Fondi pensione: anticipazioni per spese sanitarie dei familiari a carico

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Le anticipazioni per spese sanitarie possono essere conseguite dall’aderente ad un fondo pensione del pubblico impiego anche per le spese sanitarie relative ai familiari fiscalmente a carico.

La Covip, nel rispondere ad un quesito posto da un fondo pensione del pubblico impiego, ha fornito parere interpretativo in materia di anticipazioni per le spese sanitarie relative al coniuge e ai figli dei dipendenti pubblici che abbiano aderito ai fondi pensione del pubblico impiego.

La necessaria premessa è che va rammentato come dipendenti privati e dipendenti pubblici siano differenziati al momento con riferimento alla previdenza integrativa dal punto di vista normativo. Mentre i dipendenti privati (e i dipendenti pubblici che aderiscano a soluzioni di previdenza individuale) rientrano nel perimetro di cui al dlgs 252/2005, per i dipendenti pubblici che aderiscano ai propri fondi collettivi di comparto trova invece applicazione ancora il dlgs 124/1993.

I principali elementi di differenziazione sono rappresentati dai profili fiscali (deducibilità entro il limite del minore tra 12 per cento e 5164,57 € con il limite del doppio del tfr), dal silenzio assenso che non si applica ancora ai dipendenti pubblici, dalle prestazioni (per i dipendenti pubblici vi è la distinzione tra pensione di vecchiaia e pensione di anzianità) e proprio dal regime delle anticipazioni.

Le differenti disposizioni in materia di anticipazioni
Per quel che riguarda i dipendenti pubblici si applica in materia di anticipazioni l’art.7, comma 4, del d.lgs. n.124 del 1993 che stabilisce che l’iscritto al fondo pensione da almeno otto anni può conseguire un’anticipazione sulla posizione maturata in relazione alla necessità di far fronte a specifiche esigenze: spese sanitarie di carattere straordinario, acquisto o interventi di ristrutturazione della casa di abitazione.

Ai sensi della predetta norma sono considerati utili, ai fini della determinazione dell’anzianità necessaria, tutti i periodi di iscrizione a forme pensionistiche complementari per i quali non sia stato esercitato il riscatto della posizione individuale. Il novero degli eventi al verificarsi dei quali è possibile richiedere anticipazioni sulla posizione maturata è stato inoltre ampliato dalla legge 8 marzo 2000 n.53 (congedi per la formazione e per la formazione continua) e dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n.141 (congedi parentali).

Per le altre categorie di aderenti il riferimento è invece rappresentato dall’11, comma 7, lett.a), del d.lgs. n.252 in base al quale l’iscritto può chiedere anticipazioni:

1. in qualsiasi momento e, dunque, a prescindere dall’anzianità di iscrizione, in misura non superiore al 75 per cento della posizione individuale per far fronte a spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche a seguito di gravissime situazioni relative all’aderente, al coniuge e ai figli (art.11 comma 7 lett.a)
2. decorsi otto anni di iscrizione, in misura non superiore al 75 per cento della posizione per acquisto della prima casa di abitazione per sé e per i figli o per la realizzazione di interventi di ristrutturazione sulla prima casa di abitazione (art.11 comma 7 lett.b)
3. sempre decorsi otto anni di iscrizione in misura non superiore al 30 per cento della posizione maturata per ulteriori esigenze dell’iscritto (art.11 comma 7 lett.c).

Concentrando l’attenzione sulla fattispecie delle spese sanitarie, mentre il dlgs 252/2005 contempla in maniera specifica lespese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative anche al coniuge e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche, identica citazione non vi è nell’art.124/193, ragione per la quale il quesito posto alla Covip riguarda la possibilità di un’interpretazione della norma relativa ai dipendenti pubblici che consenta loro di usufruire dell’anticipazione anche per le spese sanitarie relative al coniuge e ai figli, al pari dei lavoratori del settore privato.

La Risposta della Covip
La Commissione sottolinea in primo luogo come la differenza di normativa con specifico riguardo alle anticipazioni per spese sanitarie non si limiti solo alle figure del coniuge e dei figli.

