Contrattazione di prossimità: deroga ai limiti quantitativi del contratto a termine

0
41

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con Interpello n.30 del 2 dicembre 2014, rileva che l’intervento della contrattazione di prossimità non può rimuovere i limiti quantitativi previsti dalla legislazione o dalla contrattazione nazionale di utilizzo del contratto a tempo determinato.

L’Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari (ARIS) ha avanzato istanza di interpello alla Direzione generale per l’attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in merito alla possibilità di deroga, da parte della contrattazione di prossimità, ai sensi dell’art.8 del D.L. n.138/2011 (convertito in L. n.148/2011), ai limiti quantitativi di utilizzo del contratto a tempo determinato.

Dopo aver evidenziato che contratti di prossimità sono abilitati ad intervenire con discipline che non mettano in discussione il rispetto della cornice giuridica nella quale vanno ad inserirsi e, in particolare, di quanto previsto a livello comunitario dalla direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, con interpello n.30 del 2 dicembre 2014 il Ministero del Lavoro conviene che, “i contratti a tempo indeterminato sono e continueranno ad essere la forma comune dei rapporti di lavoro fra i datori di lavoro e i lavoratori” e pertanto appare evidente come l’intervento della contrattazione di prossimità non potrà comunque rimuovere del tutto i limiti quantitativi previsti dalla legislazione o dalla contrattazione nazionale ma esclusivamente prevederne una diversa modulazione.

Fonte: Ipsoa.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here