Decadenza azione giudiziaria su controversie in materia di pensioni

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Con circolare n.95 del 31 luglio 2014 l’INPS impartisce le prime istruzioni relativamente alla decadenza dall’azione giudiziaria per le controversie in materia di trattamenti pensionistici e di adempimento delle prestazioni riconosciute solo in parte specificandone anche i possibili effetti.

Si sono susseguite diverse disposizioni ed orientamenti giurisprudenziali per determinare l’esatta applicazione dell’art.47 del D.P.R n.639/1970 relativo alla decadenza dall’azione giudiziaria per le controversie in materia di trattamenti pensionistici e di adempimento delle prestazioni riconosciute solo in parte. L’INPS ha ritenuto pertanto, di dover pubblicare la circolare n.95 del 31 luglio 2014 per distinguere quali siano i provvedimenti di riconoscimento parziale delle prestazioni pensionistiche per i quali sussiste il termine triennale per la proposizione dell’azione giudiziaria, finalizzata ad ottenere l’integrale riconoscimento di quanto spettante all’interessato, e i provvedimenti per i quali, l’analoga pretesa, soggiace al termine di prescrizione applicato secondo i criteri precedenti al decreto legge n.98/2011.

Il termine decadenziale decorre qualora il provvedimento di prima liquidazione non riconosca integralmente quanto spetta al pensionato. Il termine triennale entro il quale azionare l’azione necessaria ad ottenere la liquidazione integrale della prestazione, decorre in presenza di provvedimenti di prima liquidazione che siano viziati da:

– errori di calcolo;
– errate applicazioni delle disposizioni normative;
– disconoscimento di una componente del rapporto assicurativo rilevante ai fini della misura del trattamento pensionistico oggetto di specifica istanza di richiesta da parte del pensionato.

Naturalmente il termine per proporre azione giudiziaria al fine di ottenere l’esatta liquidazione della pensione decorre dalla data in cui l’interessato riceve l’avviso di liquidazione o, in difetto, da quando riscuote il primo rateo.

Nella circolare si cita anche il caso in cui sopraggiunte disposizioni di legge si renda possibile un “arricchimento” della posizione contributiva del pensionato relativamente a periodi di contribuzione anteriori alla liquidazione della prestazione pensionistica. Ebbene in questo caso la domanda per ottenere l’adeguamento dell’importo si può presentare senza limiti di tempo, mentre soggiace alla prescrizione quinquennale il riconoscimento dei ratei arretrati.

Se non sia stata attivata nei termini alcuna azione giudiziaria si producono effetti sostanziali sulla posizione giuridica del soggetto che ne subisce gli effetti. Solo se e si tratta di provvedimento di diniego della prestazione, il soggetto può comunque ripresentare ex novo un’istanza, stante il principio dell’indisponibilità del diritto previdenziale.

Fonte: Ipsoa.it

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