Dimissioni presentate con il modello

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La legge in commento è composta da un solo articolo e da sette commi. Nello specifico è previsto che, fermo restando l’obbligo di comunicare il recesso con un preavviso minimo secondo quanto previsto dall’articolo 2118 del codice civile, la lettera di dimissioni volontarie del lavoratore (con l’accezione che si vedrà in seguito), che dichiara l’intenzione di recedere dal contratto di lavoro, vada necessariamente presentata su appositi moduli predisposti e disponibili gratuitamente presso le direzioni provinciali del lavoro, gli uffici comunali e i centri per l’impiego.

A regime, inoltre, sarà possibile prelevare i moduli anche dal sito internet del Ministero del Lavoro. Nei 180 giorni successivi all’entrata in vigore della legge, infine, il ministro del lavoro dovrà identificare le modalità attraverso le quali i lavoratori subordinati o autonomi potranno acquisire, sempre in forma gratuita, i moduli anche dalle organizzazioni sindacali e dai patronati. Il modulo compilato in ogni sua parte con la sottoscrizione autografa del lavoratore, dovrà essere consegnato esclusivamente al datore di lavoro, senza alcun obbligo di ulteriore trasmissione.

Si fa subito presente che le nuove disposizioni non avranno un’efficacia immediata. Difatti occorrerà attendere l’emanazione, entro tre mesi, di un apposito decreto del ministro del lavoro che, di concerto con il ministero per le riforme e le innovazioni nella p.a., stabilisca forma e contenuto del modulo. Il legislatore, tuttavia, ha già fatto una prima elencazione dei dati che, inderogabilmente, dovranno essere presenti. In particolare, il modulo in questione dovrà contenere: un codice alfanumerico progressivo d’identificazione, la data di emissione, gli spazi (da compilare a cura del firmatario) destinati all’identificazione del lavoratore, del datore di lavoro, della tipologia contrattuale da cui s’intende recedere e della data della sua stipulazione. Per evitare possibili falsificazioni o contraffazioni, inoltre, l’emanando decreto dovrà contemplare anche specifici accorgimenti.

La data di emissione dei moduli riveste un’importanza determinante in quanto, come detto, la norma prevede che essi, in ragione di quanto già sopra evidenziato, possano essere utilizzati soltanto nei 15 giorni successivi e non oltre. In caso di mancato utilizzo della prescritta modulistica (o di modulistica scaduta) è prevista, come automatica conseguenza, la nullità delle dimissioni difformi.

Questo sostanzialmente comporta che, in caso di accertamento, il lavoratore va riammesso in servizio e gli vanno corrisposte le retribuzioni maturate fino alla data di riammissione. Inoltre, secondo un prevalente orientamento giurisprudenziale, non sarebbe in questo caso applicabile neppure il termine di decadenza per l’impugnazione previsto dall’art.6, della legge n.604/1966 (60 giorni), con la conseguenza che le dimissioni prive del requisito di forma prescritto dalla nuova disciplina potrebbero essere impugnate anche a distanza di molto tempo rispetto al momento in cui sono state presentate, con il solo limite dei termini prescrizionali per i diritti consequenziali. È per questa ragione che, una volta a regime, il datore di lavoro, se dovesse ricevere le dimissioni di un proprio dipendente su un modulo cosiddetto «fai da te», dovrà sollecitare lo stesso affinché si procuri, compili, sottoscriva e gli riconsegni (entro 15 giorni dall’emissione) il modulo ufficiale di dimissioni.

Fonte: www.italiaoggi.it

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