Contratto di ricollocazione: parte la prima sperimentazione nel Lazio

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La Regione Lazio è la prima regione a regolamentare la sperimentazione del contratto di ricollocazione, lo strumento di politica attiva per il lavoro previsto dalla Legge di Stabilità per il 2014. In assenza del decreto ministeriale attuativo, cosa prevede il regolamento regionale?

Il quadro normativo di riferimento
L’art. 1.25 della legge n.147/2013 ha disposto che per “favorire il reinserimento lavorativo dei fruitori di ammortizzatori sociali anche in deroga e di lavoratori in stato di disoccupazione …………, presso il Ministero del Lavoro … è istituito il fondo per le politiche attive del lavoro…. Con successivo decreto di natura non regolamentare del Ministero del Lavoro …, da emanare entro novanta giorni … sono stabilite le iniziative, anche sperimentali, finanziabili a valere sul Fondo … volte a potenziare le politiche attive del lavoro, tra le quali… può essere compresa anche la sperimentazione regionale del contratto di ricollocazione…”.

In assenza del predetto D.M., nei mesi scorsi è apparsa sulla stampa la notizia che il contratto di ricollocazionesarà uno degli strumenti utilizzati per la soluzione della questione degli esuberi Alitalia individuati all’esito della trattativa per l’ingresso di Etihad.

Ora, la Regione Lazio (già coinvolta nell’operazione Alitalia) ha adottato, il 30 settembre scorso, una delibera con la quale ha formalmente approvato la disciplina regionale del contratto di ricollocazione.
La delibera della Giunta Regionale n.632 del 30/09/2014.

Rinviando all’articolo apparso lo scorso 29 agosto per una disamina della normativa nazionale al riguardo, la delibera del Lazio parte dall’affermazione secondo la quale gli obiettivi e le priorità regionali sul tema del lavoro si traducono in interventi mirati che prevedono anche una “prima sperimentazione del contratto di ricollocazione inteso quale strumento di politica attiva del lavoro finalizzato a stimolare il comportamento proattivo delle persone in cerca di nuova occupazione e degli operatori pubblici e privati accreditati nell’ambito del “Sistema regionale dei servizi per l’impiego.”

In tale ottica, questo contratto ha la funzione di sostenere e accompagnare le persone anche nella transizione tra una precedente occupazione e una nuova.

Il contratto è rivolto principalmente:

– ai soggetti in stato di disoccupazione a norma dell’art.1, c.2, lett.c) d.lgs. 181/2000 immediatamente disponibili allo svolgimento e alla ricerca di una attività lavorativa;
– ai disoccupati di lunga durata a norma dell’art.1, c.2, lett.d), d.lgs. 181/2000;
– agli inoccupati di lunga durata a norma dell’art.1, c.2, lett.e) d.lgs. 181/2000;
– alle donne in reinserimento lavorativo a norma dell’art.1, c.2, lett.f).

Questa iniziativa sperimentale viene quindi declinata – dalla Regione – attraverso la approvazione – quale allegato della delibera in commento – di una disciplina normativa specifica del contratto di ricollocazione.

La disciplina regionale del Lazio in materia di contratto di ricollocazione
Gli elementi rilevanti di tale disciplina sono i seguenti.

Nozione e finalità del contratto
L’articolo 1 chiarisce che questo strumento è fondato sul “principio dell’adesione volontaria delle parti”, che sono:

– la “persona interessata” (rientrante nel novero dei soggetti indicati al paragrafo precedente);
– l’operatore specializzato, accreditato per i servizi specialistici all’impiego sulla base della normativa regionale;
– i Centri per l’Impiego.

Il contratto dovrà favorire il reinserimento lavorativo attraverso un servizio “personalizzato”, nel senso che:
– a) la persona interessata sceglie l’operatore accreditato con il quale sottoscrivere il contratto;
– b) quest’ultimo è a sua volta vincolato a stipulare il contratto con qualsiasi soggetto che rientri nelle categorie destinatarie del contratto stesso senza poter “scegliere” un soggetto piuttosto che un altro, magari in base alla maggiore o minore “facilità” di ricollocazione.

A fronte di tale impegno, il contratto prevede forme di remunerazione del servizio a carico della Regione, proporzionate alla difficoltà del collocamento, qualificate come corrispettivo per l’attività di assistenza prestata dall’operatore accreditato.

Il ruolo dei Centri per l’impiego
I Centri per l’impiego sono il luogo deputato alla promozione dello strumento contrattuale in esame.
A tal fine, gli interessati dovranno rivolgersi ai Centri per stipulare il contratto e, per converso, i Centri stessi dovranno accogliere e “profilare” la persona interessata, fornendogli altresì tutte le informazioni sugli operatori accreditati per i servizi specialistici, per consentirgli una libera scelta in ordine all’operatore al quale affidarsi.

La profilatura operata dai Centri per l’impiego configura anche quello che viene definito “l’indice di svantaggio” del richiedente assistenza al quale viene conseguentemente attribuito un valore economico che è funzione del grado di occupabilità e che “si traduce” in un voucher, finanziato dalla Regione Lazio, destinato alla remunerazione dell’operatore accreditato.

