Contratto di inserimento: come accedere alle agevolazioni INPS

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Diramate dall’INPS le istruzioni operative per la concreta fruizione dei benefici contributivi legati all’assunzione di manodopera femminile con contratto di inserimento per il periodo 2009-2012. Le imprese che hanno necessità di regolarizzare la propria situazione devono provvedere entro il 16 marzo 2014. Il decreto interministeriale 10 aprile 2013 ha individuato le aree geografiche di cui all’art.54, c.1, lett.e) del Decreto Legislativo. n.276/2003, consentendo di dare concreta applicazione, per quanto di diretta competenza dell’Inps, alle agevolazioni contributive previste dalla legge, in riferimento alle assunzioni operate, nel periodo complessivo 1 gennaio 2009 – 31 dicembre 2012, con le donne ivi indicate.

Norme sul contratto di inserimento che, va ricordato, sono state espressamente abrogate dalla Legge Fornero nel 2012, la quale ha però fatto salva l’applicazione delle disposizioni di cui all’art.54 cit. (tra le quali, evidentemente, quella che prevedeva i benefici contributivi) nei confronti delle assunzioni effettuate fino al 31/12/2012.

L’Inps ripercorre i contenuti del decreto e fornisce, altresì, le conseguenti indicazioni operative per le aziende.

Quadro legislativo di riferimento
Fermo restando il criterio della residenza, la legge richiede l’ulteriore condizione soggettiva consistente nell’essere prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Richiamando alla mente gli orientamenti ministeriali, l’Inps specifica che ai fini della presenza del requisito, occorrerà considerare il periodo di sei mesi antecedente la data di assunzione e verificare che in quel periodo la lavoratrice considerata non abbia svolto una attività di lavoro subordinato legata ad un contratto di durata di almeno sei mesi ovvero una attività di collaborazione coordinata e continuativa (o altra prestazione di lavoro di cui all’articolo 50, comma 1, lett. c-bis), del TUIR) la cui remunerazione annua sia superiore a 8.000 euro o ancora una attività di lavoro autonomo tale da produrre un reddito annuo lordo superiore a 4.800 euro.

L’accertamento del requisito prescinde dall’eventuale stato di disoccupazione disciplinato dal decreto legislativo 21 aprile 2000, n.181, nel senso quindi che la condizione di “priva di impiego regolarmente retribuito” non richiede la previa registrazione della donna presso il centro per l’impiego.

A partire dal 14 maggio 2011, la stipula del contratto di inserimento e le conseguenti agevolazioni risultano, quindi, legittime esclusivamente in relazione alle donne in possesso del requisito sopra illustrato, sempre purché residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione femminile determinato con apposito decreto del Ministro dei lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze …, sia inferiore almeno del 20 per cento di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10 per cento quello maschile.

La legge demanda poi esplicitamente a un decreto ministeriale l’individuazione delle aree geografiche di cui all’art.54, c.1, lett. e) del Decreto Legislativo. n.276/2003 per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012.

Benefici di cui all’art.59, c.3, del D.Lgs.276/2003 (artt.1 e 2 del D.M.10 aprile 2013)

Ricordato che gli incentivi economici a supporto del contratto di inserimento sono quelli previsti dalla disciplina in materia di contratto di formazione e lavoro, ai sensi del decreto interministeriale i benefici contributivi in misura superiore a quella del 25% possono trovare applicazione solamente nelle aree che, anno per anno, sono state individuate – attraverso i dati ISTAT sulla rilevazione delle forze di lavoro media 2008, 2009, 2010 e 2011 – come aventi un tasso di occupazione femminile inferiore almeno di venti punti percentuali di quello maschile o un tasso di disoccupazione femminile superiore di dieci punti percentuali rispetto a quello maschile.

Si evidenzia, inoltre, che, ai fini della fruizione degli incentivi in misura superiore al 25% , è necessario che le prestazioni lavorative si svolgano all’interno dei territori individuati dall’art. 1 del decreto citato.

Le aree individuate come aventi i requisiti per l’applicazione delle misure superiori al 25 per cento sono le seguenti:

AnnoRegioni 2009Veneto, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna 2010Veneto, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna 2011Veneto, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia 2012Veneto, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia

Ciò che rileva, chiaramente, ai fini dell’ammissibilità o meno alle agevolazioni in misura superiore al 25% è la data dell’assunzione operata con contratto di inserimento lavorativo.

Inoltre – la fruizione delle agevolazioni contributive nella misura superiore al 25% è subordinata alle condizioni previste dal Regolamento (CE) n.800/2008, in minima parte diverse da quelle previste dall’art.5 del previgente Regolamento n.2204/2002 ed illustrate al punto 3 della circolare n.74 del 19 maggio 2006.

