Disabili: esonero dalla base di computo senza contributo esonerativo

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Confindustria chiede al Ministero del lavoro chiarezza circa la corretta applicazione della norma sull’esonero dalla base di computo del personale adibito a lavorazioni classificate con rischio Inail pari o superiore al 60 per mille. Le aziende hanno riscontrato, infatti, comportamenti da parte dei competenti Servizi non omogenei e ritenuti difformi rispetto alla legge.

Confindustria ha avanzato richiesta di chiarimenti al Ministero del lavoro in ordine alla corretta applicazione della norma contenuta nella legge sul collocamento obbligatorio (legge n.68/99, art.5, comma 2) concernente l’esclusione dalla base di computo del personale adibito a lavorazioni classificate con rischio Inail pari o superiore al 60 per mille e da conto della risposta formulata dal Ministero del lavoro rilasciando una circolare dalla quale si può ricostruire la questione.

Il problema sollevato da Confindustria
[blockquote style=”3″]La criticità che segnala Confindustria all’attenzione del Ministero del lavoro è la seguente:
La norma richiamata è stata interpretata da una ristretta minoranza di Regioni come una ipotesi di esonero parziale, a fronte di una generale posizione delle Province e del Ministero del lavoro che hanno formalmente qualificato la fattispecie come esclusione dalla base di computo.[/blockquote]

Si veda nello specifico il Decreto direttoriale n.345 del 17 settembre 2013 e la nota operativa del 22 dicembre 2013 laddove si da conto, ai fini del prospetto informativo, che la procedura informatizzata escluda automaticamente il personale in questione dalla base di computo, su indicazione del datore di lavoro: pertanto, la base di computo sulla quale la procedura informatizzata ha calcolato l’aliquota d’obbligo e le eventuali scoperture sconta l’automatica esclusione di questo personale.

Confindustria richiama anche le indicazioni contenute nel documento Ministeriale “Prospetto Informativo L.68/99 Modelli e regole Versione Gennaio 2014” (in particolare, pagina 18; e ancora: si v. allegato tecnico, rev. 010 – UNIPI – Allegato B – Classificazioni UNIPI, relativo alle categorie escluse, dove, alla riga 39, con il numero di riferimento 0025, vengono indicati i “Lavoratori con premio Inail pari o sup. al 60xmille). Su dette basi, sottolinea Confindustria, le imprese hanno valutato se chiedere o meno l’esoneroparziale (oneroso) in riferimento alle particolari condizioni che legittimano la concessione di questo beneficio: in particolare, il personale “a rischio pari o superiore al 60 per mille” non viene preso in considerazione dalla procedura nella fase dell’eventuale esonero parziale, in quanto era stato considerato ai fini della fase a monte, quella della determinazione dell’aliquota d’obbligo.

“Da quanto sopra, in coerenza con la risposta alle FAQ pubblicata nel sito internet Cliclavoro e con le comunicazioni a suo tempo intercorse da parte di alcuni servizi competenti, deve ritenersi escluso ogni onere a carico delle imprese, trattandosi di esclusione dalla base di computo e non di esonero parziale,” cosi’ Confindustria nel rivolgersi al Ministero.

La posizione di alcune Regioni e Province
Laddove l’interpretazione e’ nel senso dell’esonero, la conseguenza è che le Province – che sostengono detto orientamento – chiedono il pagamento dell’onere contributivo a tal fine anche introducendo, talvolta, un termine, a carico delle aziende, entro il quale adempiere.

Ma non solo: “l’orientamento della minoranza dei servizi competenti incide negativamente sulle aziende, che si vedono negato il certificato di ottemperanza, previsto dall’art.17 della legge n.68/1999 per la partecipazione agli appalti e per la concessione di molti altri benefici”.

La richiesta di Confindustria
Confindustria ha segnalato al Ministero del lavoro l’interpretazione suddetta evidenziando che si tratta di posizione minoritaria, incongruente ed illegittima rispetto al dato normativo e ai provvedimenti del Ministero del lavoro.
In particolare, Confindustria mette in luce che non risulta formalmente definito dal Ministero alcun criterio per il calcolo dell’eventuale contributo di esonero parziale riferito a questo personale, in quanto, da un lato, vista la procedura informatica, l’ipotesi potrebbe configurarsi come esonero totale (essendo i lavoratori a rischio esclusi sulla base della autocertificazione senza alcun limite) e, dall’altro, non esiste alcun meccanismo di calcolo della somma dovuta nelle determinazioni ministeriali (segno, evidente, della inconferenza di tale riferimento con la ormai acquisita esclusione dalla base di computo).

“Si chiede, quindi, al Ministero di voler urgentemente fornire chiarimenti in merito al fine di evitare sia indebiti esborsi da parte delle imprese interessate dalle richieste di contributo (rispetto alla stragrande maggioranza che non è richiesta di tale versamento dagli altri servizi competenti), sia danni sul profilo della competitività (per il differente ingiustificato trattamento), sia danni per l’impossibilità di partecipare ai bandi ed agli altri benefici di legge. L’urgenza dipende anche dal fatto che alcuni servizi competenti hanno posto il termine del 16 luglio per il versamento delle suddette somme”, termine, ora, superato.

La risposta del Ministero del lavoro
Secondo quanto riportato dal Confindustria, il Ministero del lavoro ha ricordato che “sulla base di quanto già indicato con DD n. 345 del 17 settembre 2013 e con nota operativa del 22 dicembre 2013, il personale impegnato in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio ai fini Inail pari o superiore al 60 per mille può essere escluso dalla base di computo su indicazione del datore di lavoro”.

E ha aggiunto che sulla medesima questione si sta valutando una richiesta di interpello per rispondere all’UPI.
E, così continua la circolare di Confindustria, “in considerazione della scadenza del termine del 16 luglio indicato da alcune Province [n.b. termine ora superato], ed in via transitoria – in attesa della definizione del merito attraverso l’interpello – il Ministero ha per ora escluso l’obbligo di pagamento del contributo esonerativo per i prestatori adibiti a lavorazioni con tasso di rischio pari o superiore al 60 per mille, ritenendo che si tratti di una ipotesi di esclusione dalla base di computo e non di esonero parziale.

In questo senso, il Ministero ha evidenziato che “l’esclusione possa effettuarsi senza operare alcun versamento nei confronti del “Fondo regionale per l’occupazione dei disabili” , come del resto già avviene in quasi tutti gli ambiti regionali”.

Le osservazioni conclusive di Confindustria
Confindustria conclude ritenendo che, tutto cio’ premesso, le imprese possono escludere dalla base di computo i lavoratori in oggetto senza dover pagare alcun contributo, nonostante le richieste delle regioni o province. E si riserva di intervenire con successive comunicazioni in merito agli ulteriori approfondimenti da parte del Ministero del Lavoro.

Fonte: Ipsoa.it

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