Il Centro garantisce l’imparzialità degli operatori e la libertà della scelta da parte dei richiedenti assistenza, svolgendo altresì compiti di vigilanza e controllo sul corretto adempimento degli obblighi ricadenti sull’operatore accreditato e sulla persona interessata.

Forma e durata del contratto
Il contratto – stipulato in forma scritta – ha una durata massima di sei mesi, salvo proroga concordata tra le parti ed entro i limiti che verranno stabiliti dalla prossima direttiva regionale di attuazione della presente disciplina.

Il predetto termine potrà essere sospeso solo nel caso di documentato grave impedimento della persona interessata, ma se la sospensione si protrae per oltre 6 mesi, esso verrà risolto, ferma restando – per la persona interessata – la possibilità di riattivarne un altro non appena cessate le cause di impedimento.

Obblighi della persona interessata
Con la stipula del contratto gli interessati assumono l’obbligo:

– di svolgere le attività quali la ricerca di opportunità, i contatti e le visite a imprese, i colloqui di lavoro per la ricerca di lavoro, secondo quanto concordato con il tutor designato dall’operatore accreditato;
– di seguire le indicazioni del tutor.

Ma, soprattutto, al momento della sottoscrizione del contratto l’interessato s’impegna ad accettare le offerte di lavoro che gli verranno rivolte – attraverso l’operatore accreditato – che rientrino tra quelle alle quali cui egli “può ragionevolmente aspirare” tenuto conto delle possibilità offerte dal mercato del lavoro.

Questa generico concetto di “aspirazione”, è concretizzato dall’espressa indicazione di criteri di valutazione della congruità dell’offerta, rappresentati da:

– distanza tra luogo di lavoro e di abitazione;
– esperienze pregresse;
– capacità professionali;
– durata del periodo di disoccupazione;
– condizioni effettive del mercato del lavoro.

Il contratto potrà prevedere una clausola tesa ad individuare i “contenuti delle attività di lavoro per le quali la persona interessata si dichiara disponibile”, a condizione che tali contenuti siano “ragionevoli”, in relazione a:

– possibilità offerte dal mercato del lavoro;
– durata del periodo pregresso di disoccupazione;
– disponibilità della persona per la mobilità geografica.

In termini generali e – quale clausola cornice – la disciplina regionale prevede espressamente che – salvo vi siano ragionevoli possibilità di reperimento di una occupazione migliore in breve tempo – è considerata congrua un offerta di lavoro che preveda un livello retributivo “non inferiore all’importo lordo dell’indennità cui la persona interessata ha diritto, ove dovuta e che non disti più di 50 chilometri dalla sua residenza o sia comunque raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, secondo quanto stabilito dalla L.92/2012 e s.m.i. (la c.d. “riforma Fornero del mercato del lavoro”).

Gli obblighi degli operatori accreditati
Con la sottoscrizione del contratto, l’operatore accreditato assume l’obbligo di accompagnare attivamente il soggetto interessato nel mercato del lavoro nella ricerca di una nuova occupazione e nell’individuazione dei percorsi di riqualificazione necessari.

E, in particolare, di fornire all’interessato un tutor che individui le possibilità di occupazione offerte dal mercato del lavoro, assista e “consigli” il lavoratore circa le attività necessarie per sfruttare al meglio tali possibilità e controlli la sua disponibilità effettiva per tali attività.

Il tutor ha – inoltre – l’obbligo di comunicare al Centro per l’Impiego ogni eventuale inadempimento agli obblighi o, comunque, ogni eventuale comportamento non conforme agli stessi da parte della persona interessata.

Finanziamento
Il contratto è finanziato dalla Regione Lazio “nei limiti delle risorse disponibili”.
Il voucher regionale riconoscibile ha un valore economico parametrato sulla distanza dal mercato del lavoro della persona da ricollocare e sulla tipologia contrattuale offerta e si compone di due parti:

– una prima (fino al 20% del valore), che remunera le attività svolte dall’operatore accreditato finalizzate all’inserimento lavorativo ed è riconosciuta all’operatore indipendentemente dal risultato, quando il suo mancato raggiungimento non sia imputabile a cause riferibili all’operatore accreditato;
– una seconda, variabile e dipendente dal raggiungimento del risultato. Il risultato utile ai fini del pagamento è individuato nella effettiva stipula di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o a tempo determinato della durata minima di sei mesi, anche in regime di somministrazione. Ferma restando la durata minima di sei mesi, nel caso di contratto a tempo determinato il valore del voucher sarà riproporzionato in base alla durata del termine.

La cessazione del contratto di ricollocazione
Ai sensi degli artt.9-12 della disciplina regionale, il contratto può concludersi anticipatamente rispetto al termine sopra indicato:

– per il raggiungimento del risultato (l’assunzione) prima del termine contrattuale
– qualora, senza giustificato motivo, l’interessato rifiuti un’offerta di lavoro congrua o non partecipi alle attività previste dal contratto ai fini della ricerca di lavoro
– per rinuncia dell’interessato
– per inadempimento dell’operatore accreditato (nel qual caso il Centro per l’impiego convoca il lavoratore affinché possa stipulare un nuovo contratto con altro operatore).

Fonte: Ipsoa.it

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