Dette condizioni – rilevanti dalla data del 14 maggio 2011 – sono:

– intensità lorda dell’aiuto: l’ammontare del beneficio, con riferimento al singolo rapporto di lavoro, non deve superare il 50 per cento (elevato al 75 per cento nel caso di assunzione di soggetti disabili) dei costi ammissibili, i quali corrispondono ai costi salariali durante un periodo massimo di 12 mesi successivi all’assunzione;

– incremento netto del numero dei dipendenti: l’assunzione con contratto di inserimento o reinserimento deve determinare un incremento netto del numero dei dipendenti dello stabilimento interessato ovvero, quando l’assunzione non rappresenta un incremento netto del numero di dipendenti dello stabilimento interessato, il posto o i posti occupati devono essersi resi vacanti a seguito di dimissioni volontarie, di pensionamento per raggiunti limiti d’età, di riduzione volontaria dell’orario di lavoro o di licenziamenti per giusta causa e non a seguito di licenziamenti per riduzione del personale;

– durata minima del contratto: il contratto deve avere una durata, fissata nel contratto al momento della stipula, pari ad almeno 12 mesi. Come già precisato dal Ministero del Lavoro, l’agevolazione non è esclusa nel caso in cui il rapporto di lavoro venga risolto prima del termine di 12 mesi per giusta causa.

Convalida dei contratti di inserimento e agevolazioni contributive nella misura del 25% (art.3 D.M.10 aprile 2013)

Il D.M. chiarisce che restano fermi gli effetti dei contratti di inserimento stipulati negli anni dal 2009 al 2012 con riferimento alle aree individuabili ai sensi dell’art.54, c.1, lett.e) del D.Lgs.276/2003 nella formulazione di tempo in tempo vigente.

Sono quindi validi i contratti di inserimento stipulati su tutto il territorio nazionale con donne, dovendosi tuttavia ribadire che – per le assunzioni operate a decorrere dal 14 maggio 2011 – è necessario il requisito ulteriore dell’essere prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Per consolidato orientamento ministeriale, considerando che la misura del 25%, prevista in via generalizzata per l’agevolazione, non può essere considerata aiuto di Stato ai sensi della normativa comunitaria, la stessa trova sempre applicazione su tutto il territorio nazionale.

L’accesso agli incentivi economici di cui all’art.59, comma 3, del decreto legislativo n.276/2003, vale a dire a benefici in misura superiore al 25 per cento, è invece ammesso solamente nelle Regioni indicate all’art.1 del decreto interministeriale 10 aprile 2013 ed elencate al precedente paragrafo 2.

Adempimenti a cura del datore di lavoro
Per quanto riguarda la sussistenza della condizione soggettiva introdotta – a decorrere dal 14 maggio 2011 – vale a dire lo status di donna priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, potrà considerarsi utile per il datore di lavoro – ai fini dell’ammissione ai benefici contributivi – acquisire una dichiarazione di responsabilità da parte della lavoratrice, attestante il possesso dei requisiti di legge; resta ferma la possibilità per l’Istituto di verificare, a campione e nell’ambito delle proprie ordinarie attività amministrative e ispettive, l’effettiva sussistenza di tale requisito.

Modalità operative
L’Inps fornisce le modalità operative per la generalità dei datori di lavoro che si avvalgono del sistema UniEmens, ad esclusione di quelli operanti nel settore dello spettacolo e dello sport professionistico (ex Enpals). Per questi ultimi, si fa riserva di successive indicazioni.

In particolare, per i rapporti ancora in essere, i datori di lavoro, dalla denuncia riferita al periodo di paga “dicembre 2013” e fino alla scadenza del contratto di inserimento, si continuano ad utilizzare i codici Tipo contribuzione già in uso in relazione alla riduzione spettante, tenuto conto delle caratteristiche dell’azienda, della sua dislocazione geografica e conformemente a quanto disposto dal D.M. 10 aprile 2013. Per i periodi antecedenti al periodo di paga dicembre 2013, i datori di lavoro procederanno al recupero o alla restituzione dell’agevolazione entro il giorno 16 del terzo mese successivo alla pubblicazione della odierna circolare – e dunque entro il giorno 16 marzo 2014 – senza l’aggravio di oneri accessori.

Contenzioso amministrativo.
Per quanto riguarda il contenzioso amministrativo pendente in materia, le Sedi competenti avranno cura di definirlo in via di autotutela secondo le indicazioni fornite con la presente circolare; a tal fine, saranno rinviati alle strutture periferiche, per il tramite delle Direzioni regionali, anche i ricorsi attualmente in carico alla Direzione centrale Entrate.

Fonte: Ipsoa.it

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