DURC irregolare: autocertificazione e preavviso di regolarità

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L’INPS ribadisce che il preavviso di irregolarità contributiva non si applica nel caso dell’autocertificazione rilasciata in sede di partecipazione a pubblici appalti. La questione però è tutt’altro che chiara. L’auspicio è che venga al più presto adottato il decreto attuativo in materia di DURC.

La conferma della posizione INPS è contenuta nel messaggio n.6756 del 2 settembre 2014.
La questione prende le mosse dalla sentenza n. 4862014, depositata l’8 aprile scorso, del Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto che ha accolto il ricorso di un’impresa che aveva ricevuto dall’INPS un DURC irregolare.

La sentenza n.486/2014 del TAR Veneto
La vicenda verteva sul fatto che l’istruttoria che ha portato al rilascio del documento – ad avviso del ricorrente – fosse viziata.

In particolare, secondo il TAR Veneto, occorreva tenere conto delle modifiche contenute nel Decreto del Fare nel quale è previsto che “in caso di mancanza dei requisiti per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (che le stazioni appaltanti debbono acquisire d’ufficio, attraverso strumenti informatici, ai fini della verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al requisito di cui all’art.38, I comma, lett. “i” del codice dei contratti: cfr. il precedente IV comma) “gli Enti preposti al rilascio, prima dell’emissione del DURC….invitano l’interessato……a regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a quindici giorni, indicando analiticamente le cause della irregolarità” (cfr. art.31, comma 8 D.L n.69/2013 convertito dalla legge n.98/2013).

L’INPS, conseguentemente, avrebbe dovuto preavvisare l’irregolarità e dunque assegnare 15 giorni all’impresa affinché potesse essere messa nelle condizioni regolarizzare la posizione, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.

La posizione dell’INPS
Col messaggio in commento, l’Istituto mantiene ferma la propria posizione confermando l’orientamento secondo il quale il preavviso di irregolarità non possa applicarsi ai casi di verifica dell’autocertificazione rilasciata in sede di partecipazione alla gara d’appalto, prevista dall’articolo 38 del D.Lgs.163/2006.

In particolare, secondo l’INPS il preavviso di accertamento negativo non si rende applicabile “sul presupposto fissato dalla normativa di cui all’art.48 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n.445, che in tema di dichiarazioni sostitutive prevede che quanto dichiarato corrisponda al vero e dispone espressamente l’applicazione di sanzioni penali”.
Ciò perché il requisito deve ritenersi sussistente al momento in cui la dichiarazione è resa, non potendo consentirsi che lo stesso possa perfezionarsi in un momento successivo attraverso l’invito a regolarizzare previsto, diversamente, per tutte le altre ipotesi di Durc.

Va evidenziato che tale interpretazione è analoga peraltro a quella dell’INAIL (cfr. circ.532013)
A conforto di tale orientamento l’Istituto conclude evidenziando che il Ministero del Lavoro, appositamente interessato al riguardo, con nota del 19/08/2014 prot. 37/0014591/MA007.A001 della Direzione Generale per l’Attività Ispettiva, ha chiarito che, in assenza di un più uniforme orientamento giurisprudenziale, gli Istituti possono continuare ad operare come di consueto effettuando una verifica della regolarità contributiva alla data di presentazione della autodichiarazione.

Considerazioni conclusive
La questione è tutt’altro che chiara, in quanto in effetti la previsione contenuta nell’articolo 31, comma 8, del D.L. 69/2013 – da una lettura asettica – appare assumere una valenza generale.

Va peraltro ricordato che rimane in vigore la previsione dell’articolo 8, comma 3 del D.M. 24 ottobre 2007 in cui è previsto che “Ai soli fini della partecipazione a gare di appalto non osta al rilascio del DURC uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun Istituto previdenziale ed a ciascuna Cassa Edile. Non si considera grave lo scostamento inferiore o pari al 5% tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascun periodo di paga o di contribuzione o, comunque, uno scostamento inferiore ad € 100,00, fermo restando l’obbligo di versamento del predetto importo entro i 30 giorni successivi al rilascio del DURC. “.

Conseguentemente, in una lettura del combinato disposto delle diverse discipline in materia, il compito dell’interprete non è certamente agevole e dunque la questione rischia di spostarsi in contenzioso.

Certamente a superare tale criticità l’auspicio è che venga al più presto adottato il decreto attuativo in materia di DURC previsto dall’articolo 4 del decreto legge 21 marzo 2014, n.34, convertito dalla legge 16 maggio 2014, n.78.
Tra i principi indicati, risulta espressamente l’applicabilità anche ai fini della verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al requisito di cui all’articolo 38, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e in tutti i casi in cui in luogo del DURC è prevista l’acquisizione della dichiarazione sostitutiva.

Viene infatti previsto che non rileva la data alla quale l’interessato ha dichiarato di essere in regola ai fini contributivi e assicurativi ovvero la data in cui la dichiarazione è stata resa dall’interessato.

Tale provvedimento attuativo, come si legge nel messaggio INPS del 2 settembre scorso, ma anche dal recente avvio della nuova procedura delle Casse edili SIRCE, è oramai in fase di definizione.

In attesa, in ogni caso, l’INPS proseguirà con le procedure già utilizzate dagli uffici, ovvero non preavvisando l’accertamento negativo nei casi di verifica delle autocertificazioni relative alle partecipazioni a gare d’appalto.
Unica eccezione è rappresentata dalla previsione che disciplina il rilascio del Durc, in presenza di certificazione dei crediti, ai sensi dell’art. 13 bis, comma 5, del decreto legge 7 maggio 2012, n. 52 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 2012, n.94 (circolare INPS n.16 del 30 gennaio 2014).

Fonte: Ipsoa.it

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