Cooperative: le dimissioni del socio lavoratore

0
120

Il socio lavoratore di cooperativa non è titolare di un semplice rapporto di lavoro, ma di un rapporto societario e di un ulteriore rapporto lavorativo. Quest’ultimo è legato al primo, il che comporta che gli effetti del rapporto societario ricadono necessariamente su quello di lavoro sottostante. Pertanto, in linea generale, il rapporto di lavoro non si risolve con le dimissioni, ma attraverso l’istituto del recesso, così come regolamentato dalla legge.

“La lettera di dimissioni volontarie, volta a dichiarare l’intenzione di recedere dal contratto di lavoro” (legge 17 ottobre 2007, n.188) deve essere presentata, a pena di nullità, su appositi moduli che dovranno essere realizzati secondo direttive definite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge medesima.
Scopo dichiarato del legislatore è quello di combattere il fenomeno delle c.d. dimissioni in bianco.

L’obbligo in questione trova applicazione non solo nei confronti dei lavoratori subordinati ma anche per i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, degli associati in partecipazione e per “i contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci”.
Il riferimento a quest’ultima fattispecie sembrerebbe non tener conto della peculiarità del rapporto societario e di lavoro che lega il socio lavoratore alla cooperativa, finendo per rendere incongrua ed inapplicabile la nuova disciplina in oggetto.

Rapporto di lavoro del socio 
Con la legge n.142/2001 di riforma della figura del socio lavoratore di cooperativa è stato recepito il c.d. principio dello “scambio ulteriore”. La prestazione del socio lavoratore risulta inquadrabile nell’ambito di due rapporti distinti:

• uno sociale diretto a creare un’impresa che procuri lavoro ai soci e ad assicurare agli stessi la ripartizione del guadagno;
• l’altro di mera prestazione di lavoro retribuito e subordinato alle dipendenze della cooperativa.

Ed infatti nell’originaria versione dell’art.1 della legge in menzione era affermato che il socio lavoratore di cooperativa “stabilisce”, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un “ulteriore e distinto” rapporto di lavoro con il quale contribuisce al raggiungimento degli scopi sociali.
Tuttavia, la legge n.30/2003 ha modificato questa disciplina, sopprimendo con l’art.9 i termini “e distinto” presenti nella formulazione originaria dell’art.1.

Da un lato, la prima parte dello stesso articolo 1 – non toccata dalla riforma – continua a sancisce infatti che il rapporto di lavoro – a seguito della modifica semplicemente “ulteriore” – può essere “stabilito” anche successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, e dunque il rapporto di lavoro sia esso subordinato o autonomo, può essere instaurato in un momento temporalmente successivo rispetto a quello societario.
Viceversa, per quanto concerne lo scioglimento del rapporto medesimo, la legge di riforma – andando a modificare l’originario testo dell’art.51. n.142/2001 – ha sancito che “il rapporto di lavoro si estingue con il recesso o l’esclusione del socio deliberati nel rispetto delle previsioni statutarie e in conformità con gli articoli 2526 e 2527 del codice civile”.

Fonte: www.shop.wki.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here