DDL Jobs Act: sì a contratti di solidarietà più flessibili e alla cessione delle ferie

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Maggiore flessibilità nell’utilizzo dei contratti di solidarietà, implementazione del contratto di ricollocazione come strumento di politica attiva del lavoro e introduzione della possibilità di cessione delle ferie ai colleghi di lavoro: queste alcune delle più rilevanti novità introdotte nel DDL Jobs act.

La Commissione Lavoro del Senato – dopo aver rinviato al 16 settembre l’esame della norma più “sensibile” (ma anche politicamente e giuridicamente più importante) del DDL “Jobs Act” sulla revisione delle forme contrattuali – ha completato l’esame di tutto il restante articolato del disegno di legge, approvando una serie di emendamenti – anche di fonte governativa – che oggettivamente ampliano la portata del testo originario e contribuiscono a fornire un quadro leggermente più chiaro di quello che sarà il mercato del lavoro nel 2015/2016.

Va sempre rammentato, infatti, riguardo a questo testo, che si tratta di un disegno di legge delega e che – pertanto – le vere e proprie norme legislative che detteranno la nuova disciplina del lavoro saranno contenute nei decreti che il Governo approverà in ossequio ai principi ed ai criteri direttivi dettati dalla delega oggi all’esame del Parlamento.

Ne consegue, che tali norme non entreranno in vigore prima del 2015 e che, peraltro, sarebbe auspicabile che l’adozione dei decreti delegati di cui sopra non incontri gli ostacoli ed i ritardi che – come noto – si stanno verificando per molteplici provvedimenti attuativi di norme adottate dagli ultimi tre Esecutivi: se è vero, come è vero, che alla data odierna non sono stati ancora approvati centinaia di decreti attuativi relativi a provvedimenti legislativi e regolamentari adottati a partire dal 2011/2012.

Ma vediamo, di seguito, le principali innovazioni apportate al testo dalla Commissione Lavoro del Senato, all’esito delle due settimane intercorse dalla ripresa dei lavoro dopo la pausa estiva.

Le principali modifiche al DDL Jobs Act approvate dalla Commissione Lavoro del Senato
In estrema sintesi, le principali novità apportate al testo sono l’introduzione di maggiore flessibilità nell’utilizzo dei contratti di solidarietà, l’implementazione del contratto di ricollocazione come strumento di politica attiva del lavoro, l’introduzione in Italia della possibilità di “cessione” delle ferie ai colleghi di lavoro che abbiano figli in particolari condizioni di salute.

Prima di passare all’illustrazione dei principali emendamenti approvati in Commissione, rammentiamo – comunque – che queste norme devono ancora passare l’esame dell’Aula e dell’altro ramo del Parlamento) e, quindi, potrebbero venir meno o, comunque, essere modificate nel prosieguo dell’iter parlamentare.

Venendo ai lavori della Commissione e seguendo l’ordine dell’articolato, le principali variazioni introdotte dopo la pausa estiva sono le seguenti.

Con l’emendamento 1.1000, il Governo dispone che i decreti delegati dovranno provvedere ad una complessiva revisione dei contratti di solidarietà ed alla loro messa a regime: lo “schema” governativo ipotizza la rimozione di alcuni vincoli nell’applicazione di tali contratti al fine di consentire alle aziende di ridurre le ore di lavoro e, se necessario, di assumere professionalità con competenze diverse, per favorire l’ingresso di giovani.

Al comma 2, lettera a), dopo il numero 7), aggiungere il seguente: «7-bis) revisione dell’ambito di applicazione e delle regole di funzionamento dei contratti di solidarietà, con particolare riferimento all’articolo 2 del decreto-legge n.726 del 1984, nonché alla messa a regime dei contratti di solidarietà di cui all’articolo 5, commi 5 e 8, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.236. ».

Con l’emendamento 1.38 si introduce – tra i criteri di delega – la revisione dei limiti di durata della Cassa integrazione (sia in deroga che straordinaria) e la necessità che i decreti delegati individuino dei meccanismi per incentivare la rotazione del personale destinatario della CIG.

