Contratti di solidarietà espansivi: vantaggi a confronto

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Il decreto correttivo al Jobs Act riconosce ai datori di lavoro la possibilità di trasformare i contratti di solidarietà difensivi in espansivi per gli accordi in corso da almeno 12 mesi alla data dell’8 ottobre 2016 o stipulati prima del 1° gennaio 2016. Tale possibilità è concessa a condizione che la riduzione complessiva dell’orario di lavoro non sia superiore a quella già concordata con il verbale relativo alla solidarietà difensiva. I datori di lavoro interessati devono presentare istanza telematica al Ministero del lavoro. Con quali modalità? Quali i vantaggi per lavoratori e datori di lavoro?

Il decreto correttivo del Jobs Act (D. Lgs. 185 del 24 settembre 2016) intende accrescere l’appeal dei contratti di solidarietà espansivi, rendendo possibile una sorta di “avvicendamento incentivato” con quelli difensivi già in corso.

L’obiettivo dichiarato del legislatore è appunto quello di stimolare nuove assunzioni ed agevolare il ricambio generazionale della forza lavoro aziendale attraverso la previsione di interventi in favore sia dei lavoratori in solidarietà che dei datori di lavoro.

I contratti di solidarietà espansivi sono contratti collettivi aziendali che prevedono un incremento di occupazione a fronte di una riduzione stabile dell’orario di lavoro e della retribuzione dei dipendenti già in forza presso l’azienda.

In attuazione del Jobs Act, il legislatore ha previsto una serie di agevolazioni contributive in favore delle aziende che attuino una effettiva riduzione dell’orario di lavoro riducendo, contestualmente, la retribuzione erogata ai lavoratori già in forza, e una corrispondente assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale, al fine di incrementare gli organici.

Quando ricorrere al contratto di solidarietà difensivo
Il contratto di solidarietà difensivo, anche dopo la riforma operata dal Jobs Act, ha mantenuto la funzione di evitare o ridurre la necessità di ricorrere al licenziamento del personale dipendente, anche attraverso un suo più razionale impiego.

Le parti infatti, già all’atto della stipula, sono obbligate ad individuare, motivare e quantificare l’esubero di personale.

La riduzione media dell’orario di lavoro non può essere superiore al 60% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati dal contratto di solidarietà. Inoltre, l’azienda non può attribuire a ogni singolo lavoratore una riduzione complessiva dell’orario superiore al 70% nell’arco dell’intero periodo per il quale il contratto di solidarietà è stipulato.

Il trattamento retributivo perso, sul quale calcolare l’integrazione salariale, deve essere determinato non tenendo conto degli aumenti retributivi previsti dagli eventuali contratti collettivi aziendali nei sei mesi antecedenti la stipula dell’accordo.

I contratti di solidarietà difensivi sono adottati attraverso un accordo da sottoscrivere con le organizzazioni sindacali nazionali o territoriali appartenenti alle associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le “loro RSA” o con la RSU.

Tale accordo interviene a ridurre l’orario di lavoro, con riferimento al personale interessato, entro i limiti prestabiliti, per un periodo non superiore ai 24 mesi in un quinquennio mobile, con l’obiettivo di ridurre in tutto o in parte i licenziamenti collettivi che in tale arco temporale sono ammessi soltanto se su base volontaria, pur se ipotizzati da una procedura di riduzione di personale.

Caratteristiche del contratto di solidarietà espansiva
A seguito di un’intesa sottoscritta in ambito aziendale, è possibile ridurre stabilmente l’orario di lavoro, con contestuale riduzione della retribuzione e assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato.

Costituisce presupposto di base il fatto che le nuove assunzioni non devono alterare il rapporto occupazionale uomo-donna.

Il contratto di solidarietà espansiva va depositato presso la sede territoriale competente dell’Ispettorato Nazionale del lavoro, esclusivamente in via telematica.

Su tale organo incombe un duplice onere:
1) verificare, ai fini dell’attribuzione del contributo, la perfetta concordanza in termini di orario, tra la riduzione avvenuta e le assunzioni effettuate;-
2) vigilare sulla corretta applicazione del contratto, disponendo, in caso di accertata violazione, la sospensione delle agevolazioni.

Trasformazione in contratti di solidarietà espansivi
La disciplina innovata offre ai datori di lavoro la possibilità di trasformare i contratti di solidarietà difensivi in espansivi, con riferimento agli accordi:

– in corso da almeno 12 mesi alla data dell’8 ottobre 2016;
oppure
– stipulati prima del 1° gennaio 2016, a condizione che la riduzione complessiva dell’orario di lavoro non sia superiore a quella già concordata con il verbale relativo alla solidarietà difensiva.

