Ferie maturate nel 2014: monitoraggio entro il 30 giugno

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La disciplina che riguarda i termini previsti per la fruizione delle ferie, obbliga i datori di lavoro ad un attento monitoraggio: entro il 30 giugno 2016 dovranno essere state godute tutte le ferie maturate nell’anno 2014. Viste le pesanti sanzioni previste in caso di inosservanza della disciplina, è necessario valutare attentamente la posizione di ciascun lavoratore e le disposizioni dettate in deroga dai contratti collettivi.

Ogni lavoratore ha diritto a un periodo feriale pari ad almeno 4 settimane, del quale la legge disciplina sia i criteri di maturazione che le regole per la fruizione. Sul datore di lavoro che grava l’onere di:

– concedere e far godere almeno due settimane di ferie entro l’anno solare di maturazione, anche consecutivamente qualora il lavoratore ne faccia espressamente richiesta;
– concedere e far godere nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione le restanti due settimane di ferie.

Entro il prossimo 30 giugno quindi i datori di lavoro sono tenuti a verificare che siano state godute tutte le ferie maturate nell’anno 2014.

Ai CCNL è data facoltà di prolungare il termine di fruizione nonché di rinviare il godimento delle ferie, purchè permanga il rispetto della natura stessa della tutela stabilita ex legis in ossequio all’ art.36 della Costituzione. In ogni caso, il termine legale di fruizione si sospende qualora si verifichi una causa di sospensione del rapporto (es. in caso di astensione obbligatoria o facoltativa per maternità o malattia di lunga durata).

Liquidazione retributiva delle ferie non godute
La “monetizzazione” delle ferie rimane possibile esclusivamente per i periodi maturati ante 29 aprile 2003, oltre che per le eventuali ore di ferie stabilite dai CCNL in aggiunta a quelle legali, mentre non è più ammessa per le quattro settimane, che il lavoratore deve necessariamente godere.

Unica eccezione sono i contratti a tempo determinato di durata inferiore ad un anno, per i quali è ammessa la corresponsione del corrispettivo per le ferie non godute anche mensilmente.

È implicito poi che è possibile procedere al pagamento delle ferie non godute per risoluzione del rapporto di lavoro, a prescindere dalla causale della cessazione.

Cessione ferie a colleghi
Dallo scorso 24 settembre è stata introdotta la possibilità per i lavoratori di cedere riposi e ferie, a titolo gratuito, ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, che svolgono mansioni di pari livello e categoria e si trovino nella condizione di dover assistere figli minori affetti da malattie che necessitino di cure costanti.

La definizione della misura, delle condizioni e delle modalità per l’effettiva possibilità di disporre la cessione sono affidate ai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro. La previsione riguarda le ferie e i riposi che eccedono i limiti i minimi imposti dalla legge a tutela della salute psicofisica del lavoratore.
Obbligo contributivo e sanzioni

La mancata fruizione delle ferie nei termini stabiliti dalla norma, espone il datore di lavoro ad una sanzione che va da € 100 a € 600 per ciascun lavoratore cui è riferita la violazione. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero si è verificata per almeno due anni, la sanzione amministrativa va da 400 a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero si è verificata per almeno quattro anni, la sanzione amministrativa è da 800 a 4.500 euro.

Fonte: Ipsoa.it

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