Detassazione dello straordinario

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Qual è il trattamento fiscale riservato al lavoro straordinario ed al lavoro supplementare? Vediamo cos’è cambiato alla luce delle recinti modifiche normative. Le disposizioni del citato art.2 del D.l.92/2008 si applicano a tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, indipendentemente dalla tipologia contrattuale (es. contratto di lavoro a tempo determinato, apprendistato, contratto di inserimento, ecc.), i quali nel 2007 abbiano percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a € 30.000.

Nella verifica di tale limite reddituale devono essere computati solo i redditi da lavoro dipendente, escludendo quindi gli eventuali redditi assimilati (es. collaborazioni coordinate e continuative, anche a progetto, borse di studio ecc.) e i redditi assoggettati a tassazione separata (es. trattamento di fine rapporto, emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti ecc.) o ad imposta sostitutiva.

Chi sono i soggetti interessati
Le nuove norme per il momento trovano applicazione con esclusivo riferimento al settore privato.

Restano esclusi i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, cioè di tutte le amministrazioni dello Stato,compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.

Sono infine esclusi i soggetti titolari di redditi di lavoro assimilato a quello dipendente, come gli amministratori e i collaboratori coordinati e continuativi.

Le disposizioni del decreto hanno tuttavia natura sperimentale, il provvedimento, infatti, si applica esclusivamente alle prestazioni di lavoro straordinario, supplementare e per clausole elastiche.

Verifiche Ministero/OO.SS.
Trenta giorni prima del termine della sperimentazione, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali procede, con le organizzazioni sindacali dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, a una verifica degli effetti delle disposizioni contenute nel decreto in questione. Alla verifica partecipa anche il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, per valutare l’eventuale estensione del provvedimento ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.

Somme agevolate e condizioni di spettanza
Sono soggette al regime agevolato previsto dall’art.2 del D.L. n.93/2008 le somme erogate per:

• prestazioni di lavoro straordinario, ai sensi del D.Lgs. n.66/2003, effettuate nel periodo dal 1° luglio 2008 al 31 dicembre 2008;
• prestazioni di lavoro supplementare ovvero prestazioni rese in funzione di clausole elastiche effettuate nel periodo suddetto e con esclusivo riferimento a contratti di lavoro a tempo parziale stipulati ovvero trasformati prima della data di entrata in vigore del provvedimento (29 maggio 2008);
• incrementi di produttività , innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa.

Misura dell’agevolazione
I lavoratori pagheranno sulle suddette somme complessivamente erogate nel periodo di riferimento e nel limite di € 3.000 lordi, un’imposta sostitutiva delle normali aliquote Irpef e delle addizionali regionali e comunali nella misura del 10%.

L’importo massimo su cui applicare l’agevolazione, dunque, è pari a € 3.000 lordi relativamente al semestre agevolato. L’eventuale superamento del predetto limite determina l’applicazione della tassazione ordinaria solo sulla parte eccedente.

Cosa si intende per importo lordo?
Sul punto, la circolare congiunta Finanze-Lavoro n. 49/2008 ha chiarito che il riferimento all’importo “lordo” dove intendersi come al lordo della sola imposta sostitutiva del 10% e non dei contributi previdenziali a carico del lavoratore. Quindi, in buona sostanza, gli importi devono considerarsi al netto dei contributi a carico del lavoratore e al lordo dell’imposta sostitutiva. Tale convinzione era stata espressa anche dalla Fondazione Studi Consulenti del lavoro.

L’imposta sostitutiva è applicata automaticamente dal sostituto d’imposta ai titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2007, a € 30.000, se il sostituto è lo stesso che ha rilasciato la certificazione unica dei redditi per il 2007, salvo espressa rinuncia scritta del lavoratore.

Fonte: “Detassazione del lavoro straordinario” di S. Carotti e L. Bussoletti – Guida alle Paghe – Ipsoa Editore

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