Detrazioni per carichi di famiglia

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I lavoratori che con il proprio reddito provvedono al mantenimento del coniuge, dei figli o di altri familiari potranno usufruire oltre che delle detrazioni di imposta per lavoro dipendente previste dall’art.13 del D.P.R. n.917/1986 anche di quelle per carichi di famiglia.

Le detrazioni per carichi di famiglia spettano al sostituito qualora abbia dei familiari fiscalmente a carico.
L’ammontare delle detrazioni varia in funzione di diversi fattori, in particolare il grado di parentela e l’ammontare del reddito complessivo posseduto.

Sia per le altre detrazioni, spettanti al sostituito in quanto percettore di redditi da lavoro dipendente (art.13), che per le detrazioni per carichi di famiglia (art.12), il sostituto d’imposta, mensilmente, dovrà effettuare una stima del reddito complessivo del lavoratore, incrementato, eventualmente, degli ulteriori redditi indicati dal soggetto sostituito al fine di riconoscere al lavoratore le detrazioni teoriche. Quindi, solo in fase di conguaglio a fine anno, ovvero alla conclusione del rapporto di lavoro se precedente, sarà` possibile per il datore di lavoro conoscere il reddito complessivo sul quale determinare le detrazioni effettivamente spettanti al sostituito.

Al lavoratore é lasciata la scelta di richiedere il riconoscimento delle detrazioni per familiari a carico o le altre detrazioni al proprio sostituto d’imposta o direttamente in sede di dichiarazione dei redditi, mediante, ad esempio, la presentazione del modello 730. Le detrazioni d’imposta possono essere riconosciute mensilmente dal sostituto d’imposta direttamente in busta paga a condizione che il lavoratore dichiari formalmente di avervi diritto e indichi le condizioni di spettanza.

In particolare, ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia (art.12) ovvero delle altre detrazioni (art.13), il datore di lavoro richiede ai propri dipendenti un’attestazione che contenga le condizioni di spettanza e il codice fiscale dei soggetti per i quali é possibile usufruire delle detrazioni d’imposta (art.23, c.2, D.P.R. n.600/1973). Il dipendente dovrà segnalare, successivamente alla prima comunicazione, le eventuali variazioni che modificano il diritto alle detrazioni di imposta.

Il datore di lavoro, acquisita la documentazione da parte del dipendente, deve quindi determinare le detrazioni teoriche spettanti che corrisponderà al lavoratore in corso d’anno, considerando anche gli ulteriori redditi eventualmente comunicati.

Ricordiamo che il reddito complessivo, il cui ammontare determina il valore delle detrazioni spettanti, deve essere assunto al netto del reddito prodotto dall’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Differentemente ai fini del riconoscimento delle detrazioni per familiari a carico il calcolo del reddito complessivo del familiare, per essere considerato a carico del sostituito, deve essere al lordo del reddito imputabile all’abitazione principale.

In base alla situazione reddituale del sostituito, le detrazioni per familiari a carico possono spettare per intero, in parte o non spettare del tutto; le stesse, infatti, diminuiscono progressivamente con l’aumentare del reddito complessivo posseduto dal sostituito nell’anno di imposta, fino ad annullarsi quando detto reddito arriva a E 95.000,00 (per figli a carico) o a E 80.000,00 (per coniuge e altri familiari a carico). Le detrazioni per carichi di famiglia, individuate su base annuale e decrescenti al crescere del reddito complessivo, sono rapportate a mese: competono dal mese in cui si sono verificate le condizioni richieste, sino a quello in cui le stesse sono cessate, mentre risulta irrilevante il giorno in cui si verifica l’evento.

I familiari fiscalmente a carico per i quali può maturare il diritto alle detrazioni per carichi di famiglia, a condizione che posseggano un reddito complessivo non superiore a E 2.840,51, sono:

– il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
– i figli, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, indipendentemente
dal superamento di determinati limiti di età;
– gli altri familiari di cui all’art.433 c.c. (coniuge legalmente ed effettivamente separato; discendenti dei figli; genitori, compresi i naturali e adottivi; generi e nuore; suocero e suocera; fratelli e sorelle, anche unilaterali; nonni e nonne, compresi quelli naturali).

