False partite IVA: l’lNAIL interviene sulle novità della riforma

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Intanto occorre ricordare che la legge 92/2012 ha introdotto l’articolo 69 bis al decreto legislativo 276/2003; peraltro, la legge 134/2012 ha apportato ulteriori modifiche al predetto articolo.

In buona sostanza, con la Riforma Fornero, il legislatore ha introdotto alcune presunzioni che, salvo prova contraria, comportano che vengono considerati rapporti di collaborazione coordinata e continuativa quelle prestazioni svolte da titolari di partita IVA che registrano almeno due delle seguenti condizioni:

1) che la prestazione presso il medesimo committente abbia una durata complessiva superiore a 8 mesi annui per due anni consecutivi. Viene precisato che tale periodo va individuato nell’ambito di ciascun anno civile dal 1° gennaio al 31 dicembre e deve essere almeno pari a 8 mesi annui, ovvero 241 giorni, anche non continuativi, per due anni consecutivi. Tale presupposto – sottolinea l’Istituto – potrà realizzarsi solo a decorrere dai periodi 1° gennaio-31 dicembre degli anni 2013 e 2014. La verifica potrà essere quindi effettuata una volta maturati i due anni indicati dalla normativa in materia e quindi solo dal 2015;

2) che il corrispettivo annuo derivante dalla suddetta collaborazione, anche se fatturato a più soggetti ma che siano riconducibile allo stesso centro di imputazione di interessi, costituisca più dell’80% del fatturato dei corrispettivi annui percepiti dal collaboratore nell’arco di due anni solari complessivi consecutivi. Si considerano a tal fine i soli corrispettivi fatturati, a prescindere dall’eventuale incasso, derivanti da prestazioni autonome. Vanno escluse eventuali somme percepite per prestazioni di lavoro subordinato, di lavoro accessorio o di altra natura. La verifica va effettuata nel biennio solare decorrente dal 18 luglio 2012. Si tratta di due periodi di 365 giorni non coincidenti necessariamente con il biennio civile. Qualora si intenda far valere tale condizione unitamente a quella concernente la durata della prestazione professionale, l’Inail ritiene che il criterio dell’anno civile – adoperato in relazione alla durata superiore a 8 mesi annui per due anni consecutivi – attragga necessariamente anche il criterio reddituale. In altri termini, poiché, in tal caso, occorre prendere in considerazione, ai fini della durata, i periodi dal 1° gennaio al 31 dicembre di due anni consecutivi, gli anni solari considerati ai fini reddituali dovranno necessariamente coincidere con i citati periodi. Anche in questa ipotesi la verifica potrà essere effettuata solo decorsi i due anni indicati dalla normativa in materia;

3) che il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.Tale condizione si realizza quando la postazione sia a disposizione negli archi temporali utili alla realizzazione di una delle altre condizioni viste in precedenza. Pertanto, per i primi due presupposti, la verifica potrà essere fatta solo a posteriori, una volta che siano trascorsi i due anni stabiliti dall’articolo 69 bis. La condizione relativa alla presenza di una postazione fissa, invece, se da un lato potrà essere verificata immediatamente, dall’altro non potrà far conseguire alcun effetto perchè da sola non consente l’operatività della presunzione di legge.

Conseguentemente, il momento a partire dal quale si potrà effettuare una verifica anche da parte dei lavoratori interessati, dipenderà dalla combinazione delle diverse condizioni previste.

L’Inail propone un esempio: se si farà valere la postazione fissa e il fatturato di oltre l’80%, la prima verifica potrà essere fatta non prima del 18 luglio 2014, data di scadenza dei due anni solari previsti dalla legge. Se invece, le condizioni sono la durata della collaborazione e la postazione fissa, oppure la durata della collaborazione e il fatturato, la prima verifica non potrà essere effettuata prima del 2015, atteso che il biennio interessato sarà il 2013/2014.

Gli scenari possibili che si prefigurano in tali casi sono quelli derivanti dall’applicabilità delle norme relative alle collaborazioni di cui agli articoli 61 e seguenti del D.Lgs 276/2003.

Conseguentemente, in presenza di un progetto, si applica integralmente la relativa disciplina, ma in assenza del progetto, ai sensi dell’articolo 69, il rapporto viene convertito in un contratto di lavoro subordinato.

Rimangono tuttavia escluse dalla presunzione:
– Le prestazioni di elevate competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze nell’esercizio concreto dell’attività;
– Che siano svolte da soggetto titolare di un reddito annuo di lavoro autonomo di almeno 1,25 il minimale contributivo per gli iscritti alla gestione commercianti INPS. Per il 2013 tale importo è pari a euro 19.196 (Circ. Inps 24/2013).

Si tratta di requisiti che, al fine di consentire l’esclusione, debbono operare congiuntamente.

La presunzione non opera inoltre per le prestazioni svolte nell’esercizio di attività professionali il cui svolgimento è subordinato all’iscrizione ad un ordine professionale, ovvero in registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati.
A tal fine, il Ministero del Lavoro ha adottato il 20 dicembre scorso un decreto che individua le attività rientranti nella deroga.

In particolare, sono esclusi oltre alle professioni ordinistiche, tutte quelle attività che richiedono un controllo dell’amministrazione pubblica o da federazioni sportive e la cui iscrizione prevede il superamento di un esame ovvero una valutazione dei requisiti per l’esercizio dell’attività da parte dell’organo preposto (es. artigiani).
Il Decreto prevede che non consente l’esclusione la mera iscrizione nel registro delle imprese ai fini dichiarativi.

I contratti già stipulati che non registrano i requisiti previsti dalla norma cessano di produrre effetti il 18 luglio 2013.
Per quanto attiene all’obbligo assicurativo ed al relativo premio dovuto all’Inail, la circolare evidenzia che in presenza di prestazioni autonome convertite in collaborazioni coordinate e continuative a progetto, l’obbligo assicurativo è assolto secondo le condizioni previste per i lavoratori parasubordinati ossia se sussistono i requisiti oggettivi e soggettivi per l’applicazione dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro.

Per la determinazione del premio assicurativo, il calcolo deve essere effettuato applicando il tasso di rischio relativo all’attività assicurata al compenso corrisposto secondo il principio di cassa.
In ogni caso, occorre tenere conto dei minimali e massimali annualmente fissati dall’Istituto; ricordiamo che per i lavoratori parasubordinati i minimali e massimali operano su base mensile e quindi anche un solo giorno nel mese comporta l’applicazione del minimale previsto.

A tal fine, è utile evidenziare che tali elementi sono contenuti nella circolare INAIL n.42 del 5 settembre 2012 avente per oggetto “Rivalutazione del minimale e del massimale di rendita a decorrere dal 1° gennaio 2012″; sull’obbligo assicurativo relativo alle collaborazioni a progetto, invece, l’Inail è intervenuto con la circolare 13 del 19 febbraio 2013.

Fonte: Giuseppe Buscema – Il Quotidiano Ipsoa

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