DURC online: tempi lunghi per il decreto attuativo del Jobs act

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L’ambizioso progetto del DURC online secondo le previsioni del Jobs Act è ancora lontano dalla sua pratica realizzazione. Il decreto attuativo che, di fatto, è chiamato a dare corpo alle norme del decreto di marzo 2014 non è stato ancora emanato e, dunque, la disciplina in esso prevista rimane ancora sulla carta.

Il cammino delle riforme si presenta ancora lungo.
Nel D.l. n.34 del marzo scorso (art.4) è stata inserita una importante norma concernente la “ipersemplificazione” del Durc, un passaggio significativo per tutti i datori di lavoro ai quali sara’ consentito accedere ed acquisire il documento di regolarità contributiva con modalità esclusivamente telematiche che consentiranno di ridurre i tempi di consultazione e di rilascio.

Una novità di non poco conto se si considera che oggi la procedura concernente il Durc ha un peso notevole sulla operatività delle imprese che spesso hanno necessità di “muoversi” in tempi brevi sia per restare sul mercato, ma anche a salvaguardia dei lavoratori.

Ma ancora nulla è cambiato rispetto al periodo antecedente il d.l. n.34.
Infatti, il decreto legge n.34 ha previsto che l’attuazione concreta delle nuove norme è subordinata alla pubblicazione di un decreto attuativo che deve dare corpo alla parte “tecnica”. Decreto interministeriale che, decorsi dodici mesi dalla entrata in vigore, sarà oggetto di una relazione presentata dal Ministero del lavoro al Parlamento.

Ricordiamo brevemente le disposizioni previste dal d.l. n.34 convertito in legge n.78 del maggio u.s.: chiunque vi abbia interesse, verifica con modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale la regolarità contributiva nei confronti dell’INPS, dell’INAIL e, per le imprese tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia, nei confronti delle Casse edili: linterrogazione telematica è ad effetto immediato ed automatico.

Le risultanze dell’interrogazione telematica hanno una validità di 120 decorrenti dalla data di acquisizione andando così a sostituire il Durc come oggi conosciuto.

Ma la operatività del Durc, come detto, è tutta rimessa ad un emanando decreto del Ministero del lavoro, rilasciato di concerto con il MEF, e, per i profili di competenza, con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, sentiti l’INPS, l’INAIL e la Commissione nazionale paritetica per le Casse edili , che doveva essere necessariamente emanato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge.

Data prevista per l’emanazione del decreto: 19 maggio 2014, ampiamente superata.

I contenuti dell’emanando decreto attuativo
Con il Decreto saranno definiti i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica nonché le ipotesi di esclusione.
Nello specifico il decreto è ispirato ai seguenti criteri:

a) la verifica della regolarità in tempo reale riguarda i pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive, e comprende anche le posizioni dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto che operano nell’impresa;
b) la verifica avviene tramite un’unica interrogazione presso gli archivi dell’INPS, dell’INAIL e delle Casse edili che, anche in cooperazione applicativa, operano in integrazione e riconoscimento reciproco, ed è eseguita indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare;
c) nelle ipotesi di godimento di benefici normativi e contributivi sono individuate le tipologie di pregresse irregolarità di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro da considerare ostative alla regolarità, ai sensi dell’articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n.296.

L’interrogazione telematica assolve all’obbligo di verifica della inesistenza di violazioni gravi accertate nei confronti dei soggetti che partecipano alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi.

Dalla data di entrata in vigore del decreto sono abrogate tutte le disposizioni di legge incompatibili con i contenuti del d.l. n.34.

è prevista inoltre la facoltà di aggiornamento della decretazione di secondo livello, in qualsiasi momento essa venga a rendersi necessaria tenuto conto delle modifiche normative o della evoluzione dei sistemi telematici di verifica della regolarità contributiva.

Il comma 5 dell’art.4, invece, contiene una norma di armonizzazione del regime di intervento sostitutivo per le amministrazioni pubbliche che erogano sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici di qualunque genere alle imprese, a fronte di un Durc che attesti la irregolarità contributiva dell’interessato.

Da annotare, infine, come il comma 6 dell’art.4 contenga una norma sulla invarianza di spesa: nello specifico si prevede che il sistema informativo che attua la semplificazione introdotta deve essere realizzato e reso operativo senza nessun incremento di spese per l’erario, in quanto le amministrazioni pubbliche coinvolte (Inps, Inail e Ministero del lavoro) dovranno provvedervi con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili al momento dell’entrata in vigore del decreto-legge e, in ogni caso, nella piena invarianza di spese, vale a dire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Fonte: Ipsoa.it

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