Ferie 2012: scatta l’obbligo contributivo se non godute entro il 30 giugno

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Entro il prossimo 30 giugno i datori di lavoro sono obbligati a verificare l’avvenuto godimento delle ferie maturate nell’anno 2012 e, in caso contrario, ad adempiere comunque al relativo versamento contributivo.

Il D.Lgs. n.213/2004, nel riscrivere la disciplina relativa al godimento delle ferie spettanti ai lavoratori subordinati, ha rafforzato ulteriormente il principio di irrinunciabilità del diritto al godimento delle ferie, quale istituto di garanzia a tutela della salute psicofisica e del giusto equilibrio tra vita personale ed impegno professionale del lavoratore. Con questo obiettivo il legislatore ha posto in capo ai datori di lavoro due vincoli collegati tra loro ed imprescindibili:

· l’obbligo di concedere e far godere almeno due settimane di ferie entro l’anno solare di maturazione ed in maniera continuativa in caso di richiesta specifica del lavoratore in tal senso.
I CCNL possono ridurre il limite delle due settimane per cui è obbligatorio il godimento infrannuale, purchè tale riduzione non sia tale da vanificare la funzione della previsione normativa; nell’ipotesi di lavoratore assunto in corso d’anno va preso in esame l’anno effettivo di maturazione delle ferie, in relazione alla data di assunzione, e non l’anno solare. La richiesta di consecutività da parte del lavoratore deve essere presentata al datore di lavoro tempestivamente e quest’ultimo è obbligato a soddisfarla, compatibilmente con le esigenze dell’attività d’impresa.

· l’obbligo di concedere e far godere nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione le restanti due settimane di ferie, salvo condizioni di miglior favore stabilite dai CCNL. Questi ultimi infatti possono prolungare il termine di fruizione e rinviare il godimento delle ferie, purchè entro un limite tale da non snaturare la tutela stabilita ex legis. La mancata fruizione nei 18 mesi successivi del maggior periodo feriale eventualmente stabilito dalla contrattazione collettiva non è sanzionabile.

Qualora si verifichi una sospensione del rapporto di lavoro, ad esempio in caso di astensione obbligatoria o facoltativa per maternità o di malattia di lunga durata, che comporti la concreta impossibilità di far fruire al dipendente nei termini di legge le ferie minime, le stesse potranno essere godute in un momento successivo, individuato contemperando le esigenze dell’impresa e gli interessi del lavoratore.
E’ corretto dunque sostenere che il termine di fruizione si sospende per un periodo pari a quello dell’impedimento occorso.

Liquidazione retributiva delle ferie non godute
La “monetizzazione” delle ferie rimane possibile esclusivamente per i periodi maturati ante 29 aprile 2003 oltre che per le eventuali ore di ferie stabilite dai CCNL in aggiunta a quelle legali, mentre non è più ammessa per le quattro settimane, che il lavoratore deve necessariamente godere.

Unica eccezione sono i contratti a tempo determinato di durata inferiore ad un anno, per i quali è ammessa la corresponsione del corrispettivo per le ferie non godute anche mensilmente.
E’ implicito poi che è possibile procedere al pagamento delle ferie non godute per risoluzione del rapporto di lavoro, a prescindere dalla causale della cessazione.

Obbligo contributivo e sanzioni
In sostanza dunque il datore di lavoro ed i lavoratori devono entro il 30 giugno 2014 completare l’effettiva fruizione di tutte le ferie maturate nell’anno 2012.

In caso contrario, scatta l’obbligo di versamento della contribuzione all’Inps: l’importo dei contributi relativi al compenso spettante per le ferie non godute va aggiunto a quello corrispondente alla retribuzione del mese successivo a quello di scadenza delle stesse, dunque del mese di luglio, e il relativo versamento va eseguito entro il 16 agosto.
Questo sempre in attesa di concedere ai lavoratori le ferie residue scadute, che restano oggetto di eventuale indennità sostitutiva al termine del rapporto di lavoro. Ciò non vuol dire che al 30 giugno di ogni anno si azzerano le ferie maturate oltre 18 mesi prima, ma soltanto che sorge un obbligo contributivo del versamento all’Inps, in attesa della fruizione delle ferie da parte del lavoratore.

All’atto della effettiva fruizione delle ferie, il datore di lavoro assoggetta a contribuzione l’intera retribuzione del mese nel quale vengono fruite le ferie arretrate e porta a conguaglio nel quadro D del modello DM10/2 l’importo dei contributi versati relativi al compenso sostitutivo divenuti indebiti utilizzando il codice L480, indicando la retribuzione imponibile nei quadri B-C del mod. DM10/2 con il codice H400 se la fruizione avviene nello stesso anno in cui si è assolto il corrispondente obbligo contributivo, H500 se oltre.

A prescindere dall’adempimento contributivo, la mancata fruizione delle ferie nei termini stabiliti dalla norma, espone il datore di lavoro ad una sanzione non diffidabile che va da € 200 a € 1.200 per ciascun lavoratore cui è riferita la violazione.

 Riepilogo scadenze

Fonte: Ipsoa.it

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