Esodati, sesta salvaguardia: beneficiari e requisiti

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Ridefinizione e ampliamento della platea dei lavoratori beneficiari della salvaguardia pensionistica: queste, in sintesi, le novità contenute nella legge n.147/2014, pubblicata in Gazzetta Ufficiale. La domanda di salvaguardia dovrà essere presentata entro il 5 gennaio 2015.

La legge n.1472014 , pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 22 ottobre 2014, n. n.246, disciplina la sesta salvaguardia degli “esodati”, allargando la platea dei beneficiari e interviene sui contingenti delle precedenti salvaguardie.

Per coprire i maggiori oneri derivanti dalla manovra di ampliamento, si fa ricorso, in buona misura, alle risorse stanziate per altre salvaguardie degli ultimi anni in quanto rimaste in parte non utilizzate.

Secondo i dati diffusi dalla Camera, in particolare, la riduzione delle precedenti platee è pari a 24.000 lavoratori, per cui il saldo attivo risultante dalla legge in commento sarebbe di 8.100 lavoratori (32.100 previsti meno 24.000 lavoratori derivanti dalla riduzione delle platee previste da precedenti salvaguardie), portando il numero dei lavoratori complessivamente salvaguardati a 170.100.

A seguire una lettura sistematica delle novità con l’obiettivo di tracciare il “quadro dei contingenti” che non sempre risulta di facile ed immediata lettura e comprensione.

Riduzione del contingente la salvaguardia n.2
Un primo intervento va a colpire il d.l. n.95/2012 (conv. in legge n.135/2012 sulla salvaguardia n.2) in considerazione del limitato utilizzo delle disposizioni stesse finalizzate a regolare l’accessoal pensionamento (con conseguente riduzione anche dell’onere economico a tale fine stanziato).

In particolare si prevede:

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Si annota che la categoria dei soggetti in parola va a sostituirsi, quale beneficiaria della salvaguardia, ai soggetti collocati in mobilità sulla base di accordi stipulati in sede governativa anteriormente al 31.12.2011 e che maturino il diritto di accesso al pensionamento secondo le “vecchie” regole, entro il periodo di fruizione della mobilità.
Riduzione della salvaguardia n.4.

Un secondo intervento incide, invece, sul d.l. n.102/2013 (salvaguardia n.4), sempre in considerazione del limitato utilizzo delle norme, nel senso di ridurre il numero complessivo dei soggetti ammessi alla salvaguardia: si scende dalle 6500 unità previste a sole 2500, con conseguente riduzione degli oneri economici a tale fine annualmente stanziati.

Nello specifico si tratta dei lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto entro il 31-12-2011, in ragione della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro medesimo oppure, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter c.p.c. o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Estensione della platea dei salvaguardati: i nuovi 32.100
Il “rinnovato” quadro dei contingenti ai quali si applicano le disposizioni sui requisiti pensionistici e sulle decorrenze per l’accesso al pensionamento, vigenti prima dell’entrata in vigore del D.L. n. 201/2011, appare dunque come segue :

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Il trattamento pensionistico non può avere decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore della legge in esame e i sopra elencati benefici pensionistici sono riconosciuti nel limite di 32.100 soggetti ed entro i limiti massimi di spesa fissati annualmente dal 2014 al 2022: i due parametri – limite numerico massimo e limite di spesa – fungono dunque da vincolo alle descritte norme.

Operativamente, a carico degli interessati, viene previsto che la domanda di salvaguardia sia presentata entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (entro il 5 gennaio 2015) secondo le specifiche procedure previste per ciascuna categoria di beneficiari e gia’ stabilite con precedenti provvedimenti. All’Inps è affidata l’attività di monitoraggio al fine di stabilire l’eventuale superamento del numero massimo di domande ammissibile alla salvaguardia.

Fonte: Ipsoa.it

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