Al comma 2 lettera a) sostituire il numero 4) con il seguente: «4) revisione dei limiti di durata da rapportare al numero massimo di ore ordinarie lavorabili nel periodo di intervento della CIGO e della CIGS e individuazione dei meccanismi di incentivazione della rotazione;».

L’emendamento 1.119 prevede una revisione dei meccanismi sanzionatori a carico del lavoratore che, beneficiando di un sostegno al reddito, non si renda disponibile alle attività finalizzate al suo rientro nel mondo del lavoro
Al comma 2, dopo la lettera c) aggiungere la seguente:

«c-bis) adeguamento delle sanzioni e delle relative modalità di applicazione in funzione della migliore effettività per il lavoratore beneficiario di sostegno al reddito che non si rende disponibile ad una nuova occupazione, a programmi di formazione o alle attività di comunità locali di cui alla lettera c)».

L’emendamento 2.45 prevede azioni per semplificare l’accesso al lavoro dei disabili e degli aventi diritto al collocamento obbligatorio

Dopo la lettera f) inserire la seguente:

«f-bis) razionalizzazione e revisione delle procedure e degli adempimenti in materia di inserimento mirato delle persone con disabilità di cui alla legge 23 marzo 1999, n.68 e degli altri soggetti aventi diritto al collocamento obbligatorio, al fine di favorirne l’inserimento e l’integrazione nel mercato del lavoro».

L’emendamento 2.51 prevede l’introduzione in via definitiva ed a regime dei contratti di ricollocazione (già utilizzati nel Lazio in occasione della recente ristrutturazione di Alitalia), quale modalità di gestione della posizione di inoccupati e disoccupati.

Al comma 2, dopo la lettera i), inserire la seguente:

«i-bis) principi di politica attiva del lavoro che prevedano la promozione di un collegamento tra misure di sostegno al reddito della persona inoccupata o disoccupata e misure volte al suo inserimento nel tessuto produttivo, anche attraverso la conclusione di accordi per la ricollocazione che vedano come parte le agenzie per il lavoro o altri operatori accreditati, con obbligo di presa in carico, e la previsione di adeguati strumenti e forme di remunerazione, proporzionate alla difficoltà di collocamento, a fronte dell’effettivo inserimento almeno per un congruo periodo, a carico di fondi regionali a ciò destinati, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica statale o regionale.».

L’emendamento3.30 prevede che i decreti delegati individuino modalità certe e semplificate per contrastare il fenomeno deteriore delle dimissioni firmate in bianco dai lavoratori al momento dell’avvio del rapporto.

Al comma 2, dopo la lettera e), inserire la seguente:

«e-bis) prevedere modalità semplificate per garantire data certa nonché l’autenticità della manifestazione di volontà del lavoratore in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, anche tenuto conto della necessità di assicurare la certezza della cessazione del rapporto nel caso di comportamento concludente in tal senso del lavoratore; »

L’emendamento 5.29 prevede l’estensione delle future norme in materia di tax credit ai genitori di figli disabili non autosufficienti.

Al comma 2, lettera c), dopo le parole: «con figli minori», inserire le seguenti: «o disabili non autosufficienti».
È poi stato approvato, dalla Commissione, l’emendamento in materia di cessione dei giorni di ferie ai colleghi con figli minori che necessitino di cure costanti, di cui abbiamo scritto sul Quotidiano nell’articolo dell’8 settembre scorso.

Infine due emendamenti “generali” di notevole rilievo in punto di tecnica legislativa sono quelli – proposti dal Relatore del provvedimento ed approvati dalla Commissione – (nn.6.100 e 6.200) che prevedono come i decreti delegati dovranno essere accompagnati da una relazione tecnica sui costi delle misure adottate e che l’entrata in vigore dei decreti delegati che fossero privi di copertura economica “originaria”, potrà avvenire solo dopo l’entrata in vigore delle ulteriori norme legislative che individueranno le necessarie risorse aggiuntive.

Fonte: Ipsoa.it

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