Ferie non godute: versamento dei contributi entro il 20 agosto

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Con i contributi di luglio, da versare il 20 agosto (termine fissato dalla consueta proroga estiva) i datori di lavoro devono tenere conto anche del versamento dei contributi per le ferie non godute dai dipendenti nel 2012.

È in scadenza il versamento dei contributi sulle ferie non godute dai dipendenti nell’anno 2012. Entro il prossimo 20 agosto i datori di lavoro, oltre al pagamento della contribuzione dovuta per il mese di luglio devono tenere conto anche dei contributi che devono essere versati per ferie non godute dai dipendenti.

Il versamento dei contributi non fa però venire meno il diritto-obbligo del lavoratore a fruire del periodo feriale previsto dalla contrattazione collettiva.

Quante ferie spettano al lavoratore
Il lavoratore per ciascun anno di servizio ha diritto a fruire di un periodo di riposo retribuito al fine di consentirgli il recupero delle energie psicofisiche.

La durata del periodo di ferie è normalmente stabilita dalla contrattazione collettiva.
A uniformare il periodo di spettanza delle ferie per tutti i lavoratori è intervenuto il D.Lgs. n.66/2003 il quale ha stabilito che la durata minima delle ferie annuali è fissata in 4 settimane, facendo salvi i trattamenti di miglior favore previsti dalla contrattazione collettiva.

Ne consegue che ove altre fonti o accordi prevedano una durata del periodo feriale superiore a quattro settimane, al lavoratore spetta il trattamento più favorevole, mentre eventuali previsioni di durata inferiore a 4 settimane devono essere considerate non più valide.

Dunque, dalla formulazione dell’articolo 10 del D.Lgs. 66/2003, il periodo di ferie, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, è pari ad:

· almeno 2 settimane, da fruirsi in modo ininterrotto nel corso dell’anno di maturazione, su richiesta del lavoratore;
· ulteriori 2 settimane, da fruirsi anche in modo frazionato, ma entro 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione, salvi i più ampi periodi di differimento stabiliti dalla contrattazione collettiva.

La retribuzione percepita durante il periodo di godimento delle ferie deve essere assoggettata a contribuzione secondo le norme comuni. Deve altresì essere assoggettata a contribuzione l’indennità sostitutiva delle ferie per i periodi di ferie, eccedenti le 4 settimane minime, monetizzati perché non goduti (si veda il D.Lgs. 2.9.1997, n.314).

Cosa accade se il lavoratore non fruisce delle ferie
La mancata fruizione delle ferie comporta conseguenze in campo contributivo in quanto alla scadenza dei 18 mesi successivi all’anno di maturazione delle ferie, devono essere versati i contributi sulla retribuzione spettante al lavoratore per le ferie non godute. La scadenza dei 18 mesi può essere prorogata in caso di sospensione legale del rapporto di lavoro (es. per malattia, maternità, ecc.), in tal caso il termine dei 18 mesi rimane sospeso per un periodo di durata pari a quello del legittimo impedimento. Il termine riprende a decorrere dal giorno in cui il lavoratore riprende l’attività lavorativa.

Inoltre la contrattazione collettiva o accordi tra le parti possono fissare un termine diverso dai 18 mesi per la fruizione del periodo di ferie.

Individuazione della scadenza per il versamento dei contributi
Qualora il CCNL o un accordo collettivo ovvero aziendale prevedano esplicitamente un termine per il godimento delle ferie, la retribuzione spettante per le ferie deve essere assoggettata a contribuzione nel mese in cui cade il termine. Nel caso in cui il termine di fruizione delle ferie non sia espressamente contenuto nella contrattazione o in un accordo tra le parti, l’INPS, in accordo con quanto previsto dalla convenzione OIL n.132/1970, che ha fissato in un anno il termine per fruire della parte ininterrotta di ferie e in 18 mesi il termine per il pagamento della parte restante, ha fissato il termine di scadenza per l’assoggettamento a contribuzione dell’indennità per ferie nel diciottesimo mese successivo al termine dell’anno solare di maturazione delle stesse.

