D.L. Pubblica Amministrazione: il Senato vota la fiducia

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Preso atto dello stop della Ragioneria Generale dello Stato (e del Commissario alla Spending Review), il Governo ha chiesto ed ottenuto dal Senato la fiducia sul maxiemendamento interamente sostitutivo del DDL di conversione del D.L.90/14. Le principali novità, che comporteranno il ritorno del testo alla Camera per un’ulteriore deliberazione sono: la riammissione dei professori universitari al trattenimento in servizio, l’eliminazione delle disposizioni di salvaguardia per i c.d. “quota 96” della scuola ed il passo indietro sulla modifica dei trattamenti pensionistici per le vittime del terrorismo.

L’iter politico-parlamentare
Il 1° agosto, è stato incardinato al Senato il DDL di conversione in legge del D.L.90/2014 che aveva ottenuto la fiducia dalla Camera dei Deputati il giorno precedente.

Dal momento che il termine per la conversione del decreto legge è fissato al 23 agosto e che si approssima la chiusura dei lavori per la pausa estiva, il provvedimento è stato immediatamente assegnato per l’esame alla Commissione Affari Costituzionali.

In quella sede, sono “giunti gli echi” di molteplici perplessità in merito alla sussistenza ed alla “qualità” delle coperture finanziarie individuate in relazione ad alcune delle misure inserite nel decreto o comunque modificate nel corso dell’esame alla Camera: perplessità avanzate:

1) qualitativamente, dal Commissario governativo alla spending review, relativamente all’utilizzazione dei risparmi conseguenti alla revisione di propria competenza ai fini di copertura di nuove ed ulteriori spese;
2) quantitativamente, dalla Ragioneria Generale dello Stato che – con specifico riferimento alla questione del personale della scuola – ha reso noto di ritenere sottostimati i costi delle misure elaborate al fine di ovviare all’errore tecnico che impedisce al personale della scuola che abbia maturato i requisiti per il pensionamento secondo la normativa previgente di accedere in concreto al pensionamento dato l’obbligo di cessazione dal servizio al termine dell’anno scolastico (data successiva al discrimine posto dalla Riforma Fornero), sottostimati, sia con riferimento al costo annuo per i 4.000 soggetti individuati dalla norma, sia in quanto dai dati INPS si evincerebbe che il personale interessato sia più numeroso.

Alla luce di quanto sopra, il Governo ha quindi ritenuto di “fare un passo indietro” e, nella giornata del 4 agosto, ha depositato in Commissione Affari Costituzionali degli emendamenti soppressivi delle norme più a rischio sui quali – nell’ambito di un maxiemendamento interamente sostitutivo del testo del D.L. da convertire – il 5 agosto ha chiesto ed ottenuto la fiducia al Senato.

Gli emendamenti del Governo
Vediamo, di seguito, i contenuti delle modifiche apportate rispetto al testo varato dalla Camera, quali risultanti dagli originari emendamenti del Governo:

1.1000
Il Governo
Al comma 5, capoverso «11», sostituire il secondo, il terzo e il quarto periodo con i seguenti: «Le disposizioni del presente comma non si applicano al personale di magistratura, ai professori universitari e ai responsabili di struttura complessa del Servizio sanitario nazionale e si applicano, non prima del raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età, ai dirigenti medici e del ruolo sanitario. Le medesime disposizioni del presente comma si applicano altresì ai soggetti che abbiano beneficiato dell’articolo 3, comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni.»

In sintesi, rispetto al testo approvato dalla Camera dei Deputati, dalle nuove norme di limitazione dei trattenimenti in servizio che entreranno in vigore con la conversione in legge del D. L. 90/14 sono nuovamente esclusi – oltre ai Magistrati – anche i professori universitari ed i responsabili di struttura complessa del Servizio Sanitario Nazionale. Resta invece confermato – per i dirigenti medici e del ruolo sanitario – che le norme in questione si applicano non prima del compimento dei 65 anni di età.

1.1001
Il Governo
Sopprimere i commi 6-bis, 6-ter e 6-quater.
Conseguentemente, al comma 6, sopprimere le seguenti parole: «Fermo restando quanto disposto dal comma 6-ter,».
Con questo emendamento, il Governo ha inteso espungere dal testo le disposizioni – anch’esse introdotte nel corso dell’esame alla Camera e fatte proprie dal Governo con l’apposizione della questione di fiducia – attraverso le quali veniva eliminata la riduzione dell’assegnopensionistico a carico di chi maturasse i requisiti assicurativi (42 anni e 1 mese gli uomini e 41 anni e 1 mese se donne, ambedue periodicamente adeguati alla speranza di vita) entro il 31/12/17. Si tratta, in sostanza, dei lavoratori, c.d. “precoci” che abbiano iniziato l’attività lavorativa in giovane o giovanissima età.

1-bis.1000
Il Governo
Sopprimere l’articolo.
Il Governo, alla luce delle perplessità manifestate dalla Ragioneria Generale dello Stato in ordine alla copertura finanziaria della norma, ha ritenuto di espungere dal testo la norma che avrebbe consentito – ad almeno 4.000 unità di personale della scuola – di accedere al pensionamento con la cosiddetta “Quota 96” (data dalla sommatoria di età ed anzianità assicurativa): accesso che era stato inibito a tali soggetti in quanto – pur avendo maturato i predetti requisiti entro il termine previsto, in deroga, dalla Riforma Fornero – erano tenuti, secondo l’ordinamento della scuola, a prolungare la permanenza in servizio sino al termine dell’anno scolastico in corso, così “sforando” il predetto termine calendariale previsto dalla riforma previdenziale.

Secondo le affermazioni del Governo, la norma non verrà eliminata definitivamente, e dovrebbe procedersi a breve all’individuazione di un’altra “sede normativa” nella quale far confluire la disposizione oggi espunta e, peraltro, far chiarezza sulle coperture.

25.1000
Il Governo
Sopprimere i commi 5-bis, 5-ter, 5-quater e 5-quinquies.
Questa eliminazione, fa venir meno alcune misure agevolative e migliorative in ordine ai trattamenti assistenziali e pensionistici (anche legati all’invalidità) concessi dalla Legge 206/2004 alle vittime del terrorismo e delle stragi.
A questo punto, il testo è atteso ad un fulmineo, nuovo passaggio alla Camera che si attende senza ulteriori modifiche al fine di pervenire alla definitiva conversione in legge prima della pausa estiva dei lavori, posto che – in caso contrario, il decreto legge decadrebbe il prossimo 23 agosto.

Fonte: Ipsoa.it

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