In particolare, il d.lgs. n.124 del 1993 prevede come condizione per il conseguimento dell’anticipazione per spese sanitarie un’anzianità di partecipazione di almeno otto anni, laddove il d.lgs. n.252 del 2005 consente la prestazione anticipata per tale causale in qualsiasi momento della fase di accumulo.

Ulteriore differenze riguardano, poi, l’ammontare liquidabile a tale titolo, che secondo la disciplina precedente può essere pari anche all’intera posizione individuale accantonata, mentre per il d.lgs. n.252 del 2005 è limitata nel massimo al 75 per cento della posizione.

Partendo dalla ratio normativa che considera l’anticipazione per spese sanitarie come fattispecie eccezionale rispetto alla finalità propria della previdenza complementare che consiste nell’erogazione della prestazione finale di previdenza complementare, la Covip non considera ammissibile un’interpretazione estensiva della norma del d.lgs. n.124 del 1993 in analogia con la sopravvenuta normativa di cui al d.lgs. n.252 del 2005. Per individuare una soluzione non penalizzante e percorribile dal punto di vista regolamentare vengono però richiamati gli “Orientamenti in materia di anticipazioni agli iscritti ai sensi dell’art.7, comma 4, del d.lgs. n.124 del 1993”, adottati con deliberazione del 16 ottobre 2002 dalla medesima Autorità di Vigilanza.

Gli orientamenti di ottobre 2002
Con riferimento all’ipotesi di anticipazione per spese sanitarie per terapie ed interventi straordinari, la Covip reputava coerente con la disposizione normativa il riconoscimento del diritto tutte le volte in cui la spesa sanitaria gravi comunque sul reddito dell’iscritto e, dunque, anche nelle ipotesi in cui le terapie o gli interventi riguardino i familiari fiscalmente a carico dell’iscritto.

Non è da ritenersi preclusa, inoltre, anche in relazione alla tipologia e all’urgenza delle spese, la possibilità di liquidare le somme richieste a titolo di anticipazione anche prima della terapia o dell’intervento, sulla base di preventivi o altri documenti che il fondo ritenga idonei, ferma restando l’esigenza di acquisire successivamente dall’iscritto la documentazione fiscale comprovante la spesa effettivamente sostenuta.

Così come si reputa possibile comprendere nell’ambito della spesa sanitaria a fronte della quale concedere l’anticipazione le spese di viaggio e soggiorno, anche relative al familiare che presti eventualmente assistenza al lavoratore beneficiario dell’anticipazione. Con riguardo agli elementi oggettivi della causale, prosegue la Commissione, essi possono essere individuati nella necessità e nella straordinarietà delle terapie e degli interventi.

Al riguardo, ferma restando l’esigenza di un’attestazione da parte della competente struttura pubblica circa l’esigenza della terapia o dell’intervento, il requisito della straordinarietà degli stessi potrà essere apprezzato tenendo anche conto dei principi affermati dalla giurisprudenza in ordine alla concessione delle anticipazioni, per la medesima causale, sul trattamento di fine rapporto. Dovrà dunque essere valutata la sussistenza del requisito della straordinarietà in un ambito complessivo, avendo riferimento a terapie o interventi di rilievo per importanza e delicatezza dal punto di vista medico ed economico (sicché appare legittima l’esclusione dell’anticipazione per il rimborso di spese che, ancorché attinenti a terapie o interventi necessitati, risultino di importo non significativo).

Tornando allora alla Risposta a quesito la Covip, rammentando come nell’Orientamento di ottobre 2002 si ritiene che l’anticipazione per spese sanitarie può essere conseguita dall’aderente anche per le spese sanitarie relative ai familiari fiscalmente a carico, esprime l’avviso che il dipendente pubblico iscritto al fondo pensione di comparto può accedere all’anticipazione per spese sanitarie relative al coniuge e ai figli solo qualora gli stessi siano fiscalmente a carico dell’iscritto.

Fonte: Ipsoa.it

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