DURC online: come funzionerà

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Dal prossimo mese di luglio partirà la nuova procedura di rilascio on-line del DURC. Il nuovo sistema vede coinvolti, oltre al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, INPS, INAIL e Casse Edili e consentirà di ottenere, in tempo reale, un documento valido 120 giorni. Il rilascio avverrà attraverso una interrogazione degli archivi. Numerose le novità, tra le quali la possibilità di regolarizzazione estesa a casi finora esclusi. L’INPS, con riferimento all’attuale procedura, avverte che nel corso della terza decade del mese di maggio 2015 verranno riavviate le operazioni di spedizione dei preavvisi di irregolarità.

La nuova procedura relativa al documento unico di regolarità contributiva è oramai cosa fatta. È infatti, in fase di adozione il decreto ministeriale attuativo dell’articolo 4 del decreto legge 20 marzo 2014, n.34, convertito dalla legge 16 maggio 2014, n.78, la cui pubblicazione è prevista all’inizio di giugno.

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha annunciato ieri 21 maggio, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i rappresentanti degli istituti previdenziali interessati, che dal prossimo luglio partirà la nuova procedura di rilascio on-line ed in tempo reale del Durc.

La procedura sarà resa possibile attraverso procedure informatiche che vedranno coinvolte, oltre al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, INPS, INAIL e Casse Edili e consentirà di ottenere un documento valido 120 giorni, utilizzabile in tutti casi previsti senza necessità di richiedere una nuova emissione.

È stato altresì sottolineato che sarà possibile utilizzare un DURC ancora valido, sebbene richiesto da altri soggetti, scaricabile liberamente da internet.

Numerose le modifiche in arrivo.
Verrà sostanzialmente accantonata l’attuale procedimento di rilascio del certificato che prende le mosse da una istanza del richiedente, cui segue una istruttoria e quindi l’emissione del documento.

Il nuovo sistema semplifica tale modalità in quanto non occorrerà più attendere 30 giorni, così come prevede il D.M.24 ottobre 2007 (trascorso tale termine, salva sospensione nei casi previsti, scatta il silenzio assenso).
Il rilascio dovrà avvenire in tempo reale attraverso una interrogazione degli archivi.

È chiaro che tale procedura può incontrare un limite: archivi che non corrispondono alla effettiva situazione di regolarità esistente.

A tal fine va ricordato che il D.L. n.34/2014 mantiene la possibilità di regolarizzazione entro 15 giorni, così come già previsto dall’attuale disciplina, per la quale il Ministero assicura che l’invito verrà effettuato entro 72 ore.
Non solo, la regolarizzazione viene estesa anche ai casi finora ritenuti dal Ministero del Lavoro, dall’INPS e dall’INAIL esclusi e cioè quelli relativi al DURC con una data precisa, ovvero quella indicata da coloro che concorrono in pubblici appalti. In particolare, si tratta della regolarità indicata nella dichiarazione sostitutiva relativa al requisito di cui all’articolo 38, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163 e in tutti i casi in cui in luogo del DURC è prevista l’acquisizione della dichiarazione sostitutiva .

Peraltro, va segnalato che la giurisprudenza amministrativa ha ritenuto in diversi casi applicabile tale regolarizzazione anche in tali casi a seguito delle modifiche in materia di DURC contenute nell’articolo 31 del D.L. 69/2013.
Oltre alle novità relative alle modalità di richiesta del DURC attraverso una semplice interrogazione ed alla regolarizzazione entro 15 giorni estesa alle autocertificazioni in materia di appalti pubblici, l’altra importante novità riguarda la data di riferimento ai fini della verifica della regolarità. È previsto che occorre fare riferimento ai pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive e comprende anche le posizioni dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto che operano nell’impresa. Attualmente, invece, non è previsto che la verifica della regolarità riguardi una data specifica e quindi gli enti procedono alle verifiche all’atto dell’istruttoria.

