Contratti di prossimità: rispetto della retribuzione imponibile per ottenere i benefici contributivi

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Le “specifiche intese” aziendali o territoriali, non possono riguardare la determinazione dell’imponibile contributivo e non possono interessare gli Istituti previdenziali quali soggetti creditori della contribuzione. Questa è la conclusione cui giunge il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con Interpello n.8/2016 del 12 febbraio 2016 ricordando inoltre che, qualora non si rispettino gli obblighi relativi alla determinazione della retribuzione, rispetto ai quali un contratto di prossimità non può validamente derogare, sarà negata anche la fruizione dei benefici normativi e contributivi.

Due i quesiti posti dall’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali:

– innanzi tutto se i livelli retributivi fissati dai contratti di prossimità possano costituire base imponibile anche in deroga ai minimali contributivi sanciti dall’art.1, D.L. n.38/1989;
– inoltre se il rispetto del contratto di prossimità (che deroga al CCNL) possa essere considerato quale condizione necessaria ai fini dell’accesso alle agevolazioni contributive in luogo del rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro.

Con interpello n.8/2016 del 12 febbraio 2016 il Ministero, in merito al primo quesito, risponde che in effetti si possono realizzare specifiche intese con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle rappresentanze sindacali, finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro. Ma la normativa non prevede allo stesso modo, tra i possibili contenuti delle “specifiche intese” aziendali o territoriali, la determinazione dell’imponibile contributivo e non possono quindi interessare gli Istituti previdenziali quali soggetti creditori della contribuzione.

In merito al secondo quesito il Ministero ricorda che ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi, è necessario non solo il possesso del DURC, ma anche l’osservanza degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali ed il rispetto degli altri obblighi di legge. Pertanto il mancato rispetto degli obblighi relativi alla determinazione della retribuzione imponibile, rispetto ai quali un contratto di prossimità non può validamente derogare, sarà evidentemente negata anche la fruizione dei benefici normativi e contributivi.

Fonte: Ipsoa.it

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