione didattica del percorso sperimentale e i contenuti.

Sarà altresì indicata l’articolazione della didattica in aula e sul posto di lavoro in relazione al calendario scolastico e all’orario di lavoro previsto per gli apprendisti cosi’ come il numero di ore da effettuarsi in azienda durante il periodo di svolgimento delle lezioni; definiti anche i profili di responsabilità dei tutor e le iniziative formative in loro favore e l’interazione con le famiglie. Infine, sono stabilite le procedure per la certificazione delle specifiche competenze professionali acquisite sul posto di lavoro nel corso del periodo di apprendistato.

Il percorso sperimentale
I percorsi sperimentali, nei loro aspetti educativi, formativi e contrattuali sono proposti alle famiglie e agli studenti in tempi e con modalità tali da garantire la piena consapevolezza della scelta, anche ai fini degli eventuali sbocchi occupazionali.

A tale scopo, l’istituzione scolastica, nell’ambito delle risorse assegnate, promuove presso le famiglie e gli studenti delle terze classi iniziative di informazione e diffusione atte ad assicurare la conoscenza del progetto sperimentale e delle sue finalità e delle sue concrete modalità di attuazione.

In caso di cessazione anticipata del contratto di apprendistato, per qualsiasi motivo, agli allievi è garantito il rientro nei percorsi scolastici ordinari.

Garanzia del tutor aziendale e del tutor scolastico
Per l’intera durata del “piano formativo personalizzato” si richiede la presenza di un tutor aziendale con formazione e competenze adeguate così come deve essere designato un tutor scolastico con formazione e competenze adeguate, individuato tra i docenti del Consiglio di classe.

Nei percorsi sperimentali la funzione tutoriale è rivolta alla promozione del successo formativo degli studenti-apprendisti e al raccordo tra l’istituzione scolastica e la realtà lavorativa. Si esplica nel ruolo di assistenza e guida degli studenti che seguono il percorso sperimentale e di verifica del suo corretto svolgimento, anche ai fini della certificazione delle competenze acquisite.

Stipulazione del contratto individuale di lavoro
I rapporti tra lo studente e l’impresa e i diritti e doveri che ne discendono sono regolati dallo specifico contratto individuale di apprendistato che lo studente sottoscrive ai sensi delle vigenti disposizioni legislative nazionali e regionali.

Organizzazione dei percorsi
I percorsi – che possono prevede anche il coinvolgimento di soggetti disabili – hanno una struttura flessibile, si articolano in periodi di formazione in aula e in periodi di apprendimento sul posto di lavoro, sono progettati congiuntamente dall’istituzione scolastica e dall’impresa e si attuano sulla base delle convenzioni sottoscritte. In particolare si annota come la scuola sia chiamata a redigere il “piano formativo personalizzato” per gli studenti e ad organizzare i percorsinell’ambito degli spazi di flessibilitàfino a un massimo del 35% dell’orario annuale delle lezioni concordando altresì il calendario delle attività con l’impresa.

Valutazione, certificazione e riconoscimento dei crediti
Oltre a prevedere momenti e modalità di verifica e di valutazione dei percorsi sperimentali da parte delle istituzioni preposte, si evidenzia come il periodo di apprendistato concorre alladeterminazione del credito formativo ai fini dell’ammissione agli esami conclusivi del corso di studi.

La certificazione rilasciata dalle istituzioni scolastiche a conclusione dei percorsi, è integrata dalle competenze acquisite nei periodi di apprendimento sul posto di lavoro.

Infine, ai fini dell’esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore sperimentali, vengono dettate norme specifiche in ordine alla predisposizione della terza prova scritta e si specifica che ai fini della preparazione della prova, la Commissione tiene conto dello specifico percorso sperimentale seguito dagli allievi e può avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, del tutor aziendale quale esperto designato ai sensi di legge in materia.

Fonte: Ipsoa.it

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