Va peraltro evidenziato che la procedura che consentirà il rilascio immediato del DURC è stata già predisposta nel mese di agosto dello scorso anno dalla Commissione nazionale paritetica per le Casse edili con una comunicazione inviata alle sedi ed alle associazioni nazionali della categoria ai primi di agosto scorso.

La CNCE ha annunciato infatti l’avvio del Sistema Informativo della Regolarità Contributiva Edile (sarà conosciuto con l’acronimo SIRCE), quale procedura prevista dall’articolo 4 del D.L. n.34/2014.

Si tratta della realizzazione di un sistema informativo nazionale per la verifica della Regolarità Contributiva Edile in grado di effettuare uno scambio dei dati con i Portali che verranno approntati a tale scopo da parte degli Istituti pubblici.
Attraverso un’autorizzazione, tutte le Casse edili ma anche gli interessati, potranno verificare la posizione contributiva di ogni impresa presente nella banca dati.

Mentre il nuovo DURC sta per arrivare da un punto di vista regolamentare (ma occorre attendere la pubblicazione ed entrata in vigore del decreto), l’INPS interviene in materia di DURC on line ai fini della fruizione di benefici contributivi.
A tal fine, l’INPS ha fornito indicazioni alla sedi sulle verifica della regolarità con il messaggio n. 3454 del 21 maggio 2015, in vista del prossimo rilascio del nuovo sistema di gestione.

L’Istituto si preoccupa di rendere quanto più affidabili possibile gli archivi in vista dell’imminente rilascio della nuova procedure di gestione del DURC on line e comunica che sono in corso di ultimazione le operazioni di controllo della regolarità ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi e che nel corso della terza decade del mese di maggio 2015, terminato il predetto aggiornamento, verranno riavviate le operazioni di spedizione dei preavvisi di irregolarità ai fini della fruizione dei citati benefici normativi e contributivi.

Per la gestione delle irregolarità dei datori di lavoro rinvia ai messaggi n.2889, 5192 e 9152 del 2014.
Si tratta di una procedura che era stata avviata lo scorso anno e che in buona sostanza era rimasta ferma da maggio 2014.

Ora quindi riprende la verifica e l’INPS comunica che nei confronti dei datori di lavoro – individuati tramite matricola aziendale – che risulteranno regolari alla data del controllo, i sistemi informativi centrali attiveranno la segnalazione di sussistenza dei presupposti di regolarità contributiva per l’accesso alla fruizione dei predetti benefici normativi e contributivi.

In particolare, all’interno del Cassetto previdenziale aziende, sarà generato un semaforo verde in relazione ai mesi di maggio, giugno, luglio e agosto 2015.

Il messaggio sottolinea che l’invio del preavviso interesserà le matricole aziendali che risultano attive nel mese di maggio 2015 e che presentano situazioni di irregolarità (semaforo rosso) accertate a partire da gennaio 2008 e tuttora sussistenti.

Saranno considerate in regola con segnalazione mediante semaforo verde, anche nei casi di irregolarità (semaforo rosso) rilevate nei mesi pregressi ma che non siano state oggetto del precedente preavviso.

Va ricordato che come previsto dall’articolo 31 del D.L. 69/3013 e precisato nel messaggio INPS n.5192/2014, il preavviso di irregolarità viene inviato tramite PEC all’intermediario delegato; nell’ipotesi in cui non sia disponibile l’indirizzo PEC dell’intermediario delegato, il preavviso viene inviato all’indirizzo PEC del datore di lavoro o, in mancanza, del suo titolare/legale rappresentante; in mancanza di indirizzo PEC, la comunicazione viene spedita all’azienda con Raccomandata A/R. In futuro, tuttavia, il messaggio INPS n.3454/2015 cambia le modalità di invio del preavviso che sarà prioritariamente spedito all’indirizzo PEC del datore di lavoro ovvero del titolare/legale rappresentante e, solo in mancanza dei predetti indirizzi, all’indirizzo PEC dell’intermediario delegato.

Fonte: Ipsoa.it

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