Il limite di E 2.840,51 é riferito all’intero periodo di imposta e il suo superamento in corso d’anno non consente la fruizione della detrazione per quel familiare, che non potrà essere considerato a carico nel periodo d’imposta considerato.

Le detrazioni per i figli non si possono più` ripartire liberamente tra i genitori.

La detrazione spettante è ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati. In alternativa, se c’è accordo tra le parti, si può scegliere di attribuire tutta la detrazione al genitore che possiede il reddito più elevato. Quindi in caso di incapienza sull’imposta del genitore con reddito più` basso, il godimento per intero delle detrazioni spetta all’altro genitore.

Si ricorda che l’incapienza si verifica quando tutte le detrazioni di cui un contribuente può` beneficiare sono superiori all’imposta lorda. In queste situazioni, l’importo eccedente non può essere chiesto a rimborso o a compensazione di altri tributi, ne´ é possibile riportarlo nella successiva dichiarazione dei redditi. In sostanza, non sarà` possibile beneficiare di una parte delle detrazioni spettanti.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, è ora disposto per legge che:

– se non c’è accordo tra i genitori, la detrazione spetta al genitore affidatario o, se l’affidamento é congiunto o condiviso, è ripartita al 50%;
– quando il genitore affidatario (o uno dei genitori affidatari, in caso di affidamento congiunto) ha un reddito tale da non consentirgli di usufruire in tutto o in parte della detrazione (cioè nelle ipotesi di incapienza), questa é assegnata per intero all’altro genitore. Il genitore che sfrutta per intero la detrazione ha l’obbligo di riversare all’altro genitore affidatario un importo pari alla maggiore detrazione fruita.

Se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato, o se coniugato si è successivamente legalmente separato ovvero se vi sono figli adottivi o affiliati del solo contribuente e questi non é coniugato o, se coniugato si è successivamente legalmente o effettivamente separato la detrazione prevista per il coniuge si applica al 1º figlio e per gli altri figli si applica la detrazione ordinariamente prevista per questi ultimi. La mancanza del coniuge che da` luogo alla concessione della detrazione speciale si verifica quando:

– l’altro genitore é deceduto;
– l’altro genitore non ha riconosciuto i figli naturali;
– vi sono figli adottivi, affiliati del solo contribuente;
– da certificazione dell’autorità` giudiziaria risulti lo stato di abbandono del coniuge.

La detrazione spettante per gli altri familiari a carico è fissata nella misura di E 750,00, da ripartire in pro quota tra coloro che ne hanno diritto, per ogni persona indicata nell’art.433 c.c., che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità` giudiziaria: genitori (in loro mancanza gli ascendenti prossimi), adottanti, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle germani o unilaterali, nipoti, coniuge separato o divorziato che percepisca alimenti.

Il nuovo art.13 del Tuir elenca tutte le detrazioni spettanti a seconda del tipo di reddito che confluisce nel reddito complessivo (RC) e indica le modalità` di calcolo delle stesse. Come le detrazioni per i familiari a carico, anche queste ultime spettano in misura decrescente man mano che il reddito complessivo aumenta, fino ad annullarsi per un reddito pari a E 55.000,00.

Le detrazioni per i lavoratori dipendenti devono essere rapportate al periodo di lavoro o di pensione nell’anno (l’anno si deve considerare suddiviso in 365 giorni quindi l’importo annuale spettante andrà diviso per 365 e moltiplicato per i giorni del periodo di paga).

Per i redditi fino a E 8.000,00 la detrazione non potrà` essere inferiore a E 690,00. Per rapporti di lavoro a tempo determinato, l’ammontare effettivamente spettante non può essere inferiore a E 1.380,00.

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Fonte: Ipsoa.it

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