I lavoratori continuano a beneficiare, fino alla fine del contratto di solidarietà espansivo, continueranno a beneficiare del trattamento integrativo nella misura del 50% rispetto a quello dovuto in precedenza, pari all’80% della retribuzione globale non percepita per effetto della riduzione d’orario.

La differenza, rispetto al trattamento originario, è coperta dal datore di lavoro con la corresponsione di una somma mensile.

Questa quota della retribuzione, erogata mensilmente, non è imponibile ai fini previdenziali.
A garanzia del lavoratore è comunque prevista l’accredito figurativo dei contributi a fini IVS a carico dell’INPS.

A beneficio dei datori di lavoro, anche al fine di compensare i maggiori costi sostenuti, il decreto prevede che:

– le quote di trattamento di fine rapporto relative alla retribuzione persa, maturate durante il periodo di solidarietà, restino a carico dell’INPS, con la sola eccezione di quelle relative ai lavoratori licenziati per motivo oggettivo o nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo entro 90 giorni dal termine del periodo di fruizione del trattamento di integrazione salariale o dell’ulteriore trattamento concesso entro 120 giorni dal termine di quello precedente;
– il contributo addizionale – dovuto sull’integrazione salariale – viene ridotto della metà e diventa pari rispettivamente al :

– 4,5% per le prime 52 settimane di durata;
– 6% fino a 104 settimane;
– 7,5% oltre 104 settimane.

Inoltre, per ogni nuovo rapporto instaurato è concesso, ai datori di lavoro, per ciascuna mensilità di retribuzione, un contributo pari:

– al 15% della retribuzione lorda prevista dal contratto collettivo applicabile, per i primi dodici mesi;
– al 10% per il secondo anno;
– al 5% per il terzo anno.

In alternativa, ma solo in relazione all’assunzione di dipendenti di età compresa tra i 15 e i 29 anni, i datori di lavoro possono versare la contribuzione a proprio carico nella misura prevista per gli apprendisti.

La riduzione contributiva può comunque essere fruita non oltre il compimento del 29° anno di età del lavoratore assunto.

La norma stabilisce, inoltre, che il contratto di solidarietà trasformato si conteggi ai fini della durata massima complessiva di intervento della cassa.

Quest’ultima, in genere, per ogni unità produttiva non può complessivamente superare i 24 mesi (tranne alcune particolarità), in un quinquennio mobile.

Ai fini del raggiungimento dei 2 anni si considerano la Cigo e la Cigs.

Per i contratti di solidarietà è previsto un computo di maggior favore, in quanto i mesi di durata nel biennio sono conteggiati al 50 per cento.

Le agevolazioni economiche e contributive non possono essere riconosciute alle imprese che nei 12 mesi precedenti hanno fatto ricorso a trattamenti integrativi salariali straordinari o hanno proceduto a licenziamenti collettivi per riduzione di personale.

Le assunzioni dovranno essere effettuate in modo tale da non determinare variazioni della percentuale tra manodopera maschile e femminile o viceversa, sempre che ciò sia previsto dalla contrattazione collettiva in ragione delle qualifiche per le quali vengono effettuate le assunzioni.

I lavoratori assunti attraverso il contratto di solidarietà espansivo non rientrano nel computo dell’organico aziendale limitatamente alle disposizioni che regolano l’accesso ad agevolazioni di carattere finanziario e creditizio.

Essi rientrano invece nel computo ai fini della normativa sui disabili e della quantificazione dei contratti a tempo determinato stipulabili nell’anno di riferimento.

Ai lavoratori interessati dalla trasformazione non si applica la disposizione, prevista dal Jobs Act, che riguarda la possibilità del prepensionamento in caso di stipula di contratti di solidarietà espansiva.

La procedura
L’istanza deve essere presentata telematicamente (circolare n. 31 del 21 ottobre 2016) inserendo, all’interno della pratica di “Cigsonline” già a suo tempo inoltrata al Ministero, i moduli che sono forniti in allegato alla circolare ed inoltre:

– il contratto collettivo di trasformazione sottoscritto;
– l’elenco nominativo di tutti i lavoratori interessati alla riduzione dell’orario di lavoro.

La comunicazione va inviata anche alla DTL territorialmente competente e all’INPS.

Trasformazione contratto di solidarietà: vantaggi

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Fonte: Ipsoa.it

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