Decreto lavoro: piano formativo light per l’apprendistato

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Nel tentativo di rilanciare il contratto di apprendistato nel D.L. n. 34/2014 convertito con modificazioni in legge scompare la previsione di consegna del piano formativo individuale entro 30 giorni dall’assunzione al lavoratore, ma resta la sua “obbligatorietà” pur se in forma sintetica formulato anche in base a moduli/formulari previsti dalla contrattazione collettivi o dagli enti bilaterali.

Il Decreto legge n.34/2014, entrato in vigore il 21 marzo 2014, e convertito con modificazioni in legge n.78/2014, affronta in modo incisivo il tema dell’apprendistato, intervenendo sulla normativa di cui al D.lgs. n.167 del 2011 con l’obiettivo di (ri)lanciare il contratto che, come da piu’ parti denunciato, “è in sofferenza”.
Gli interventi sul Testo Unico del 2011 sono molteplici e sono pensati in un’ottica di semplificazione del ricorso a questa tipologia contrattuale e, rispetto alla versione originaria del Decreto legge n.34 del 20 marzo 2014, sono state apportate delle modifiche importanti nel corso dei lavori in Parlamento ove si sono confrontati in modo importante Camera e Senato.

Una modifica di significativa importanza riguarda il piano formativo che deve accompagnare il momento genetico di instaurazione del rapporto di lavoro.

Dal Decreto legge n.34 alla legge di conversione: cosa cambia
Cosa prevede il decreto legge n.34 nella formulazione che risulta dopo gli interventi del Parlamento?
Si stabilisce che (in parte confermando previsioni gia’ contenute nel Testo Unico sull’apprendistato)

– il contratto di apprendistato necessita della forma scritta
– il patto di prova deve essere formalizzato per iscritto.
– in ordine alla redazione del piano formativo individuale si stabilisce che il contratto di apprendistato contenga, in forma sintetica, il piano formativo individuale definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali.

Scompare, dunque, la previsione che voleva la consegna del piano entro 30 giorni dall’assunzione con contratto di apprendistato al lavoratore, ma resta la sua “obbligatorietà” pur se in forma sintetica, come detto, formulato anche in base a moduli/formulari previsti dalla contrattazione collettivi o dagli enti bilaterali.

Regime transitorio
Per quanto concerne le disposizioni transitorie, nel testo approvato, si dispone che le disposizioni illustrate si applicano ai rapporti di lavoro costituiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto (entrata in vigore del provvedimento fissata al 21 marzo 2014). Sono fatti salvi gli effetti già prodotti dalle disposizioni introdotte dal medesimo.

Le sanzioni
Le sanzioni applicabili in caso di inosservanza saranno quelle gia’ previste dal Testo Unico del 2011:

a) in caso di inadempimento nella erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità” di legge “il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%, con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione. Qualora a seguito di attività di vigilanza sul contratto di apprendistato in corso di esecuzione emerga un inadempimento nella erogazione della formazione prevista nel piano formativo individuale, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali adotterà un provvedimento di disposizione, ai sensi dell’articolo 14 del D.lgs. 23 aprile 2004, n.124, assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere;

b) per ogni violazione delle disposizioni contrattuali collettive attuative dei principi di cui all’articolo 2, comma 1, lettere a) – concernenti proprio il piano formativo individuale, il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro. In caso di recidiva la sanzione amministrativa pecuniaria varia da 300 a 1500 euro.

Fonte: Ipsoa.it

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