Pertanto, nel mese di giugno 2014 si assoggetta l’indennitàper ferie non godute fino al 31.12.2012. In applicazione della deliberazione del C.d.A. dell’INPS n. 5 del 26.3.1993, l’assoggettamento a contribuzione dell’indennità per ferie non godute può essere effettuato nel mese di luglio, mese successivo a quello in cui maturano i compensi.

Come versare i contributi per ferie non godute
Per il versamento dei contributi, nel mese durante il quale è in scadenza l’obbligazione contributiva, alla retribuzione imponibile corrente deve essere sommato l’imponibile spettante per ferie non godute, ancorché tale somma non sia materialmente erogata al lavoratore e sottoporre a contribuzione l’imponibile complessivamente risultante.
Peraltro, l’individuazione del momento nel quale assoggettare a contribuzione l’indennità per ferie non godute non fa venir meno il diritto del lavoratore a fruire del periodo di ferie, che sono un diritto irrinunciabile e non monetizzabile.

Ci si trova quindi in una situazione nella quale per il medesimo evento, il datore di lavoro è tenuto a rispettare due volte l’obbligo di versamento dei contributi, una volta alla scadenza dei 18 mesi, l’altra quando in occasione della fruizione delle ferie, eroga la retribuzione corrispondente.

Poiché la contribuzione è però dovuta una sola volta, il datore di lavoro in occasione della fruizione delle ferie, può recuperare quanto ha già versato in precedenza per il periodo fruito.

Ad esempio se nel mese di luglio è stata assoggettata a contribuzione l’indennità corrispondente a 30 giorni e successivamente sono stati fruiti 5 giorni di ferie, il datore di lavoro ha diritto a recuperare la contribuzione relativa ai 5 giorni di ferie godute.

Sistemazione della posizione contributiva del lavoratore e recupero della contribuzione versate
Nel flusso Uniemens relativo al mese di luglio (ovvero al mese nel quale viene a scadenza l’obbligo di versare la contribuzione per ferie non godute), il datore di lavoro dovrà aggiungere alla retribuzione corrente del mese, anche la retribuzione per ferie non godute, ancorché non corrisposta.

Successivamente, nel mese nel corso del quale il lavoratore ha effettivamente fruito delle ferie arretrate il datore di lavoro deve pagare la retribuzione corrente e inviare il flusso Uniemens con l’indicazione della retribuzione assoggettata a contribuzione.

In tal modo però al lavoratore verrebbe accreditata due volte la retribuzione per ferie: una volta alla scadenza del versamento dei contributi l’altra nel mese di effettiva fruizione.

Per sistemare la posizione contributiva e, contestualmente recuperare la contribuzione già versata, il datore di lavoro nel mese di fruizione effettiva delle ferie deve effettuare le opportune correzioni del flusso Uniemens già inviato.

Come compilare il flusso Uniemens
Il datore di lavoro deve agire sull’elemento delle variabili retributive <VarRetributive> compilando i seguenti elementi:

· <AnnoMeseVarRetr>: Indicare l’anno ed il mese della denuncia originaria sulla quale deve agire la variabile retributiva (es. 2014-07).
· <InquadramentoLav>: Indicare gli elementi identificativi della denuncia originaria sulla quale deve agire la variabile. Qualora tali elementi siano coincidenti con quelli della denuncia corrente, l’elemento può essere omesso.
· <CausaleVarRetr> Indicare il valore “FERIE”.
· <ImponibileVarRetr> Indicare la quota di retribuzione che comporta la diminuzione dell’imponibile dell’anno di riferimento (che corrisponde alla retribuzione corrispondente alle ferie arretrate godute successivamente al pagamento dei contributi).
· <ContributoVarRetr> Indicare l’importo della contribuzione da recuperare riferita alla quota di imponibile indicata nell’alinea precedente.
Il presente intervento è frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non impegna l’Amministrazione di appartenenza.

Fonte: Ipsoa.it

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