CU2015: cosa cambia per il sostituto d’imposta

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L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la bozza del nuovo modello di “Certificazione Unica”. La certificazione che il sostituto d’imposta deve annualmente rilasciare ai dipendenti e ai percettori di redditi assimilati con il modello CUD, nel 2015 cambia nome (si chiamerà CU2015), acquisisce nuovi dati, amplia il novero dei soggetti percettori.

Con un comunicato stampa di ieri, l’Agenzia delle Entrate rende noto che la bozza della Certificazione Unica per il 2015 è disponibile sul suo sito www.agenziaentrate.gov.it seguendo il percorso Home – Strumenti – Modelli – Modelli in bozza.

L’introduzione del nuovo modello di certificazione unica fa seguito all’entrata in vigore della c.d. dichiarazione precompilata che, secondo le intenzione del Governo, nel 2015 dovrebbe essere messa a disposizione di circa 20 milioni di lavoratori dipendenti.

Nuovi soggetti
Il nuovo modello, pubblicato in bozza sul sito dell’Agenzia delle Entrate, si chiamerà “Certificazione Unica” (CU) e dovrà essere consegnato dai sostituti di imposta, entro il prossimo 28 febbraio, a:
– lavoratori dipendenti:

– percettori di redditi di lavoro assimilati a quelli di lavoro subordinato;
– prestatori di lavoro autonomo occasionale;
– professionisti;
– percettori di provvigioni comunque denominate;
– percettori di redditi diversi.

La sezione relativa alla certificazione dei redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi ricalca l’impostazione propria del modello 770 ( che si spera verrà, pertanto, in quest’ottica alleggerito) e prevede l’indicazione dei compensi lordi corrisposti nel 2014, distinti a seconda che siano soggetti o meno a ritenuta, delle ritenute operate sia a titolo d’acconto che di imposta, delle addizionali trattenute, nonché dei contributi previdenziali a carico del committente e del prestatore e dei rimborsi di spese.

Un rigo specifico è dedicato alle somme corrisposte al lavoratore autonomo nelle procedure fallimentari distinguendo fra quanto erogato prima del fallimento e quanto erogato dal curatore fallimentare o dal commissario, a seguito di liquidazione coatta amministrata. La certificazione unica deve essere rilasciata anche ai lavoratori socialmente utili, evidenziando la parte esente da ritenuta.

Nuovi dati
In un nuovo e articolato prospetto la certificazione richiede i dati dei familiari a carico del percettore, con l’indicazione per ciascuno di essi, del codice fiscale, numero dei mesi a carico, se si tratta di figli minori di tre anni, la percentuale di detrazione spettante e la detrazione al 100% per l’affidamento dei figli, nonché la casella relativa alle famiglie numerose, da barrare indicando la percentuale di detrazione spettante.

Trova spazio riservato, ovviamente, anche l’imposta sostitutiva sulle somme premianti la maggiore produttività con l’evidenza dell’eventuale scelta operata per la tassazione ordinaria e l’indicazione delle somme non imponibili ex art.51, comma 6, che comprendono come noto le indennità di volo e di navigazione nonché le somme erogate ai c.d.”trasfertisti”.

La trasmissione all’Agenzia delle Entrate
Entro il 7 marzo di ogni anno (9 marzo nel 2015, in quanto il 7 cade di sabato) i dati delle certificazioni uniche rilasciate devono essere inviati, per via telematica, all’Agenzia delle Entrate che li utilizzerà, fra l’altro, per predisporre il mod.730/2015 precompilato che sarà messo a disposizione dei soggetti, che per la tipologia di reddito posseduta, sono ammessi a presentare la dichiarazione con questa modalità semplificata.

Le sanzioni
Per ogni certificazione omessa, tardiva o errata si applica la sanzione di cento euro, solo in caso di errata trasmissione, la sanzione non si applica se si provvede entro i cinque giorni successivi alla scadenza di cui sopra all’invio dei dati corretti.

Fonte: Ipsoa.it

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